Mese: luglio 2013

Come avviare un’attività… al servizio degli anziani

In America vi è un servizio in forte espansione, il settore del grey target, che proprio in questo momento storico sta vivendo una fase di boom.
Da una parte, infatti, la vita media degli italiani si è allungata, dall’altra le condizioni generali sono di diffuso benessere, ed è questo uno dei motivi  per cui offrire servizi personalizzati ad una fetta di popolazione che, dopo i 65 anni, necessita di assistenza sotto svariate forme.

burocrazia-vignetta1
In America, per gli anziani, c’è un nuovo servizio

Infatti, escludendo l’assistenza strettamente medica, a seconda delle condizioni fisiche e mentali, si può aver bisogno di tanti tipi di assistenza. Si spazia da chi può aver bisogno di qualcuno che si occupi del disbrigo di pratiche amministrative e burocratiche, a chi ha necessità che si sistemi la casa e si faccia la spesa, ad altri che necessitano di persone che si occupino dell’aspetto estetico o che occupi semplicemente il suo tempo libero. È ovvio quindi che intraprendere un’attività nell’ambito dei servizi alla terza età possa essere davvero un’idea vincente.

Uno dei motivi vantaggiosi, se non forse il primo motivo che dovrebbe funzionare da stimolo in questo senso, è l’inesistenza di investimenti iniziali. Nessun capitale è richiesto se non quello derivante dal bagaglio di informazioni, competenza  e fantasia di cui può disporre una persona.
Può essere utile un ufficio che funga da base per ricevere richieste di intervento, telefonate, consulenze e anche per rendersi visibili all’esterno.
E ‘ consigliabile partire con un’offerta limitata solamente ad una parte dei servizi possibili e solo in seguito, in caso di successo, decidere di ampliarne la quantità. Potrebbe fare la differenza, a tal proposito, svolgere una piccola indagine di mercato per stabilire quali sono le esigenze specifiche del luogo in cui si opera.

Al di là delle case di riposo e dei centri di aggregazione sociale, il servizio o l’insieme di servizi che potrebbero essere offerti agli anziani includerebbe una formula di agenzia o impresa con interventi a domicilio con servizi 24 ore su 24 anche di notte e durante i festivi.

Per avere successo  in questo campo è poi indispensabile dotarsi di un’immagine seria e professionale che dia una buona visibilità sul mercato. In questo campo conta molto il passaparola, la reputazione che ci si riesce a costruire. Quindi per cominciare è della massima importanza fornire servizi di alta qualità con impegno, pazienza, rispetto per il mondo della terza età ed infine a prezzi competitivi.
Come qualsiasi attività, anche questa necessita di uno studio prodromico sulla fattibilità economica e finanziaria del progetto, in relazione al bacino d’utenza ed agli investimenti che si desidera realizzare.
E’ necessario  un piano di massima ben dettagliato per indicare i singoli servizi offerti, in modo che chiunque sia in grado di capire di che tipo di impresa si tratta. Si può iniziare con servizi di compagnia, pulizia casa-persona, accompagnamento in auto, disbrigo pratiche burocratiche e postali. A tal proposito è necessaria una dotazione di personale atto a garantire i servizi necessari. Da chi può accompagnare un’anziana al cimitero o a fare una visita , a chi, a fronte di richiesta di piccole cure sanitarie (iniezioni, medicazioni, ecc.) possa trovare un infermiere per il quale è necessario prendere accordi o attivare una convenzione. Quindi per ogni servizio è bene accertarsi di avere i contatti con le persone giuste, da chiamare di volta in volta alla bisogna. Naturalmente i costi e le tariffe saranno concordati tra titolare e singolo professionista. Per ultimo rimane da considerare l’aspetto burocratico.
Per essere a posto con la normativa vigente, visto che questo tipo di attività non ha avuto ancora un inquadramento giuridico, sarà sufficiente presentare domanda alla Camera di Commercio per farsi assegnare la partita iva in relazione al tipo di attività che dovrà essere dettagliatamente descritta. Con questo unico adempimento si assolve ai propri doveri.

A questo punto non resta che augurarvi …… buon lavoro!  N.N A&V

Vista dai giovani, la vita è un avvenire infinitamente lungo. Vista dai vecchi, un passato molto breve.           Arthur Schopenhauer

× Featured

Mi racconto...

La Salute Orale per gli Anziani

Un milione di anziani si nutre poco e male perché ha il frigo sempre vuoto, rischiando una vera e propria malnutrizione: in media mancano all’appello almeno 400 calorie al giorno, soprattutto dalle proteine. Anche un solo mese di dieta povera aumenta del 25 per cento la probabilità di ricovero in ospedale e accresce la mortalità. Necessario perciò riconoscere la malnutrizione e intervenire per risolverla a casa e in ospedale, dove arriva al 55 per cento la percentuale di anziani malnutriti, che mangiano poco e male: anche perché due su tre ammettono di avere difficoltà ad arrivare alla fine del mese. E sono molti anche gli over 65 con problemi orali trascurati che incidono pesantemente sulla possibilità di alimentarsi in modo corretto: quasi due milioni di anziani hanno problemi di masticazione, ma ben otto milioni di over 65 non si sono fatti visitare dal dentista nell’ultimo anno.
Per questo, spiega, è molto importante riconoscerla così da intervenire modificando la dieta e adattandola alle esigenze e alle difficoltà dell’anziano: vivere soli, avere pochi mezzi economici, soffrire di disturbi del cavo orale o di malattie reumatiche o neurologiche accresce moltissimo la probabilità di malnutrizione.
Ulteriore causa è la scarsa cura della salute orale: otto milioni di anziani sfuggono ai controlli di routine dal dentista, e ciò nonostante il fatto che circa due milioni soffrano di problemi di masticazione che rendono difficile nutrirsi correttamente. Solo uno su tre si sottopone alle visite almeno una volta l’anno. I dati raccolti su oltre 5000 over 65 nell’ambito del progetto PASSI d’Argento, promosso dal ministero della Salute e dalle Regioni con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità, dimostrano che, infatti, sebbene il 16% degli anziani abbia problemi di masticazione, solo pochi si fa seguire da un dentista: solo quattro milioni si rivolgono allo specialista almeno una volta all’anno per visite di controllo o trattamenti.
Ormai è risaputo che con l’avanzare dell’età, i cittadini si recano meno dagli odontoiatri, come se la cura dei denti fosse qualcosa di superfluo. Tale fenomeno diventa ancor più importante quando l’anziano è affetto da una grave disabilità sia delle funzioni intellettive che motorie. Sembra che il deficit della memoria e la difficoltà alla deambulazione condizionino fortemente gli anziani fragili a sottoporsi alle cure odontoiatriche. Eppure, scorrendo le indicazioni generali, si apprende che proprio in queste popolazioni le cure del cavo orale sono altamente vantaggiose in quanto le problematiche dei denti impattano pesantemente sullo stato di salute.
Una recente indagine epidemiologica, realizzata in Lombardia su anziani disabili, ha rilevato che il 50% delle persone nelle case di riposo è affetto da edentulia totale; gli altri, grazie anche alle cure preventive odontoiatriche, posseggono propri denti, ma il 45% di questi sono portatori di un processo carioso ed almeno il 30% necessita di interventi odontoiatrici. La popolazione anziana residente al proprio domicilio presenta in media risultati migliori, ma comunque di grande problematicità.
L’attenzione alla cura degli anziani disabili non può che partire dalla valutazione obiettiva del cavo orale durante la visita medica. La sola valutazione può mettere in evidenza problematiche anche di semplice risoluzione. L’attenzione deve essere posta soprattutto ai denti residui, che si calcola siano in media a 5 denti per anziano istituzionalizzato.
Il parodonto, ossia la struttura che contiene il dente, è facilmente aggredibile da parte di microrganismi contenuti nella placca, che minano la salute dell’osso e del dente, facilitandone la perdita. La placca rappresenta il nemico giurato della vitalità del dente e dell’apparato di sostegno. Essa è composta dal 75% da microrganismi, dal 20% da sostanze organiche derivanti da alimenti (carboidrati e lipidi) ed il 5% da vari tipi di cellule e acqua.
Molti studi, già da alcuni decenni, hanno dimostrato la correlazione tra carica batterica della placca e le infezioni delle vie respiratorie. Le normali azioni che portano a ridurre la carica batterica del cavo orale riducono drasticamente gli eventi infettivi (polmoniti) delle vie respiratorie. Ma non basta. Recentemente si è evidenziata una correlazione tra gli eventi ischemici cardiaci, cerebrali e la patologia infiammatoria del parodonto. Una corretta igiene quotidiana del cavo orale e una visita periodica dall’igienista dentale o dall’odontoiatra diventano un imperativo per preservare in buona salute i denti residui e ridurre le complicanze generali, specialmente quando la persona è in uno stato di grave disabilità.
Il rimedio più diffuso è nella classica dentiera: oltre due milioni di italiani l’hanno adottata, non sempre però risolvendo il problema. Questo tipo di protesi totale può essere instabile, richiede l’uso di colle per farla stare ferma e spesso crea decubiti sulla gengiva, arrossamenti e dolore. Inoltre per alcuni è fonte anche di disagio psicologico.
E’ possibile mantenere la propria dentatura naturale anche per una vita intera seguendo un’accurata igiene orale quotidiana e controlli regolari. Non importa l’età, si possono avere denti e gengive sani spazzolando i denti due volte al giorno, usando il filo interdentale quotidianamente e andando dal dentista con regolarità per controlli e pulizie professionali.
Anche se usate regolarmente il filo interdentale e vi lavate i denti con regolarità, ci sono dei fattori legati all’età che possono influenzare la salute del cavo orale dell’anziano.  Questi problemi possono includere l’uso di una dentiera, l’assunzione di medicine, o riguardare le condizioni generali di salute della bocca. Il dentista può aiutarvi ad affrontarli con successo.

  • La carie della dentina (carie radicolare) è una patologia comune tra gli anziani. E’ importante quindi lavarsi i denti con un dentifricio fluorato, usare il filo interdentale quotidianamente e andare dal dentista per visite di controllo.
  • Ipersensibilità dentale: le gengive tendono naturalmente a retrarsi col tempo esponendo le parti del dente non protette dallo smalto, rendendole sensibili a bevande e cibi caldi e freddi, ed in casi molto gravi anche all’aria. In tal caso é consigliabile l’uso di un dentifricio per denti sensibili; se il problema persiste rivolgetevi al dentista poiché l’eccessiva sensibilità della dentina può essere il sintomo di un problema più serio, come per esempio una carie o un dente fratturato o crepato.
  • La xerostomia o secchezza delle fauci è un problema comune tra gli anziani, spesso causato dall’assunzione di farmaci o da altre patologie. Se non curato tale problema può contribuire a peggiorare o causare vari disturbi del cavo orale. Per ovviare a questo problema il dentista potrà suggerirvi diversi trattamenti.
  • Problemi generali di salute quali il diabete, malattie cardiache e il cancro, possono avere conseguenze sulla salute orale.
  • La dentiera può migliorare la vita di molti anziani ma al tempo stesso richiede molte cure. Affidatevi alle istruzioni del vostro dentista e rivolgetevi a lui per qualsiasi problema. E’ consigliabile sottoporsi ad un controllo annuale.
  • I Problemi gengivali possono insorgere a qualsiasi età ma specialmente dopo i 40 anni.


Tra i fattori che determinano tali disturbi, ci sono:

  • Dieta non adeguata
  • Scarsa igiene orale
  • Diabete, problemi cardiaci e tumore.
  • Fattori esterni: stress e fumo
  • Alcuni medicinali determinano disturbi delle gengive

Se presi in tempo i problemi gengivali possono essere facilmente risolvibili, controlli regolari dal dentista possono assicurare una buona igiene orale.

Accesso alle cure odontoiatriche

Le cure odontoiatriche sono parzialmente escluse dai Livelli essenziali di assistenza (LEA) il che significa che il Servizio Sanitario Nazionale eroga soltanto alcune prestazioni.
Nel caso delle prestazioni coperte dal SSN, il cittadino dovrà versare il ticket richiesto per il servizio che sarà effettuato. Il ticket però non comprende i costi degli impianti, delle protesi mobili e fisse e dei relativi materiali: tutte spese che saranno a carico del cittadino.
Secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale (DPCM. del 29/11/01), hanno diritto a tutte le cure odontoiatriche gratuite le seguenti categorie:

  • soggetti in età evolutiva per programmi di tutela alla salute odontoiatrica;
  • determinate categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità.

È compito delle Regioni chiarire quali siano i soggetti in condizione di particolare vulnerabilità che possono accedere alle prestazioni odontoiatriche comprese dell’assistenza protesica.     M.S. A&V
Vi segnaliamo un link utile.  http://www.progettobracciatese.org/wp-content/uploads/2011/10/2-Cure-odontoiatriche-gratuite.pdf

× Featured

Mi racconto...

Anziani: la paura di cadere aumenta i rischi che accada sul serio La basofobia

Si chiama “Basofobia” ed è definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata di camminare e cadere,e una disabilità nel restare in piedi.
La basofobia come fenomeno psicologico è frequente nelle persone che di recente hanno subito la frattura di un osso o l’immobilità di una gamba; in coloro che hanno subito ictus cerebrali con residui deficit motori si identifica con l’astasia-abasia. In altri casi è invece da considerarsi una patologia psichica di tipo fobico, e ha la stessa patogenesi delle paralisi isteriche: la persona, pur non avendo deficit motori, appena in piedi si aggrappa al letto o alle persone, con i piedi inchiodati al suolo e con gli arti inferiori irrigiditi, convinta di non poter sostenersi in piedi o camminare.
Per una persona anziana, la paura di cadere aumenta le probabilità di cadute effettive, anche quando il pericolo non è realmente fondato. Lo hanno scoperto i ricercatori australiani e belgi che hanno pubblicato sulla rivista British Medical Journal i risultati di uno studio, basato sull’osservazione del comportamento di 500 australiani di età compresa tra 70 e 90 anni. La paura di cadere è molto diffusa, tra gli anziani, ed è associata a scarso equilibrio, ansia e depressione. Ma, secondo i ricercatori, non viene data abbastanza enfasi alla componente irrazionale, di tale paura. Durante l’anno di osservazione, il 43 per cento dei volontari ha riportato una o più cadute. Essi sono stati suddivisi in 4 gruppi, in base al rischio percepito. Il gruppo degli “ansiosi” era caratterizzato da un basso rischio oggettivo, ma un alto rischio percepito, e il 40 per cento dei suoi membri è caduto. Degli “stoici”, distinti per un alto rischio di caduta ma per una percezione di non rischio, ne sono caduti solo un terzo. Ed ecco dunque l’ennesima conferma che una visione positiva della vita ne allunga la durata. Il direttore della ricerca, Stephen Lord, dell’Università del New South Wales, ha commentato: “un’eccessiva paura di cadere può portare a restrizioni immotivate della propria partecipazione ad attività fisiche o sociali, con la conseguenza di un più rapido deterioramento fisico, peggioramento della qualità della vita, isolamento sociale, depressione e disagio psicologico”

Come prevenire le cadute in casa
Nella graduatoria dei luoghi a rischio scivoloni spicca, oltre la cucina, il tragitto tra la camera da letto e il bagno. Ecco delle semplici precauzioni per evitare cadute pericolose:

  • tenere più luce nelle stanze;
  • eliminare i pavimenti troppo scivolosi;
  • non maneggiare oggetti troppo pesanti e non salire scale troppo alte quando si è soli;
  • dotare di braccioli la propria sedia preferita;
  • aggiungere un miscelatore al posto dei tradizionali rubinetti per evitare scottature accidentali;
  • evitare i gradini per l’accesso alla doccia;
  • collocare un tappetino di gomma sulla base della vasca da bagno e della doccia
  • dotare la vasca di un mancorrente;
  • utilizzare gli “alza water;
  • evitare le prolunghe sparse per la casa che aumentano il rischio di inciamparvi;
  • attenzione ai tappeti, esistono in commercio dei tappetini di gomma da posizionare sotto a quelli tradizionali che impediscono lo scivolamento;
  • evitare di incerare i pavimenti;
  • non usare le “pattine” o i sottopiedi;
  • andare regolarmente in bagno evitando le “urgenze minzionali”;
  • accendere la luce se ci si alza la notte;
  • attenzione agli animali domestici

Attenzione, in modo particolare, alle pantofole, ai fili della tv e del telefono, e non ultimo, allo scendiletto.
Ma, come è emerso dalle indagini citate, quello che aiuta di più a prevenire le cadute è un atteggiamento positivo: avere paura di cadere, infatti, aumenta il rischio di cadute effettive.
In ogni caso, per tutti coloro che svolgono regolarmente in casa attività domestiche, è stata istituita la polizza delle casalinghe, che offre una copertura assicurativa anche per i danni riportati in seguito a rovinose cadute. N.N. A&V

Se hai paura di cadere non imparerai mai a volare, e se non voli non sogni, e se non sogni vivi a metà.      Silvia Nelli

× Featured

Mi racconto...

…E oggi cosa mangio? Qualche consiglio per una sana alimentazione! (seconda parte) Quali nutrienti

E oggi cosa mangio? Quali nutrienti?

Dal punto di vista calorico la dieta di un anziano deve essere strutturata nel seguente modo:

  • Proteine 15/ 20%
  • Lipidi 20/25%
  • Glucidi 55/65%

Le sostanze nutrienti indispensabili sono: proteine (per gli aminoacidi essenziali in esse contenuti), vitamine, minerali, acidi grassi polinsaturi. Queste sostanze devono essere presenti nell’alimentazione abituale. In assoluto non c’è l’alimento ideale che le contenga tutte nella giusta quantità e che sia quindi in grado di soddisfare da solo tutte le nostre necessità nutritive. Per cui il modo più semplice e sicuro per garantire adeguatamente l’apporto di tutte le sostanze nutrienti indispensabili, rimane quello di ricorrere ad un’ampia varietà possibile di scelta e alla più opportuna combinazione di alimentiLa diversificazione delle scelte alimentari attenua o diluisce questi rischi potenziali, assicurando una maggiore protezione, anche attraverso un più completo apporto di vitamine e di elementi minerali. Per chi varia oculatamente l’alimentazione non c’è ragione di ricorrere a specifiche integrazioni della dieta con vitamine, proteine o altre sostanze nutrienti. Naturalmente ogni variazione dovrà essere praticata mantenendo l’equilibrio degli apporti nutritivi.

I gruppi alimentari

Ogni scelta dovrà essere fatta nell’ambito di gruppi di alimenti che assicurino un equivalente apporto di sostanze nutritive indispensabili. Questo non significa che all’interno di questi raggruppamenti si possa scegliere in piena libertà: anche tali scelte vanno infatti compiute variando il più possibile le combinazioni con gli alimenti degli altri gruppi.

  1. Nel gruppo costituito dalle carni, dal pesce e dalle uova (che fornisce soprattutto proteine, minerali, come ferro, zinco, rame, ecc. e vitamine del complesso B), sono da preferire le carni magre, come pollo, tacchino, coniglio, ecc., e il pesce. É da limitare o moderare il consumo di carni grasse e di insaccati. Per le uova, infine; un consumo consigliabile per soggetti sani è mediamente di 3 alla settimana;
  2. Per il gruppo che comprende il latte, lo yogurt, i latticini e i formaggi (che, oltre a fornire proteine e vitamine del complesso B, costituisce la principale fonte di calcio), sono da preferire il latte parzialmente scremato, i latticini e i formaggi meno grassi;
  3. Per il gruppo che comprende pane, pasta e riso, altri cereali e patate, (che costituisce la più importante fonte di amido e apporta pure vitamine del complesso B e proteine), sono da preferire prodotti meno raffinati e più ricchi in fibra;
  4. Il gruppo dei legumi secchi (anticamente chiamate “le proteine dei poveri”) fornisce fibra, ferro, zinco, rame, ecc., nonché proteine che, combinandosi con quelle dei cereali, raggiungono un livello di qualità paragonabile a quello delle più costose proteine animali; è da incoraggiare l’uso alternato di tutti i prodotti di questo gruppo, dai fagioli, ai piselli, alle lenticchie, ecc.
  5. Per il gruppo dei grassi da condimento è da tenere presente che il loro consumo va contenuto e che sono comunque da preferire quelli di origine vegetale (come in particolare l’olio d’oliva) in confronto a quelli di origine animale (come burro, panna, lardo, strutto, ecc.)
  6. I gruppi costituiti da frutta e ortaggi, infine, rappresentano importanti fonti di fibra e di provitamina A (di colore giallo-arancione o verde scuro), di vitamina C (agrumi e pomodori soprattutto), di altre vitamine e dei più diversi minerali. Questi gruppi consentono la più ampia varietà di scelta e debbono essere sempre presenti in abbondanza sulla tavola, a cominciare possibilmente dalla prima colazione.

Un’ultima e importante “ regola” è il piacereIl cibo non ha solo una funzione biologia ma è anche piacere quotidiano. Quindi oltre a combinare e a distribuire con equilibrio gli alimenti, è importante scegliere le pietanze secondo i gusti e servirle in modo da rendere la tavola attraente. Il momento del pasto deve essere sempre ed ancora un’occasione per assaporare piacere sani e genuini, stimolando il gusto e l’olfatto.    N.N. A&V

× Featured

Mi racconto...

…E oggi cosa mangio? Qualche consiglio per una sana alimentazione! (prima parte) Quali nutrienti

Quali consigli per una sana alimentazione? Negli ultimi decenni le abitudini alimentari sono profondamente cambiate. Lo sviluppo dell’economia, i contatti con altre culture, i grandi mutamenti sociali, la spinta a raggiungere un più elevato tenore di vita, la diffusione della pubblicità hanno spostato l’attenzione dei consumatori, con maggior frequenza e in più larga misura, verso quei generi alimentari un tempo considerati elitari e pregiati. La possibilità di nutrirsi con una maggiore varietà e abbondanza di cibi ha portato benefici ed alla scomparsa pressoché totale delle cosiddette carenze nutrizionali. Invece la tendenza a mangiare più del necessario, anche come dimostrazione di status symbol, spesso accompagnata da squilibri fra i componenti della dieta, ha portato gli italiani ad essere più esposti ad altri gravi rischi: infarto del miocardio, maggiore incidenza di obesità, ipertensione, arterosclerosi, diabete.
Sappiamo che l’alimentazione ha un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie e nel mantenimento di un buono stato di salute. Questa regola vale per tutte le età, ma diventa estremamente importante continuare a rispettarla nell’età anziana.
Secondo alcuni ricercatori le carenze o gli squilibri dei periodi precedenti la vecchiaia sono motivo dell’evoluzione del processo d’invecchiamento stesso. Ovvero: il modo col quale ci si è alimentati nell’età giovanile e matura incide su come si arriva alla vecchiaia, così come l’alimentazione durante l’età senile condiziona la longevità.
L’alimentazione dell’anziano per essere bilanciata e sana deve adattarsi alle modificazioni fisiologiche tipiche che fanno parte di un insieme di mutamenti fisici e psichici che caratterizzano la senescenza. I bisogni nutrizionali degli anziani non sono molto diversi da quelli dei soggetti più giovani: la differenza essenziale è legata alla diminuita esigenza calorica secondaria ad una riduzione del metabolismo basale, dell’utilizzazione dei substrati energetici e dell’attività fisica.
Alcuni problemi possono interferire con l’alimentazione nell’anziano. Tra queste modificazioni quelle legate alla nutrizione sono:

  • Diminuzione del fabbisogno basale di circa il 13%
  • Diminuzione della massa magra
  • Modificazioni dell’apparato digerente: riduzione della secrezione salivare e della sensibilità gustativa, riduzione del volume dei secreti digestivi, delle cellule dello stomaco e della secrezione cloridrica, rallentamento della peristalsi gastro-esofagea, diminuzione delle cellule
    intestinali e quindi dell’assorbimento dei nutrienti.
  • Diminuita tolleranza al glucosio
  • Riduzione dell’attività motoria, in alcuni casi molto accentuata.

L’alimentazione deve garantire un introito calorico pari al dispendio energetico.  Ovviamente la dieta deve essere personalizzata considerando l’età, la mobilità, i gusti personali, le necessità,  spesso per problemi di masticazione, economici e di solitudine, ad esempio, non è possibile per l’anziano mangiare determinati cibi.
Le regole generali per una alimentazione sana per l’anziano sono le seguenti:

  • Avere una dieta varia: spesso mangiano sempre le stesse cose. Questo comportamento è dovuto sia ad abitudini difficili da cambiare sia alla oggettiva difficoltà dell’anziano di procurarsi  e prepararsi i pasti. Le carenza nutrizionali sono perciò un rischio che aumenta con l’età;
  • Limitare il consumo di zuccheri semplici e privilegiare i carboidrati complessi, meglio se integrali: gli anziani hanno una minore tolleranza al glucosio rispetto al giovane e all’adulto e sono quindi più a rischio di ammalarsi di diabete o di peggiorare la malattia già presente;
  • Assumere il 30-35% di fibra al giorno: la ridotta peristalsi intestinale può causare stipsi. È molto importante quindi assicurare un buon introito di fibre con la dieta. Importantissimo associare alle fibre il giusto apporto di acqua altrimenti il rischio è quello di rallentare il transito intestinale;
  • Le proteine sono molto importanti per contrastare la perdita muscolare. Esse non devono essere necessariamente di origine animale, tipo la carne, in quanto più difficile da digerire e da masticare. Ottime sono anche le proteine di origine vegetale (es, legumi, soia, ecc.);
  • Distribuire i pasti in 3-4 pasti più 1-2 spuntini, per ovviare alle minori capacità digestive;
  • Limitare i cibi molto salati, per evitare il rischio disidratazione. L’anziano sente meno lo stimolo della sete;
  • Bere circa 1,5 litri di acqua al giorno, salvo indicazioni diverse da parte del medico, l’acqua è il più importante componente dell’organismo e una ridotta assunzione può causare gravi alterazioni, favorendo un invecchiamento precoce;
  • Integrare il calcio e la vitamina D. Si tratta di elementi essenziali per le ossa che non sempre vengono assunti correttamente con la dieta.

Relativamente al consumo di alcolici tra le persone anziane, spesso legato alla solitudine, alla perdita della capacità produttiva e di guadagno legati al pensionamento. Gli alcolici devono essere consumati con moderazione (due bicchieri di vino al giorno)  da assumere preferibilmente ai pasti ed a piccoli sorsi.     N.N A&V

“Dipende da noi essere in un modo piuttosto che in un altro.
Il nostro corpo è un giardino, la volontà il giardiniere.
Puoi piantare l’ortica o seminare la lattuga,
mettere l’issopo ed estirpare il timo,
far crescere una sola qualità di erba o svariate qualità,, Alimentazione, Dieta
lasciare sterile il terreno per pigrizia o fecondarlo col lavoro.
Il potere e l’autorità dipendono da noi.”
(William Shakespeare, Otello, atto I, scena III)

× Featured

Mi racconto...