Mese: settembre 2013

L’ambiente di vita nella persona affetta da Demenza L'orientamento spaziale

Tra i vari disturbi del comportamento che possono presentarsi nella persona affetta da demenza  (cfr articolo sulla demenza) vi è quello legato all’orientamento spaziale ovvero alla difficoltà nei compiti visuo-costruttivi  dapprima che si trasforma poi nel perdersi  in ambienti sempre più familiari. La persona colpita da demenza perde la dimensione tempo­rale dell’esistenza, cosicché passato e futuro cessano di essere le coordinate che dirigono il vivere quotidiano e tutto si cristal­lizza in un presente apparentemente senza radici e senza pro­spettive.
L’uomo “riconosce se stesso” rapportandosi con l’ambiente in cui vive. Nel demente ci si trova di fronte a due problemi, da un lato non riconoscere il proprio ambiente dall’altro si vive una “crisi d’identità” specie nella fase lieve-moderata di malattia.
Il malato di demenza non  riconosce più i propri luoghi, la città, il quartiere, la casa dove ha abitato per anni, non identifica più i suoi i familiari, dimentica l’uso degli oggetti.
Arriva a costruirsi una realtà autonoma che ri-codifica “in modo proprio”. L’incapacità di comprendere il mondo esterno genera angoscia (ha uno spiccato “senso del presente” e lo vive in modo emotivamente intenso).
In ogni fase della malattia l’ambiente può compensare (as­sumendo una valenza protesica) o al contrario accentuare i defi­cit cognitivi e condizionare perciò lo stato funzionale ed il com­portamento. Lo spazio e l’ambiente vitale rappresentano perciò, per la persona affetta da demenza, da un lato il motivo scatenante di molte alterazioni del comportamento e dall’altro una risorsa te­rapeutica, purtroppo spesso sottoutilizzata.
Lo sforzo dedicato al miglioramento dell’ambiente di vita delle persone affette da demenza, sebbene non incida probabil­mente sulla durata biologica della malattia, certamente prolunga e migliora la loro qualità di vita e delle loro famiglie e rappresenta a tutt’oggi uno dei pochi risultati realmente terapeu­tici ottenibili nella cura della malattia.
In questi malati la difficoltà a percepire gli stimoli provenienti dall’ambiente è dovuta all’interagire di più fattori :

A)     problematiche legate all’invecchiamento in sé (ridotta acuità visiva, minori capacità di adattamento al buio, facilità ai fenomeni di abbagliamento, deficit sensoriali uditivi);
B)      problemi specifici legati alla malattia (deficit percettivi dei colori in banda fredda, deficit percettivi di profondità e distanza, ridotta sensibilità al contrasto, deficit interpretativo di stimoli visivi astratti, difficoltà a localizzare e interpretare gli stimoli uditivi);
C)      difficoltà a memorizzare i punti di riferimento ambientali e a interiorizzare mappe spaziali (i percorsi, la dislocazione spaziale degli oggetti  e degli elementi presenti nell’ambiente);

L’impos­sibilità ad apprendere nuove informazioni impedisce alla perso­na affetta da demenza di conoscere nuovi luoghi, di attribuire significati vitali a nuovi spazi. Il disorientamento spaziale che ne consegue riguarda dapprima la  difficoltà all’orientarsi soprattutto in ambienti nuovi, ma progressivamente coinvolge e sgretola la capacità di interpretare e padroneggiare lo spazio anche in ambienti conosciuti. Quest’ultimo aspetto ha la tendenza a peggiorare la qualità della vita, si pensi, ad esempio, al periodo delle vacanze durante il quale anche l’andare in luoghi differenti dal proprio può essere fonte di confusione e disorientamento, con le intuibili ripercussioni anche sulla qualità della vita del caregiver.

Anziani in vacanza
Anziani in vacanza

Così come eventuali ricoveri in ospedale o l’istituzionalizzazione possono peggiorare il fragile equilibrio che ha la persona affetta da demenza.
E’ proprio la difficoltà di interpretazione/controllo/fruizione dell’ambiente e della collocazione del sé nell’ambiente che può provocare o amplificare i disturbi comportamentali caratteristici di chi è affetto da demenza  (aggressività e manifestazioni oppositive, stati di agitazione, vagabondaggio e attività motorie afinalistiche, disturbi del ritmo sonno veglia, allucinazioni e deliri, ecc.).
L’ambiente deve servire a mettere in sicurezza il soggetto, a farlo sentire accolto e accettato e non dovrebbe generare ansie e paure. Il termine ambiente è inteso nella sua accezione più ampia di ambiente fisico (la casa, gli spazi esterni, gli ambienti di un servizio, le luci i suoni, i colori, …) e di ambiente umano (persone che ruotano attorno al malato, attività e scansione dei tempi della giornata);  pertanto qualsiasi intervento finalizzato a migliorare l’assistenza al soggetto demente in un’ottica di stimolazione e mantenimento delle sue capacità residue non può prescindere dal considerare entrambi gli aspetti. N.N. A&V

Nulla è più triste che il trovarsi in una casa dove le persone e le cose che dovrebbero essere le più intime ci sono quasi sconosciute.
Carlo Maria Franzero, Il fanciullo meraviglioso, 1920

× Featured

Mi racconto...

21 Settembre “La giornata mondiale dell’Alzheimer”

Il 21 settembre, in tutto il mondo si celebra la giornata mondiale dell’Alzheimer, la malattia degenerativa che colpisce ogni anno circa 500 mila persone in Italia e più di 18 milioni di persone in tutto il mondo, con un trend in continua ascesa. L’Alzheimer rappresenta il 50% di tutte le forme di demenza, con un impatto devastante sia sul soggetto colpito, sia sulla sua famiglia e con importanti ripercussioni anche sulla società. E’ una malattia neurodegenerativa sempre più diffusa nei paesi sviluppati che, con i numeri che produce ha indotto gli enti di categoria a promuovere la Giornata Mondiale dell’Alzheimer.alzheimer-300x199 Giornata che oggi è alla sua ventesima edizione e che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso una malattia che, sebbene è più frequente negli over sessanta cinque, interessa purtroppo una fetta di popolazione sempre più giovane. Da una recente ricerca statunitense si stima che, nel 2050, il numero di malati si moltiplicherà con una frequenza tale da sembrare ad una vera epidemia. La giornata di oggi serve anche agli specialisti e ai ricercatori, nei confronti dei governi di tutto il mondo, al fine di poter ottenere sempre più fondi da destinare alla ricerca di questa malattia che ad oggi non ha cura. Sebbene si siano evidenziate alcune relazioni statistiche tra incidenza del morbo, familiarità genetica, esposizione ed assunzione di alcune sostanze, le cause di questa forma di demenza sono ancora poco chiare.
Numerose sono le iniziative e le conferenze promosse in tutto il mondo sull’argomento, per quanto riguarda gli eventi proposti in Italia vi consigliamo di visionare il sito della Federazione Alzheimer Italia.        N.N A&V

× Featured

Mi racconto...

L’autunno e la terza età

L’Autunno è una stagione stupenda, piena di colori vivaci, come il rosso, il colore dell’amore, o l’arancione, il colore dell’esperienza, o ancora il giallo, il colore dello splendore, e per ultimo il bianco nebbia, il colore della pace.
Questi colori riportano già quasi tutte le caratteristiche dell’autunno, una stagione calma e silenziosa, ma allo stesso tempo vivace. Una stagione di colori davvero particolari che ha ispirato pittori e fotografi. Sfumature che sono una delle caratteristiche di una stagione che assume l e caratteristiche di una tavolozza di pittori.
L’autunno è anche la stagione del tempo stabile, soleggiato ma non più così caldo da provocare malori e malesseri. E’ la stagione ideale per le vacanze della “terza età”. Il viaggio è colore e serenità, tranquillità, benessere, ma soprattutto relax. Chi meglio degli over 60 possono godersi una vacanza lontani dalla pazza folla, dal caos, dal caldo torrido? Il raggiungimento del traguardo della pensione, la “famiglia cresciuta” e sistemata, consente alle persone anziane di potersi muovere liberamente.

Per l’anziano poter andare in vacanza vuol dire:

  • la possibilità di poter disporre di maggior tempo libero;
  • la possibilità di pensare alla propria autorealizzazione ed ai propri progetti di vita;
  • l’occasione per sfruttare al meglio le proprie potenzialità;
  • la possibilità di potersi dedicare con più energia alle proprie passioni, agli hobby, all’artigianato, alle letture, alla vita associativa;
  • l’opportunità di dare spazio ai valori “dimenticati” da quello della disponibilità a quello della relazione con gli altri.

La domanda che sorge spontanea è:  “dove andare? cos’è la vacanza di autunno e cosa può darmi a differenza dell’estate?” La vacanza d’autunno è fuga, è gentil pausa cercando le anticipazioni, in luoghi

Danimarca è famosa per l'atmosfera magica che si crea nelle sue città durante le Feste Natalizie.
Danimarca è famosa per l’atmosfera magica che si crea nelle sue città durante le Feste Natalizie.

assolutamente fisici, di tendenze invernali: prime discese sulle piste, prime teatrali, barlumi di natali ante-tempo; tutto sembra portarci al grande Nord, al medio Oriente,  per vacanze straordinariamente al passo con i tempi. La vacanza può consentire una maggiore dedizione ad attività manuali, continuative – per esempio cucina, bricolage, pittura, sartoria – o stagionali – giardinaggio, pesca – oppure ad attività intellettive come la lettura, il gioco delle carte, l’ascolto della musica o la visione di film e documentari, la partecipazione all’azione sociale. In generale, gli “hobbies” impegnano il tempo libero maggiormente fra coloro che hanno livelli d’istruzione più alti. Vacanza significa, per chi se lo può fisicamente permettere, partecipare ad attività sportive, oppure a sagre e feste, a gite organizzate e a cene, a giochi in società. Ricreazione e cultura sono importanti momenti di svago e di compagnia che fanno sentire gli anziani “giovani e attivi”. Una vita piena di relazioni e di impegni sociali è un buon modo per passare il proprio tempo e contribuisce positivamente alla salute.    M.S  N.N A&V

“C’è un tempo per tutto. Ogni ora porta la sua luce, ogni stagione il suo frutto, ogni tappa della vita umana il suo canto”. Qoelet

× Featured

Mi racconto...