Mese: giugno 2014

La sicurezza domestica Gli infortuni domestici

Sebbene la casa sia ritenuta il luogo più sicuro per eccellenza, gli infortuni domestici costituiscono un
problema di salute di grandi dimensioni che interessa prevalentemente l’infanzia, il lavoro
domestico e l’età avanzata. Secondo le stime dell’Istat, nel 2012, si sono infortunate circa 2.800.000 persone, di cui il 12% erano bambini di età inferiore ai 14 anni e il 35% adulti di età superiore ai 64 anni.
L’infortunio domestico è un evento improvviso determinato da causa esterna involontaria che
provoca un danno alla salute dell’individuo, che accade nell’ambito della residenza abitativa o nelle
relative pertinenze (scale esterne, giardini, garage, terrazze, ecc). Ogni anno in Europa gli incidenti in casa e nei luoghi di svago causano circa 32.000.000 di interventi ospedalieri e circa 110.000 decessi. Il tasso di mortalità è tre volte superiore a quello dovuto agli incidenti stradali. Negli Stati Uniti d’America, circa il 40% degli infortuni negli ambienti di vita accade in casa. In Inghilterra e in Galles attualmente, gli infortuni domestici causano circa 3.500 decessi e oltre 300.000 interventi medici al pronto soccorso ad adulti con età superiore ai 65 anni. In letteratura è, inoltre, nota l’associazione tra la quantità di tempo trascorsa in casa ed il rischio di infortunio. Le persone maggiormente esposte sono, infatti le casalinghe, i bambini ( con età non superiore ai 14 anni) e gli anziani (con età superiore ai 65 anni). Inoltre, gli infortuni dei bambini e degli anziani, generando una richiesta di assistenza medica specialistica maggiore rispetto a quella degli adulti, incrementano il carico di lavoro delle strutture ospedaliere. Tra gli anziani, la maggior parte degli infortuni si verifica durante i lavori domestici (47,5% fonte ISTAT); questo dato è, per la maggior parte, costituito ad infortuni occorsi alle donne anziane (53,4% dei casi di infortunio. Fonte ISTAT).
Sempre secondo la rilevazione effettuata dall’ISTAT, per gli anziani gli ambienti domestici più a rischio sono la cucina (41,8%) e, a seguire, il soggiorno (13%); il restante 45% si distribuisce in maniera pressoché equilibrata nei rimanenti ambienti dell’abitazione. Per le donne anziane la cucina, rappresenta, di gran lunga, l’ambiente più a rischio (46,2% degli incidenti), mentre per gli uomini anziani i luoghi in cui avvengono gli incidenti si presentano più diversificati; cucina (22,6%), soggiorno (20,5%), cantina, garage/altro ambiente (17,1%), e bagno (13,9%).
I pericoli possono essere strutturali, meccanici, elettrici, da esplosione e possono essere rappresentati da pavimenti irregolari, scale, arredi, strumenti da taglio o da lavoro, usati per cucinare, riparare, costruire, lavorare il giardino , cavi elettrici scoperti, prese non protette, collegamenti non idonei, presenza di gas, vapori e liquidi infiammabili, polveri, combustibili.
Il rischio di incidente aumenta con comportamenti e/o movimenti inappropriati (bambini), con
problemi di forza muscolare, malattie, deficit di vista e/o attenzione (anziani). Le abitazioni devono
quindi essere strutturalmente più sicure, ma deve anche migliorare la consapevolezza dei rischi e
l’individuazione i pericoli, in particolare tra genitori, anziani e persone che fanno lavoro domestico.

Le cause dell’infortunio

Le ferite sono le maggiori conseguenze dell’incidente e coinvolgono principalmente, gli arti superiori (38% dei casi di ferite), a seguire le fratture che interessano principalmente gli arti inferiori (41%) e quindi le ustioni ch colpiscono per l’89% gli arti superiori. Le ustioni sono, quasi esclusivamente, una conseguenza degli infortuni occorsi alle donne anziane (19,7% per le donne contro solo il 4% negli uomini).

Le buone prassi per la sicurezza domesticaPrassi sicurezza domestica

  • Cercare di tenere ben illuminata la casa ed evitare di camminare, magari scalzi, al buio. Aumenta il rischio di cadere;
  • Evitare di usare la cera per pulire i pavimenti;
  • Evitare di lasciare in giro per casa fili elettrici o prolunghe, aumentano il rischio di inciampare;
  • Pulire gli elettrodomestici (ferro da stiro, frullatori, phon, ecc) solo dopo averli staccati dalla presa di corrente;
  • Assicurarsi che gli impianti elettrici domestici abbiano una buona messa a terra e vi sia il “salva vita” al contatore;
  • Non tirare il cavo per togliere la spina e non sovraccaricare le prese. Non inserire a forza prese tedesche in prese italiane ma usare appositi adattatori;
  • Non tenere tende svolazzanti vicino a fornelli caldaie e stufe non avvicinarsi ai fornelli con vestiti sintetici svolazzanti;
  • Staccare la presa di tv, computer, antenna, ecc, durante i temporali;
  • Tenere in casa un piccolo estintore;
  • Tenere in luogo sicuro prodotti infiammabili come alcol;
  • Non schermare lampadine e corpi illuminanti con carta o tessuti.
  • Spegnere tv, computer ecc con l’interruttore: non lasciare l’apparecchiatura in stand by;
  • Non usare il phon vicino all’acqua o con il pavimento bagnato;
  • Non fumare a letto;
  • Riporre gli oggetti o gli indumenti di uso corrente nella parte bassa degli armadi;
  • Usare tappeti antiscivolo in bagno e mancorrenti vicino alla vasca/doccia;
  • Non fare il bagno/doccia se si è soli in casa;
  • Se si dispone di un piccolo boiler a gas nella stanza da bagno ricordarsi si lasciare la finestra un po’ aperta (si evita il rischio di intossicazione da monossido di carbonio);
  • Usare scale (quelle a norma di sicurezza) per raggiungere le parti più alte degli armadi, non sedie o tavoli;
  • Non salire sulle scale se non indispensabile (esempio per togliere le tende o lavare i veri delle finestre)se si è soli in casa;
  • Fissare i tappeti a pavimento con le retine adatte, specie quelli intorno al letto;
  • Disinserire la corrente elettrica anche se si deve cambiare una semplice lampadina;
  • Usa calzature consone e comode, dall’appoggio stabile e sicuro;
  • Evita la fretta e la troppa sicurezza;
  • Assicurati di avere a disposizione un buon sistema di chiamata a portata di mano, in caso di incidente.

La semplice conoscenza dei rischi non è sufficiente se si sopravvalutano le proprie capacità di attenzione, reazione e percezione.
Ricordatevi che, anche se ci sentiamo al sicuro, perché dentro le nostre mura domestiche, non siamo al riparo dagli incidenti. N.N. A&V
 

Una vigile e provvida paura è la madre della sicurezza.        Edmund Burke

 

 

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Le lesioni da pressione Più comunemente dette piaghe da decubito

La lesione da pressione (o ulcera da decubito) è una lesione del tessuto cutaneo, con evoluzione necrotica (necrosi = morte dei tessuti), che interessa l’epidermide, il derma e gli strati sottocutanei, fino a raggiungere, nei casi più gravi, la muscolatura e le ossa. Piuttosto comunemente è detta anche “piaga”.
Le ulcere da decubito sono quindi lesioni della pelle e dei tessuti più profondi, che insorgono nelle parti del corpo più a lungo soggette a pressione durante una protratta permanenza a letto o in posizione seduta. I pazienti più a rischio sono quelli impossibilitati o limitati a muoversi in modo autonomo. Le localizzazioni più ricorrenti delle ulcere (che variano comunque a seconda della posizione assunta più frequentemente dal malato) sono la regione sacrale (l’area dove si congiungono i glutei), la nuca, i talloni, le scapole, le ginocchia, le orecchie, la colonna vertebrale, la zona dei femori.
Le lesioni possono comparire ed evolversi in modo molto rapido ( sono sufficienti due/tre ore di pressione nella stessa posizione); una volta che si sono formate sono difficili da trattare e sin alcuni casi risultano inguaribili. Nelle persone a rischio, la sollecita adozione di provvedimenti di carattere preventivo riveste quindi notevole importanza.
Le lesioni da decubito spesso sono delle conseguenze dovute a una inadeguata assistenza in ambito domiciliare per mancanza di conoscenze da parte dei care-giver o in ambito ospedaliero. Non attivare immediate tecniche di prevenzione con utilizzo di moderni ausili antidecubito può provocare gravissime lesioni.

Le cause possono essere intrinseche (causate cioè da problematiche interne della persona stessa):

  • Rallentamento del circolo, alterazione del tessuto cutaneo;
  • Riduzione della sensibilità cutanea;
  • Diminuzione della massa muscolare che espone maggiormente le prominenze ossee;
  • Magrezza eccessiva (anche se possono verificarsi anche nelle persone sovrappeso);
  • Malnutrizione;
  • Infezioni generiche o localizzate;
  • Scadenti condizioni generali, anche dei problemi di gestione del paziente;
  • Disturbi psichici;
  • Demenza;
  • Disturbi della personalità.

o estrinseche (cioè causate da fattori esterni)

  • Compressione prolungata (forze verticali);
  • Sfregamento cutaneo: forze orizzontali che tendono a rendere la zona cutanea facilmente aggredibile essendo delicata ;
  • Cute delicata, disidratata, secca;
  • Piano di appoggio inadeguato: lenzuola, materassi, cuscini;

Gli stadi delle lesioni:ulcere-piaghe-decubito-pressione

I sistemi di classificazione o stadiazione delle lesioni da pressione identificano per stadi le lesioni basandosi sulle condizioni degli strati del tessuto interessato. Le classificazioni per stadi non hanno il compito di descrivere globalmente la lesione, ma di quest’ultima ne forniscono una descrizione anatomica, relativamente semplice, della sua profondità.

  • Stadio I: eritema fisso (che non scompare se lo si schiaccia con il dito) della cute integra; altri segni indicativi dell’imminente insorgenza della lesione possono essere lo scolorimento cutaneo, il calore o l’indurimento.
  • Stadio II: ferita a spessore parziale che coinvolge l’epidermide e/o il derma. La lesione è superficiale e clinicamente si presenta come una abrasione, una vescicola o un lieve cavità;
  • Stadio III: ferita a tutto spessore che implica danno o necrosi del tessuto sottocutaneo che si può estendere fino alla sottostante fascia muscolare senza però attraversarla; la lesione si presenta clinicamente come una cavità profonda che può sottominare o meno il tessuto contiguo.
  • Stadio IV: ferita a tutto spessore con estesa distruzione dei tessuti, necrosi e danno ai muscoli, ossa e strutture di supporto (tendini, capsule articolari) la presenza di sottominature del tessuto e di tratti cavitari può essere associata a lesioni da decubito di stadio 4.

Complicanze

  • Infezioni
  • Disidratazione
  • Anemia
  • Squilibri idroelettrolitici
  • Deplezione proteica
  • Sepsi (al III e IV stadio e nelle ulcere chiuse)
  • Osteomielite
  • degenerazione carcinomatosa

La prevenzione

Il primo intervento di prevenzione consiste nell’identificare le condizioni che possono favorire lo sviluppo delle ulcere da decubito e i pazienti a rischio. Gli anziani rappresentano la popolazione a rischio più elevato di ulcere per la frequente concomitanza di fattori quali incontinenza, debilitazione, denutrizione e di alcune malattie che ne facilitano in vario modo la formazione (diabete, disturbi circolatori, malattie cerebrovascolari). Nella prevenzione delle lesioni da decubito l’assistenza deve essere finalizzata ad eliminare o a ridurre i principali fattori di rischio, il primo dei quali è l’immobilità. La prima e più importante misura consiste infatti nell’attuare un frequente e regolare cambio di posizione dell’infermo (almeno ogni due ore) sia di giorno sia di notte: se non si interviene in questo senso ogni altro trattamento è destinato a rivelarsi inefficace. Si alternerà la posizione sui due fianchi con quella supina e si ricorrerà per brevi periodi a quella prona (a pancia in giù), se viene tollerata. Se si utilizza la posizione semiseduta (per non più di due ore) andrà contrastata la tendenza del corpo a scivolare in avanti con l’uso di opportuni appoggi o cuscini per evitare il rischio di lesioni da sfregamento della pelle contro le lenzuola o il piano di appoggio. Il cambio di posizione va eseguito sollevando o ruotando delicatamente il malato e non strisciando il suo corpo sul piano del letto. La manovra richiede la presenza contemporanea di due persone. Queste persone non devono avere unghie lunghe, anelli prominenti, né orologio al polso, onde evitare di provocare piccole lesioni destinate a trasformarsi in vere e proprie ulcere.
Spesso problemi organizzativi e la carenza di personale di assistenza non consentono di rispettare questi intervalli nella mobilizzazione del paziente. Per allungare i tempi tra una rotazione e l’altra si possono utilizzare alcuni presidi che consentono di alleviare la pressione sulle aree di appoggio del corpo, sapendo però che alcuni sono efficaci altri meno.
Ultima, ma non ultima, misura di prevenzione riguarda le cure igieniche attente e scrupolose. La cute deve essere mantenuta asciutta, elastica e pulita. Non ci devono essere pieghe o briciole nelle lenzuola. Assolutamente da evitare le “frizioni” con soluzioni a base alcoolica, primo perché l’alcool, seccando la pelle, la espone a maggior rischio di lesioni e secondo perché la forza e la pressione esercitata dalla frizione può essa stessa facilitare l’insorgenza delle ulcere.     N.N. A&V

“Meglio ci guarisce il medico che ci fa vedere anche la sua piaga”                         Ugo Bernasconi

 

 

 

 

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Occhio alle truffe Le segnalazioni sono in continuo aumento

Le cronache di tutti i giorni purtroppo sono sempre dense di notizie riguardanti casistiche di truffe, a volte anche pesanti e con conseguenze drammatiche, a carico delle persone anziane. Sono truffe e raggiri fatte approfittando della debolezza di persone sole e con un reddito medio basso.
Le segnalazioni sono in continuo aumento anche se, secondo alcuni dati, il fenomeno potrebbe avere dimensioni maggiori in quanto, alcuni anziani, per vergogna, non denunciano nemmeno il fatto.
Questi episodi possono verificarsi in svariati contesti, dalla strada, al mercato fino ad arrivare direttamente nell’appartamento del malcapitato.
Se per strada notiamo un anziano avvicinato da persone con atteggiamento che possa destare sospetto, e in lui notiamo timore, sorpresa o smarrimento non esitiamo a chiamare le forze dell’ordine. Non è certo una perdita di tempo o un disturbo per le forze di polizia ma potrebbe capitare la stessa situazione anche ad un nostro congiunto e sapere che la cosa non è vissuta con indifferenza può sicuramente facilitare l’aiuto concreto a queste persone deboli e indifese.
Le truffe più frequenti sono rappresentate da quelle che si verificano all’interno delle abitazioni, dove si presentano falsi ufficiali, operatori di qualche ente per effettuare controlli. Solitamente sono in due, dove uno intrattiene l’anziano mentre l’altro fa una ricognizione della casa, usando modi gentili, affabili ma decisi in modo di dare poco tempo alla persona di pensare a quello che sta succedendo.
Vediamo come comportarci in alcune situazioni.

In casa:truffe in casa

  • Non aprite mai la porta a estranei specie se siete soli in casa;
  • Controllate sempre dallo spioncino, se lo avete e se non lo avete chiedete chi è;
  • Se la porta è dotata della catena di sicurezza, tenetela inserita e socchiudete la porta per vedere chi è;
  • Non fate entrare nessuno anche se indossa la divisa e vi dice che può esibire il tesserino di riconoscimento; dite loro di tornare il giorno dopo e nel frattempo avvertite parenti, amici o vicini di casa;
  • Ricordate che né le poste, né le banche mandano mai a casa qualcuno x incassare pagamenti;
  • Non firmate mai nessun documento e soprattutto dite sempre di non avere soldi in casa;
  • Non prendere appuntamenti con chi propone di illustrare prodotti da acquistare, specialmente se si è soli in casa;
  • Di fronte a qualsiasi proposta dite sempre di ripassare che volete sia presente un vostro parente.

Fuori casa:

  • Quando uscite chiudete bene la porta ed evitate di lasciare le chiavi in maniera accessibile (sotto lo zerbino, sopra lo stipite della porta, …);
  • Se state assenti per poco tempo lasciate luci e televisore acceso, magari staccate anche il telefono, in modo da dare l’impressione che nell’appartamento ci sia qualcuno;
  • Segnalate tempestivamente alle autorità se vi trovate dei messaggi attaccati sulla porta e rimuoveteli subito. Stanno ad indicare che l’appartamento è vuoto;
  • Se incontrate persone sconosciute che magari vi dicono di volervi dare una mano a portare la spesa, non dategli confidenza e rifiutate l’aiuto;
  • Se potete, evitate di andare da soli in posta o in banca a prelevare del denaro. Quando lo avete prelevato, prima di uscire dall’ufficio, dividetelo in varie tasche, non tenetelo tutto assieme e non fate notare di averlo ritirato;
  • Diffidate di chi chiede soldi per beneficienza o di quelli che vi avvicinano per vendervi qualcosa di prezioso, come gioielli o pietre preziose. Sono truffe e falsi oggetti;
  • Attenzione agli scippi, tenete sempre la borsa dalla parte del muro e camminate contromano rispetto al senso di marcia, riuscirete così a vedere chi vi viene incontro;
  • Tenete soldi e documenti divisi;
  • Se siete in coda o su di un mezzo pubblico fate attenzione alle persone che si avvicinano e vi spingono; non tenete mai il portafoglio nella tasca posteriore; tenete ben stretta la borsa davanti a voi e non appoggiata sulla spalla;
  • Evitate strade solitarie e poco illuminate e se avete la sensazione di essere seguiti entrate in un luogo frequentato e chiamate qualcuno che vi venga a prendere;
  • Se rientrate da soli in taxi, fate attenzione a non far entrare nessuno che non conoscete nel portone, piuttosto chiedete aiuto al taxista dicendogli di non ripartire finché non siete rientrati nel portone;
  • Tenete sempre pronto e disponibile il telefonino e non esitate a chiamare le forze dell’ordine (112, 113).

Purtroppo nessuno di noi è al sicuro da queste truffe e, a volte, si agisce in buona fede, non ravvisando che in realtà potremmo essere rapinati e raggirati. Il consiglio che vi ripetiamo è quello di diffidare di qualsiasi persona estranea, di non avere timore di denunciare la cosa ( non siete considerati “superficiali o stupidi”) e di chiamare subito le forze dell’ordine se avete qualche dubbio.  N.N. A&V

“La gente esperta negli inganni non conosce il pudore.”                                OSCAR WILDE

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