Mese: settembre 2014

28 Settembre: festeggiamo la Giornata Mondiale dell’Anziano

Il 28 settembre si festeggia la giornata mondiale dell’anziano. Negli ultimi anni è molto cambiata la condizione degli anziani. Si è passati da un rapporto di vicinato che, un tempo, aveva il suo fulcro nel cortile dove si era ancorati ad una certa rappresentazione stereotipata della fase conclusiva della vita, segnata dai trascorsi, dalla fatica del vivere, dalla solitudine, dalla malattia. Ad oggi gli anziani sono ancora attivi, socialmente impegnati, alcuni ancora occupati dal punto di vista lavorativo. Ci sono situazione in cui l’anziano constata quotidianamente che le sue capacità e le sue legittime istanze emozionali risultano di fatto poco esprimibili nell’attuale contesto sociale che, specialmente nel suo immaginario, lo esclude talora in modo impietoso per celebrare invece in modo compiaciuto e idealizzato i valori e il dinamismo giovanili. Quest’ultima condizione, sebbene presente, non rappresenta la totalità dei casi ma si osserva che la persona anziana è generalmente molto più attiva, informata, attenta a se stessa e ai propri bisogni rispetto al passato.

L’anzianità è una tappa evolutiva non meno importante e non meno ricca di altre, parte integrante e traguardo del progetto esistenziale di ogni individuo. Anche se l’estrema variabilità degli individui fa si che vi siano differenze sostanziali tra individui. E’ il concetto di età anagrafica e età biologica. In pratica, l’età anagrafica è determinata dal momento della nascita ma non sempre corrisponde all’età cosiddetta biologica,ovvero quella che l’organismo dimostra. Ci sono persone che, malgrado l’età dimostrano molti meno anni di quanti non ne abbiano realmente e altri che,al contrario, ne dimostrano molti di più. Nell’anziano, infatti, le differenze individuali tendono ad accentuarsi più’ di quanto comunemente si pensi.

Gli anziani di oggi sono sempre più impegnati a vivere il ruolo di nonni.Un altro fatto nuovo è che oggi, a parità di età, nonne e nonni sembrano meno vecchi di una volta. Sono abituati ai cambiamenti, curano il corpo e l’abbigliamento e, se non sono malati, continuano a condurre una vita dinamica. Guidano l’automobile, salgono su treni ed aerei, usano il telefonino, inviano e-mail e, soprattutto, non pensano di essere vecchi, semmai si considerano degli adulti maturi. Secondo una ricerca del Censis sullo stile di vita, gli ultrasessantenni italiani pongono ai primi due posti una vita attiva (51%) e mantenere rapporti con i giovani e i nipoti (46,1%); seguono tenere allenata la mente (45,8 %), avere una fede religiosa (27,6%), essere autonomi (27,5%), essere aperti alle relazioni con gli altri (22,2 %). Questi cambiamenti nella percezione di sé e nell’immagine sociale dell’anziano fanno sì che anche i rapporti con i nipoti siano diversi, improntati a minore austerità e maggiore dinamismo.

Purtroppo esiste anche una percentuale di anziani che vive in condizioni di disabilità e di non autosufficienza, molti sono istituzionalizzati anche a causa di patologie che ne hanno determinato il ricovero. Anche a loro si rivolge la giornata di oggi attraverso l’organizzazione di momenti di festa e di socializzazione per non dimenticare, per rallegrare e dare il giusto valore a questa giornata.

Anziani & Vita vuole dedicare un pensiero a tutti gli anziani e riflettere sul fatto che la vecchiaia non è sinonimo di malattia ma una fase della vita, la più profonda, la più riflessiva. Noi la vogliamo immaginare come la stagione dei raccolti e vi lasciamo con una bellissima frase di Papa Francesco che tanta attenzione pone alle persone anziane. Auguri a tutti gli anziani!!! N.N M.S A&V

“La vecchiaia è la sede della sapienza della vita” Papa Francesco

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21 Settembre, Giornata Mondiale dell’Alzheimer

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, Anziani & Vita vuole dedicare un pensiero a tutte le persone che ogni giorno combattono contro la malattia, siano essi i malati siano essi i parenti, i congiunti, coloro che li assistono.
Le cifre della malattia sono notevoli e impressionanti, recenti studi stimano che nel mondo siano più di 25 milioni le persone colpite dalla malattia e, in Italia, i casi di Alzheimer (che è la forma di demenza con la percentuale più alta) sono rappresentati da più di 600 mila casi. Sono dati considerevoli che devono anche far riflettere sull’impegno assistenziale che questi malati richiedono e sui risvolti economici che ne derivano.
Sono molte le società scientifiche che si mobilitano in occasione, e non solo, di questa giornata. Molta attenzione viene posta alla ricerca scientifica orientata allo sviluppo di nuove terapie e alla diagnosi precoce, aspetto molto importante legato alla prevenzione.
Purtroppo il fatto che la malattia sia progressiva e degenerativa, non ha portato, ancora oggi, all’individuazione di una cura definitiva, gli attuali trattamenti servono solo a ridurne l’evoluzione.
Quello che deve mettere in allarme il soggetto, e chi lo circonda, sono i primi sintomi quali deficit di memoria, disturbi del linguaggio, perdita di orientamento e frequenti sbalzi di umore.
L’età maggiormente colpita sembra essere quella superiore ai 65 anni e le donne sembrano essere quelle più esposte al rischio, anche se la letteratura riporta casi di persone anche più giovani affette dalla patologia.
Purtroppo la ricerca non evidenzia una situazione rassicurante. In base ad un rapporto elaborato dall’Alzheimer’s Disease International (ADI) la cifra dei malati può addirittura triplicare entro il 2030 arrivando a toccare i 76 milioni di casi.
Sono dati decisamente preoccupanti che vedranno la ricerca e i ricercatori impegnati a trovare le soluzioni per fronteggiare la situazione e migliorare le condizioni di invecchiamento della popolazione mondiale.

Non dimentichiamoci di chi dimentica.

N.N M.S. A&V

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La sindrome da immobilizzazione La riduzione delle funzionalità

Si definisce Sindrome da immobilizzazione o da allettamento prolungato il complesso di segni e sintomi a carico dei vari organi e apparati, che si manifesta quando una persona, specie se anziana, è costretta all’immobilità (a letto o altro tipo di decubito obbligato) per un lungo periodo. Si verifica, in particolare, quando subentra una riduzione delle riserve funzionali e dei meccanismi di adattamento, anche in presenza di più patologie cronico degenerative.
Nell’anziano si verifica spesso a causa di una prolungata immobilizzazione a letto e, se non adeguatamente contrastata, può portare ad uno stato di disabilità ingravescente, fino ad arrivare alla morte. Di per se l’invecchiamento fisiologico si accompagna alla riduzione della funzionalità di vari organi importanti per il movimento: la riduzione della forza muscolare e il rallentamento dei riflessi.
Le principali cause d’immobilizzazione nell’anziano sono:

  • artriti, osteoartrosi, osteoporosi e fratture e le patologie a carico dell’apparato muscolo scheletrico;
  • malattie neurologiche quali ictus, demenza in fase avanzata, morbo di Parkinson, neuropatie periferiche;
  • quadro di scompenso cardiaco che provoca difficoltà di respirazione, infarti miocardici acuti, angine e tutte le altre patologie a carico dell’apparato cardiovascolare;
  • malattie polmonari che provocano dispnea ingravescente;
  • patologie a carico della struttura scheletrica dei piedi;
  • alterazioni della vista con riduzione del visus;
  • gravi stati di malnutrizione;
  • patologie neoplastiche;
  • stati febbrili;
  • effetti collaterali di alcuni farmaci;
  • situazioni psicologiche quali, la paura di cadere, la solitudine, la depressione, il lutto e l’isolamento sociale e l’indigenza;

Quali danni provoca?
I danni che può provocare sono molteplici e si riflettono, in maniera sistemica (da qui il termine Sindrome) in tutti, o in parte, gli apparati colpiti. A volte possono coesistere danni a carico di più organi. Ma vediamo nel dettaglio cosa può verificarsi:

  1. riduzione della massa e della forza muscolare, contratture muscolari, predisposizione e aumento dell’osteoporosi, incapacità nel mantenere la stazione eretta e rischi di cadute aumentato, anchilosi a carico delle articolazioni;
  2. trombosi venosa profonda con rischio elevato di embolia polmonare;
  3. ipotensione ortostatica e capogiri;
  4. infezioni polmonari per il ristagno dei liquidi pleurici;
  5. stitichezza ostinata, formazione di fecalomi, fermentazione intestinale e incontinenza fecale;
  6. infezioni delle vie urinarie e incontinenza vescicale;
  7. rallentamento cognitivo e depressione;
  8. lesioni da pressione con conseguenti ulcere, che a loro volta possono essere facilitate anche dall’incontinenza e dalla ridotta capacità di movimento;

Come si previene?
Ai fini della prevenzione e del recupero della sindrome da immobilizzazione non sono necessari provvedimenti speciali, ma semplici regole di comportamento e di assistenza.
Occorre evitare il prolungato riposo a letto, incoraggiando invece la precoce mobilizzazione, appena le
condizioni lo consentano. Sollecitare dapprima alla postura seduta (allo scopo di ridurre i disturbi dell’equilibrio) e, successivamente, al movimento ed alla ripresa delle consuete attività. E’ fondamentale e importante stimolare la persona a muoversi ugualmente anche se non può scendere dal letto. Attivare programmi di mobilizzazione passiva. Favorire la posizione seduta per i problemi respiratori.
Per una prevenzione efficace della sindrome ipocinetica è determinante la motivazione non solo dell’ammalato, ma anche di chi lo circonda, senza la quale nessun successo potrà essere garantito.
Rieducarlo agli orari, anche se non avverte lo stimolo, sia delle minzioni sia delle defecazioni anche se non è ancora in grado di alzarsi dal letto. Aiutarsi con padella e pappagallo.
Fargli assumere una dieta varia e ricca di frutta, verdure (le scorie e le fibre) e latticini (ad es. yoghurt).
Molto importante è stimolare a bere almeno un litro e mezzo di acqua oaltri liquidi al giorno.benessere-anziani
Per prevenire la comparsa di lesioni da decubito occorre osservare quotidianamente il malato ponendo particolare attenzione a:

  • Alimentazione e idratazione stimolandolo sia a mangiare sia a bere, magari con alimenti e bevande appetibili;
  • Effettuare attente e accurate cure igieniche, ispezionare la cute e cambiare la biancheria qualora sia umida o bagnata;
  • Mobilizzare la persona aiutandola a mettersi seduta in poltrona o stimolarla a modificare la propria postura nel letto. Mobilizzarla ogni 2 ore qualora non sia in grado di compiere alcun movimento;
  • Aver cura della cute e delle mucose controllandone integrità, secchezza, screpola menti e arrossamenti. È utile l’impiego di sostanze emollienti e idratanti quando la cute è secca, e l’uso di pellicole protettive per proteggere i punti a maggior pressione. Mai utilizzare sostanze a base alcolica ed effettuare frizioni che possono facilitare l’insorgenza delle piaghe.

Per contrastare gli effetti negativi dovuti alla pressione tra il piano del letto e le prominenze ossee, quando la persona è allettata, è necessario stabilire un programma di cambio di posizione ogni due ore, questo anche quando la persona è seduta in carrozzina. Va ricordata, nel cambio delle posture, la corretta successione delle 4 posizioni: posizione supina, fianco destro, posizione prona (se possibile e gradito dal paziente), fianco sinistro. Utilizzare ausili (come cuscini o schiume) per alleviare la pressione sulle prominenze ossee. Utilizzare un sistema di supporto dinamico (ad esempio materassi a pressione alternata) se il malato non è in grado di cambiare la sua posizione.
Il bagno o la doccia devono essere eseguiti tutti i giorni, evitando l’acqua troppo calda. Utilizzare prodotti
idratanti ed emollienti per proteggere la cute, come creme e oli (olio di mandorla, olio di argan). Non utilizzare profumi e talco, che causano secchezza della pelle, nonché pomate, creme e lozioni oleose,
che possono facilitare la macerazione cutanea.
Un buon programma assistenziale può sicuramente aiutare sia nelle prevenzione sia nel miglioramento della sindrome da immobilizzazione. È fondamentale agire sulla motivazione della persona, sulla sua forza di volontà e attivare un programma di attività condiviso.    N.N A&V

Tutto scorre e niente rimane immobile.     Eraclito

 

 

 

 

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