Mese: agosto 2014

L’igiene del cavo orale Come lavarsi i denti

Definizione di igiene del cavo orale: rimozione di residui alimentari, di placca o secrezioni del cavo orale al fine di mantenere l’integrità della mucosa e dei denti per garantire un’adeguata masticazione e pervenire la carie e le infezioni batteriche e micotiche. Le buone condizioni del cavo orale garantiscono sensazione di benessere, permettono una regolare alimentazione e facilitano la comunicazioni.
Ha lo scopo di:
– Mantenere la mucosa orale e la lingua pulite, idratate ed integre;
– Effettuare un massaggio gengivale;
– Prevenire complicanze infettive della mucosa orale e dell’apparato respiratorio;
Per una buona prassi è auspicabile lavarsi i denti dopo ogni pasto, anche nei casi in cui il soggetto sia parzialmente o totalmente dipendente.

Quali sono le condizioni in cui ci si può ritrovare per effettuare l’igiene del cavo orale?
Persona cosciente, ma che non può aiutarsi:
– usare spazzolino e dentifricio
– arcata dentaria superiore: dalle gengive ai denti, dall’alto verso il basso
– arcata dentaria inferiore: dalle gengive ai denti, dal basso verso l’alto
– parte interna dei denti
– parte superiore
– sciacquare la bocca
Persona con protesi:
– farla togliere o toglierla e riporla in un recipiente;
– procedere all’igiene della bocca e dei denti residui;
– pulire la protesi con spazzolino e dentifricio;
– risciacquarla e porgerla al paziente.
Da ricordare che la protesi, dopo aver utilizzato le compresse effervescenti per la pulizia, va rimossa dall’acqua, risciacquata e riposta in un contenitore pulito, specie nel caso in cui la persona non la indossi subito (es la notte). Una volta terminato l’effetto effervescente ed avvenuta la pulizia, l’acqua risulta sporca e contaminata e quindi poco igienica.
Persona priva di coscienza:
– persona in posizione semiseduta o in decubito laterale
– arrotolare della garza su di una pinza o ad un abbassa lingua (pinzare e trattenere la garza) attenzione se si usa la garza arrotolata sul dito al pericolo di essere morsicati;
– immergere la garza in un collutorio
– procedere nel seguente ordine: interno guance, mascellare superiore ed inferiore,
palato, lingua, labbra.Esecuzione
 
Esecuzione: posizionare la persona seduta o in decubito laterale. Proteggere la biancheria e il cuscino, se la persona è in grado di eseguire gli sciacqui utilizzare un telo sufficientemente grande da proteggere dagli schizzi. Predisporre il materiale per l’igiene al fine di facilitarne l’utilizzo.
Il materiale deve prevedere:

  • spazzolino da denti, dentifricio e/o collutorio in base alle abitudini;
  • bicchiere ed acqua;
  • arcella o altro contenitore per raccogliere l’acqua (eventualmente può essere utile anche una bacinella);
  • pila e abbassalingua.

L’operatore deve eseguire il lavaggio delle mani e se sostituisce completamente la persona deve indossare guanti monouso. In caso di malattia a trasmissione aerea o di sanguinamento del cavo orale è consigliabile indossare la mascherina (può anche essere utilizzata in presenza di forte alitosi che ostacola l’esecuzione della tecnica).
I denti vanno spazzolati prima in senso circolare e successivamente con un movimento verticale dalla gengiva verso il dente. È importante seguire un ordine per non dimenticare nessuna zona della bocca, esempio arcata superiore, faccia interna e faccia esterna dei denti, arcata inferiore, faccia interna ed esterna.
Se la mucosa è disidrata, le labbra screpolate,si può spalmare della vaselina o miele rosato, che possono essere anche usati per ammorbidire secrezioni aderenti. Particolare attenzione deve essere posta ad eventuali alterazioni ed affezioni del cavo orale che dovranno essere curate secondo le indicazioni del medico o dell’Infermiera

Se la persona non è in grado di eseguire risciacqui è necessario:

  • Non utilizzare il dentifricio; è preferibile un collutorio acqua e bicarbonato (1 cucchiaio per ogni bicchiere d’acqua);
  • Utilizzare i tamponi di garza per eseguire la tecnica e comunque sempre per la fase del risciacquo (per allontanare il materiale che lo spazzolamento ha rimosso);
  • Ricordarsi di pulire accuratamente la lingua e il vestibolo gengivale (zona tra le gengive e le guance);

Se le labbra appaiono secche applicare l’apposito stick per labbra o in alternativa crema emolliente o olio (in caso di facile sanguinamento idratare le labbra anche all’inizio dell’igiene).
In caso di protesi questa deve essere rimossa e trattata con gli stessi metodi dei denti. La protesi può essere conservata in una soluzione appropriata indicata dal dentista.
Porre attenzione nel manipolare le protesi (esempio: proteggere il lavandino o il piano su cui si lavora con un panno ) per evitare rotture accidentali.

NOTA BENE: La protesi dovrebbe sempre essere indossata al fine di evitare la retrazione del letto gengivale dovuto alla non stimolazione delle gengive. In caso di atrofia gengivale la protesi deve essere rifatta con oneri economici non indifferenti.

LE AZIONI PER UNA CORRETTA IGIENEspazzolino-da-denti
Identificare la persona ed informarla, entrare in relazione con la persona in base alle sue condizioni
Eseguire il lavaggio igienico delle mani
Predisporre il materiale necessario: arcella o contenitore, spazzolini o tamponi di garza e pinza, dentifricio, bicchiere, asciugamano, pila e abbassalingua, bottiglia d’acqua.
Verificare la capacità di deglutizione e/o presenza e capacità di aspirazione trancheo-bronchiale.
Far assumere la posizione corretta: laterale con capo rivolto di lato o seduta, proteggere la biancheria.
Indossare i guanti monouso, rimuovere la protesi dentaria e riporla nel suo contenitore, inumidire lo spazzolino o i tamponi con acqua e collutorio.
Pulire le mucose con spazzolino a setole morbide o con tamponi di garza, porre attenzione al vestibolo della bocca, fare eseguire il risciacquo con tamponi di garza.
Controllare le condizioni del cavo orale.
Rimuovere l’asciugamano di protezione, asciugare accuratamente la cute e le labbra ed applicare eventualmente prodotti emollienti sulle labbra
Proseguire con la pulizia della protesi dentale con le modalità sopra descritte,conservare la protesi in un contenitore pulito ed etichettato.   N.N A&V

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La dolorosa esperienza del lutto La perdita di una persona cara ci tocca in profondità

La perdita di una persona cara ci tocca in profondità. Ognuno di noi vive questa esperienza con sentimenti diversi, ognuno mostra atteggiamenti diversi perché il lutto è unico così come unica è ogni persona.
Le persone in lutto soffrono profondamente e provano sensazioni ed emozioni mai vissute in precedenza.
Ci sono due termini usati per illustrare le reazioni che accompagnano l’esperienza di un distacco: cordoglio e lutto.
Cordoglio, dal latino cor-dolium – il cuore che duole – è il processo di reazioni o il travaglio interiore sperimentato da chi vive una perdita e coinvolge la sfera emotiva, cognitiva e comportamentale della persona; il tipo di perdita definisce l’entità e la durata del cordoglio.
Il lutto, dal latino lugere – piangere – si riferisce più propriamente al tipo di perdita connesso alla morte e include, oltre al cordoglio interiore, un insieme di pratiche e riti esterni, di natura culturale, sociale e religiosa, che l’accompagnano.
Il lutto è uno stato emotivo inevitabile e necessario nella vita di ognuno di noi, legato prevalentemente alla morte di una persona molto importante. Il lutto si prova anche in occasione di importanti separazioni che riguardano diversi aspetti della nostra vita, sia esterni che interni, quindi non solo in caso di morte. Il lutto infatti può riguardare la morte di una persona, l’abbandono di un luogo, la fine di un impegno importante, la fine di una possibilità di cambiamento, la perdita del proprio ruolo sociale, un fallimento personale o lavorativo, la fine di un lavoro, la separazione coniugale, l’Alzheimer o altre forme di demenza del coniuge, la morte dell’animale da compagnia.
Tutte queste situazioni di vita apparentemente normali, possono provocare il dolore di un allontanamento che deve essere rielaborato. Interessano la sfera emozionale della nostra vita e, in parte, implicano un cambiamento radicale nella gestione della nostra quotidianità.
Quando pensiamo alla perdita di una persona che amiamo, a cui siamo legati da affetto, amore o amicizia, abbiamo inevitabilmente reazioni emotive intense.
Il dolore è una reazione normale di fronte alla consapevolezza di essere sul punto di perdere qualcuno o di fronte alla perdita già avvenuta. E’ un percorso faticoso, necessario affinché si stabilisca un adattamento alla nuova situazione di vita. Affrontare e accettare le ripercussioni che si sono avute in seguito alla perdita, ci permette in qualche modo di superarla.
Ciascuno di noi vive il distacco in tempi e modi molto personali e differenti, anche i membri di una stessa famiglia possono vivere il lutto in maniera diversa, in base alle proprie personali caratteristiche e al tipo di relazione con la persona. Chi è in lutto rimane spesso isolato in un dolore che non trova ascolto, che non osa esprimersi: quindi senza possibilità di condividerlo ed elaborarlo. Chiedere aiuto senza il timore di essere respinti o giudicati può aiutare ad uscire dalla solitudine e dal silenzio e a cercare una risposta vitale alla perdita di senso e di orientamento che un lutto ci infligge. E’ fondamentale far sì che il processo del lutto e la sua elaborazione non siano vissuti come una strada senza via d’uscita e che la persona che soffre per la perdita nutra la speranza di trovare una nuova strada per vivere il passato, il presente e il futuro.
Le cinque fasi dell’ elaborazione del lutto
Il modello a cinque fasi, elaborato nel 1970, rappresenta uno strumento che permette di capire le dinamiche mentali più frequenti nella persona ogni volta che ci sia da elaborare un lutto affettivo e/o ideologico.
E’ un modello a fasi che possono anche alternarsi, presentarsi più volte nel corso del tempo, con diversa intensità, e senza un preciso ordine, dato che le emozioni non seguono regole particolari, ma anzi come si manifestano, così svaniscono, magari miste e sovrapposte.
1.Fase della negazione o del rifiuto;
2.Fase della rabbia;
3.Fase della contrattazione o del patteggiamento;
4.Fase della depressione;
5.Fase dell’accettazione;
 candele copia
Gli anziani in lutto

La morte di una persona cara rappresenta un’esperienza difficile e dolorosa per le persone di ogni età. Per un anziano la morte di una persona cara, soprattutto del coniuge, può rappresentare un evento ancor più difficile da affrontare. Quando poi l’anziano resta completamente solo perchè ormai i suoi cari sono tutti deceduti, o nel caso in cui i parenti e i familiari più giovani vivono lontano, può ritrovarsi ad affrontare nuove condizioni di vita che possono renderlo fragile e vulnerabile.
Spesso l’anziano si vede costretto a:
• modificare abitudini di vita;
• cambiare casa o andare a vivere in una casa di riposo;
• ridurre i propri contatti o perdere la propria rete di relazione.
Che cosa aiuta le persone in lutto
La sofferenza dovuta a un lutto deve poter essere espressa; vivere il lutto con consapevolezza comporta un lavoro molto duro che coinvolge sia aspetti emotivi che cognitivi, sia aspetti corporei che sociali e spirituali. Poter disporre di un sostegno fatto di comprensione e ascolto ne facilita e ne favorisce l’elaborazione, agevolando il passaggio attraverso questa difficile fase della vita.
Chiedere aiuto, senza vergognarsi, a parenti e amici può essere utile. Le persone che ci amano vogliono poterci aiutare. Se a volte le persone sembrano imbarazzate o esitanti, forse è perchè non sanno cosa fare e non sanno se il loro aiuto è gradito o no. Dare agli altri modo di esserci vicini è un’opportunità per esprimere e mostrare il loro amore. Ecco alcuni consigli pratici su cosa fare:

  • Farsi aiutare nel cucinare o preparare regolarmente uno o alcuni pasti. Se si trova difficile mangiare da solo, si può chiedere di avere compagnia durante i pasti;
  • Fare la spesa facendosi accompagnare da qualcuno;
  • Avere cura degli animali. Forse è faticoso e uno non ha voglia di uscire a fare una passeggiata o a giocare con gli animali. Un amico potrebbe portare fuori il cane per una passeggiata o passare un po’ di tempo giocando con il gatto.
  • Fare delle commissioni. Anche questi gesti possono risultare faticosi e non importanti trovare un amico o un parente che si occupa volentieri di queste cose può essere di conforto.

E’ importante che certe attività abituali continuino ad essere eseguite.
Gesti utili per le persone in lutto
• scegliere di raccogliere ricordi legati alla persona defunta;
• scrivere i propri sentimenti e ricordi della persona defunta oppure scriverli alla persona stessa
• ascoltare musica,leggere;
• osservare e ritualizzare l’anniversario della morte, il compleanno, altre ricorrenze che fanno pensare alla persona scomparsa;
• condividere il percorso insieme ad altre persone in lutto (parenti, amici, o un gruppo di auto-aiuto)
Individuare una propria ritualità per manifestare il lutto può essere di grande aiuto allo scopo di stabilire un legame con la persona scomparsa e creare una nuova modalità di comunicazione e di espressione di “vicinanza”.
Come si può sostenere e aiutare la persona in lutto
Per poter essere d’aiuto è necessario ascoltare quanto più possibile le esigenze ed i bisogni della persona in lutto, cercando di sintonizzarsi sul suo modo di vedere l’evento, sulle sue emozioni, sulla sua esperienza di perdita, senza sostituirsi a lei con suggerimenti, consigli o ricette preconfezionate.
• rispettare i suoi tempi e i suoi ritmi;
• non giudicare e non criticare i suoi modi e comportamenti (smetti di andare al cimitero tutti giorni, è esagerato!)
• aiutarla nello sbrigare compiti pratici (cura della casa, burocrazia,…)
• essere presenti e offrirle la propria disponibilità senza essere invadenti
• usare poche parole, se non addirittura il silenzio, per esprimere le proprie emozioni di cordoglio o tristezza
• condividere i ricordi del defunto e lasciare libera la persona in lutto di parlare del proprio caro, evitando di “far finta di niente” anche se sono passati molti mesi /anni dalla perdita
• nominare la persona scomparsa, senza temere la commozione della persona in lutto
• accogliere le sue lacrime senza utilizzare frasi come “Su, non piangere!”, “Coraggio! Sei forte, ce la farai!”, “Fatti forza!”
• offrirsi di accompagnarla nelle sue uscite all’esterno o nelle visite al cimitero
• non trascurare le ricorrenze importanti (compleanni, anniversari di nascita o di morte della persona scomparsa, anniversario di matrimonio etc.) e in quelle occasioni esprimerle vicinanza (un sms, una lettera, una telefonata breve sono tutti modi semplici ed efficaci per manifestare vicinanza)
• rispettare il suo legame con il defunto, senza sminuirlo o negarlo, nella consapevolezza che il lutto, a prescindere da come si presenta, è l’espressione dell’amore che è intercorso fra due persone e come tale merita rispetto. “Non c’è dolore là dove non ci sia stato amore
• non avere paura di mostrare le proprie emozioni e i propri limiti emotivi o cognitivi rispetto alla gestione di una situazione complessa come quella del lutto; è meglio offrire un piccolo aiuto conservando il proprio equilibrio che sopravvalutare la propria resistenza offrendo sostegno sproporzionato alle nostre forze.
Cosa è importante evitare con una persona in lutto
Le persone sono particolarmente sensibili al modo in cui gli altri si avvicinano al loro dolore; è difficile stare vicino al dolore degli altri e si rischia di utilizzare frasi o espressioni inappropriate, aggressive o superficiali. La persona in lutto ha bisogno di essere presa in considerazione e rispettata per la sua esperienza di perdita. Molto spesso ella ricerca negli altri l’espressione di cordoglio ma anche di rispetto e stima per il defunto. Alcune frasi possono suscitare sensazioni spiacevoli:
“ Era già anziano, la sua vita l’aveva vissuta.”
“ Siete giovani, potrete avere un altro bambino!”
“ Ha finito di soffrire”
“ Non dovresti lasciarti andare così!”
“ Il tempo guarisce tutte le ferite!”
“ C’è di peggio”
“ Non avrebbe voluto vederti piangere”
“ Adesso devi superare e rifarti una vita”
Queste frasi esprimono una difesa di coloro che non sono capaci essi stessi di sopportare il dolore e il lutto dentro di sé. Una persona che prova grande paura davanti alla sofferenza e la perdita si sente minacciata dalla difficoltà e la sofferenza dell’altro. è fastidioso e doloroso diventare consapevoli di essere totalmente impotenti, di non avere risposte salvifiche né tecniche, né possedere qualcosa in più per aiutare l’altro. N.N A&V

“Tutto ciò che ci è più caro ci può essere strappato ciò che non può essere tolto è il nostro potere di scegliere quale atteggiamento assumere dinanzi a questo avvenimento”
Victor Frankl

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