Mese: dicembre 2014

“La leggenda del vischio” di I. Drago Buon Natale

Il vecchio mercante si girava e rigirava, senza poter prendere sonno.
Gli affari, quel giorno, erano andati benissimo: comprando a dieci, vendendo a venti, moneta su moneta, aveva fatto un bel mucchietto di denari.
Si levò. Li volle contare. Erano monete passate chissà in quante mani, guadagnate chissà con quanta fatica. Ma quelle mani e quella fatica a lui non dicevano niente.
Il mercante non poteva dormire. Uscì di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso lo stesso luogo. Pareva che tutti si fossero passati la parola per partecipare a una festa.
Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levò: – Fratello, – gli gridarono – non vieni?
Fratello, a lui fratello? Ma che erano questi matti? Lui non aveva fratelli. Era un mercante; e per lui non c’erano che clienti: chi comprava e chi vendeva.
Ma dove andavano?
Si mosse un po’ curioso. Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli.
Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli! Ma lui cuore gli sussurrava che non poteva essere loro fratello. Quante volte li aveva ingannati? Comprava a dieci e rivendeva a venti. E rubava sul peso. E piangeva miseria per vender più caro. E speculava sul bisogno dei poveri. E mai la sua mano si apriva per donare.
No, lui non poteva essere fratello a quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita.
Eppure tutti gli camminavano a fianco. Ed era giunto, con loro, davanti alla Grotta di Betlemme. Ora li vedeva entrare e nessuno era a mani vuote; anche i poveri avevano qualcosa. E lui non aveva niente, lui che era ricco.
Entrò nella grotta insieme con gli altri; s’inginocchio insieme agli altri.
– Signore, – esclamò – ho trattato male i miei fratelli. Perdonami.
E proruppe in pianto.
Appoggiato a un albero, davanti alla grotta, il mercante continuò a piangere, e il suo cuore cambiò.
Alla prima luce dell’alba quelle lacrime splendettero come perle, in mezzo a due foglioline.
E’ così che si narra di come è nato il vischio.

 

Anziani e Vita Augura a Tutti Voi, che ci seguite con costanza e attenzione un Sereno e Felice Natale.

M.S. N.N. A&V

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La tecnica del bagno a letto. Impossibile? No! Le cure igieniche

Nonostante i presidi disponibili, alcune persone sono impossibilitate ad accedere alla vasca o alla
doccia e comunque anche ad essere alzate in poltrona o carrozzina. In questi casi è necessario
eseguire al letto l’igiene di tutte le parti del corpo e quindi anche il bagno. Per queste persone è
ancora più importante e necessaria la frequenza del bagno perché lo sfregamento della cute con le
lenzuola, la presenza di materiale di sfaldamento (residui di pelle), il sudore e lo sfregamento delle
parti del corpo fra loro aumenta il rischio di lesioni da decubito. Per eseguire il bagno a letto è
necessario che il materasso venga isolato da una tela cerata che impedisca di bagnarlo. La
successione per lavare si attua partendo dalla zona superiore del corpo utilizzando una brocca con
acqua che deve essere cambiata di frequente per evitare che rimangano, sul corpo, residui di sapone.
Anche in questo caso bisogna porre particolare attenzione ad asciugare bene la cute e ad idratarla
con creme o, meglio ancora, olio di mandorle.
 
Le cure igieniche hanno generalmente degli obiettivi.

  • mantenere il benessere psico-fisico della persona;
  • mantenere l’integrità dei tegumenti al fine di permettere al meglio la loro funzione;
  • prevenire l’insorgenza di lesioni ed infezioni;
  • nelle persone con minime possibilità di movimento le cure igieniche permettono di controllare-l’integrità della cute, della mobilità articolare, il grado di collaborazione e il mantenimento del tono muscolare;
  • stimolare la circolazione;

La frequenza della cure igieniche è soggettiva anche se alcune tecniche sono ritenute ideali per la prevenzione di danni ai tessuti, esempio: il lavaggio dei denti.
 
PRIMA FASE: PREPARAZIONE
È necessario che l’operatore indossi un abbigliamento adatto: scarpe chiuse e con suola antiscivolo, un camice di protezione.
Prima di iniziare la tecnica si deve eseguire il lavaggio delle mani ed indossare un paio di guanti
monouso ( sono assolutamente necessari per le cure perineali, del cavo orale e ogni volta che si puòcure igieniche
venire a contatto con materiale biologico: feci, urine, secrezioni bronchiali o salivari, sangue).
È necessario usare i guanti il più possibile ricordando che non sostituiscono il lavaggio delle mani.
Quindi le mani sono comunque da lavare prima di indossare e dopo aver rimosso i guanti.

L’operatore deve avere anche alcune informazioni sulla persona che aiuterà:

  • l grado di comprensione del soggetto;
  • il grado di utilizzo degli arti inferiori e superiori;
  • le abitudini circa lo svolgimento delle cure igieniche;
  • eventuali condizioni di salute che possono modificare le nostre azioni.

Alcune di queste informazioni sono reperibili e raccolte durante l’esecuzione delle cure igieniche stesse. È importante anche informare sempre il soggetto di quanto gli si andrà a fare e ricercarne la massima collaborazione possibile.
 
L’ambiente in cui si eseguono le cure igieniche è normalmente la stanza da bagno, se ciò non è possibile la camera dovrà comunque avere:

  • illuminazione sufficiente per avere il miglior controllo delle condizioni della cute e prevenire i piccoli incidenti;
  • temperatura tra i 22° centigradi ed i 25° centigradi. È importante evitare correnti d’aria, garantire la privacy chiudendo le porte, allontanando, con cortesia, le persone non necessarie;
  • per ragioni di sicurezza non chiudere mai le porte a chiave;
  • Proteggere la biancheria del letto e quella della persona con materiale impermeabile o altamente assorbente (a volte, a domicilio, se non si dispone di tele cerate o presidi simili, si può posizionare sotto all’asciugamano uno di quei sacchi neri che si usano per i rifiuti domestici, ovviamente nuovo, pulito e aperto).

 
Il materiale specifico:

  • termometri per verificare la temperatura dell’ambiente e dell’acqua (questo è possibile sostituirlo con il tatto purché in grado di riconoscere la temperatura);
  • Catini e brocche sono necessari quando non è possibile utilizzare acqua corrente;
  • Padella, per l’igiene perineale;
  • Manopole monouso o personali purché lavabili in lavatrice, o faldine di cotone;
  • Sapone neutro o schiuma: una dose sul panno-carta inumidito, non direttamente sulla cute dell’ospite (se le cure igieniche vengono eseguite più volte nella giornata oppure si presentano reazioni cutanee è possibile usare anche solo acqua);
  • Creme emollienti o oli;
  • Biancheria pulita (per facilitare la termoregolazione sarebbe auspicabile che la biancheria fosse sufficientemente calda (in inverno appoggiarla sul termosifone);
  • Contenitori per rifiuti;
  • Materiale per proteggere la biancheria del letto o quella personale dell’assistito: tele cerate ricoperte di un telo di cotone oppure spugne ad alta capacità assorbente.

Per effettuare correttamente il bagno a letto è necessario svolgere le seguenti azioni, nell’ordine incui sono indicate:

  • togliere le coperte e il cuscino, lasciando l’ospite coperto con il lenzuolo;
  • mettere il telo impermeabile ed eventualmente la traversa sotto il corpo;
  • ripiegare il lenzuolo fino alla vita e coprire il torace con un asciugamano;
  • lavare viso, collo e orecchie;
  • lavare il tronco e gli arti superiori (se possibile, le mani vanno immerse in una bacinella);
  • girare il soggetto sul fianco e procedere al lavaggio della parte posteriore superiore (durante questa manovra, se non si è in due operatori, il paziente deve essere girato verso l’operatore in modo da evitare che possa cadere dal letto);
  • asciugare bene e far indossare all’ospite la biancheria pulita;
  • ripiegare il lenzuolo su se stesso, scoprendo gli arti inferiori, se è possibile immergere i piedi in un catino;
  • lavare e asciugare bene la pelle;
  • procedere alla pulizia dell’addome e dei genitali (lavare e asciugare);
  • rigirare l’ospite e lavare la parte posteriore;
  • far indossare la rimanente biancheria pulita;
  • procedere alla cura delle unghie delle mani e delle unghie dei piedi (attenzione al taglio delle unghie e agli spazi interdigitali, per evitare la formazione di cattivi odori);
  • cambiare le lenzuola;
  • far assumere all’ospite una posizione comoda;

È molto importante asciugare bene la pelle:

  • sotto il seno;
  • nella zona inguinale;
  • tra le dita dei piedi e delle mani.

Massaggiare la cute con gli oli, quando questa è ancora umida, facilita l’assorbimento, il mantenimento dell’idratazione cutanea e l’elasticità dei tessuti. Inoltre l’olio è di più facile applicazione e richiede molto meno massaggio e frizioni rispetto alle normale creme nutrienti. Da ricordare che le frizioni o i massaggi troppo “energici” possono creare danni sottocutanei e facilitare l’insorgenza delle lesioni da decubito.        N.N. A&V

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Il consenso informato Una pratica fondamentale

Il consenso informato è il presupposto per la legittimità dell’attività medica. Infatti, vige il principio per il quale nessuno può essere sottoposto a trattamenti medici contro la sua volontà (art. 32 della Costituzione).
Questa regola, di rango costituzionale, è poi confermata a livello internazionale dalla Convenzione di Oviedo del 1997 che è stata ratificata dall’Italia con la Legge n. 145 del 28 marzo 2001 che stabilisce alcuni principi.
Costituisce un imprescindibile dovere di operare per l’interesse globale della persona e, la liceità di qualsiasi atto sanitario deriva dal consenso dell’avente diritto.
Il consenso, per essere valido, deve avere alcune caratteristiche:

  • ogni intervento o terapia, invasivo o no, necessita dell’assenso dell’interessato che deve essere informato;
  • l’assenso deve essere consapevole, ovvero deve essere preceduto da una adeguata informativariguardo alle caratteristiche, ai rischi e alle finalità dell’intervento.
    Infine, anche qualora il consenso sia stato concesso, il paziente è sempre libero di ritirarlo in qualsiasi momento;
  • deve essere valido, ovvero espresso con comprensione e cognizione;
  • non deve essere ottenuto con imposizione e costrizione deve, cioè, essere ottenuto liberamente e consapevolmente da tutti i soggetti capaci di intendere e volere;
  • le informazioni che vengono trasmesse devono essere inequivocabili ovvero devono lasciar poco spazio all’interpretazione

Sebbene non ci sia una regola normativa precisa rispetto alla sua forma, è preferibile che il consenso sia manifestato in forma scritta, questo agevola la struttura sanitaria nel momento in cui viene in discussione l’esistenza del consenso medesimo e occorre fornire la prova che il paziente si sia sottoposto volontariamente al trattamento.
In particolare, in caso di urgenza (cioè nelle situazioni in cui si è in presenza di un soggetto che non è in grado di formulare l’assenso e che è in pericolo imminente per la sua salute) il medico è tenuto ad intervenire e la sua attività è pienamente legittima, giacché sia il codice civile, sia il codice penale garantiscono i sanitari che intervengono in caso di necessità e urgenza, cioè per salvare una persona da
un rischio grave e imminente per la sua salute.consenso-informato

Il paziente e’ l’unico soggetto a poter decidere interventi estranei al proprio corpo, sulla base dei diritti alla vita, all’integrità fisica, alla sicurezza della propria persona, alla libertà personale. Sono esclusi i portatori di deficit cognitivi e le persone dichiarate non in grado di intendere e volere da un medico legale.
 
Ma chi può esprimere il parere e il consenso informato?
Il diretto interessato è l’unica persona in grado di esprimerlo. In vece sua, in caso di dichiarazione di incapacità di intendere e volere, è il tutore legale o, in sua assenza, il giudice tutelare. I parenti stretti, anche quelli di primo grado, non sono tenuti a dare nessun tipo di consenso, a meno che non si tratti di minori, ai quali i genitori sono tenuti a rispondere. Per gli anziani con problemi di incapacità di intendere e volere possono esprimere il consenso le figure che abbiamo sopra menzionato.

N.N A&V

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