Mese: maggio 2015

Il Nordic Walking per la terza età Una meravigliosa opportunità di movimento

Il Nordic Walking offre una meravigliosa opportunità di coinvolgere le persone anziane.
In un’attività di movimento all’aria aperta. Migliora la circolazione, il tono muscolare, l’equilibrio, il respiro, e soprattutto l’umore.
Esercizi specifici cureranno la mobilità articolare, la preparazione dei muscoli coinvolti nel gesto tecnico, inviteranno all’apertura alle sensazioni e alla condivisione di momenti divertenti e di scambio con i compagni di cammino.

Cos’è

E’ un’attività fisica facile, poco costosa e divertente.
Si pratica all’aria aperta, fa bene al cuore e circolazione, rafforza braccia e spalle, migliora la postura della schiena e tonifica glutei e addominali. A prima vista sembrerebbe una cura miracolosa. E’, invece, il Nordic Walking nuovo metodo di praticare sport che si sta affermando in tutto il mondo. E’ uno sport per tutti che si può praticare tutto l’anno che offre la possibilità di gustare uno stile di vita sano e attivo. Nato nei Paesi Scandinavi tanti anni fa era inizialmente praticato dagli atleti dello sci di fondo durante la preparazione a secco estivo-autunnale.
Consiste in una camminata con i bastoncini, dove gli stessi sono usati per spingere e non solo come semplice appoggio. La spinta dei bastoncini non serve né ad andare più veloci né a far meno fatica, serve a coinvolgere il maggior numero possibile di muscoli e, di conseguenza, aumentare il dispendio energetico a parità di velocità e di distanza percorsa. Contemporaneamente serve a migliorare la postura e la forma fisica.
I benefici che apporta sono molteplici e spaziano da quelli fisici, a quelli anti stress, a quelli sulla socializzazione e sulla salute in generale. E’ un tipo di attività fisica alla portata di tutti più completa in assoluto. Adottando una tecnica corretta si riesce ad avere un elevato coinvolgimento muscolare ed un efficace lavoro cardiocircolatorio ottenendo enormi benefici per la propria salute.
Consente un miglioramento dell’ossigenazione, coinvolge quasi tutta la muscolatura, in particolare scioglie le contratture nella zona delle spalle e della cervicale oltre che di tutta la colonna vertebrale, aumenta la resistenza, la forza la mobilità, l’equilibrio, la coordinazione motoria e la postura, ritarda il processo di invecchiamento e genera un buon esercizio cardio circolatorio. Stimola il sistema immunitario, alleggerisce il carico sulle articolazioni e sull’apparato motorio in genere. Inoltre migliora il tono dell’umore, eliminando ansia e rischio di depressione.
A livello fisico aumenta il consumo dei grassi, abbassando i livelli di colesterolo, abbassa i valori glicemici ed è ottimo per chi soffre di patologie quali il diabete, diminuisce i valori pressori. Protegge l’organismo da osteoporosi e artrosi, infatti, uno sforzo moderato e costante stimola la capacità delle ossa di assimilare il calcio e produce sostanze come l’elastina e il collagene che formano le cartilagini.camminata norvegiese
Si pratica, come già accennato, con l’utilizzo funzionale di due bastoncini che hanno la funzione di spinta per coinvolgere il maggior numero di muscoli possibile al  fine di aumentare il dispendio energetico e per favorire un esercizio benefico a livello cardiocircolatorio.
Per ottenere comunque il massimo dei benefici ed avere la massima efficienza dai movimenti, la tecnica diventa determinante. Il passo è alternato, cioè l’alternanza dei movimenti di braccio e gamba opposti, che se fatto correttamente, diventa un tutt’uno con la mente portandoti enormi benefici fisici e mentali. I movimenti devono essere fatti seguendo una corretta respirazione.

Può essere praticato ovunque, l’importante è che sia all’aria aperta, sui sentieri di montagna, in città, sulla spiaggia, nei parchi, nelle palestre. Naturalmente più il terreno è omogeneo, indipendentemente da com’è fatto e meglio si riesce ad esprimere il gesto atletico e di conseguenza si ottiene il massimo risultato.
Meglio se praticato in compagnia, magari chiacchierando perché il nordic walking è uno sport comunicativo e quindi molto socializzante.
E’ un’attività per tutti, dai bambini agli anziani, questi ultimi sono quelli che possono giovare dei maggiori benefici.
Da sempre si consiglia di camminare, per mantenere la forma e la tonicità muscolare, per contenere il peso nei suoi valori ottimali, per allenarsi o anche solo per piacere, con poco tempo e costi bassissimi il nordic walking permette tutto ciò. Da provare. N.N. A&V.

“Due strade divergevano in un bosco: io presi la meno percorsa e ciò ha fatto la differenza”. Robert Frost (1916)
 

× Featured

Mi racconto...

Che cos’è la fragilità nell’anziano? Una problematica degli anziani

L’individuo è un soggetto complesso, composto da varie dimensioni che comprendono la sfera fisica, quella cognitiva, quella biologica, quella psicologica, quella economica, quella spirituale e quella sociale.
Con l’invecchiamento si assiste alla riduzione (a volte fisiologica a volte no) delle riserve funzionali di organi e apparati che espongono l’individuo ad un maggior rischio di malattia e di perdita funzionale. Quando l’organismo si trova in una condizione di vulnerabilità e di rischio che lo espongono ad un equilibrio instabile di fronte ad eventi negativi si parla di “fragilità”.
Nella letteratura scientifica è stata introdotta la definizione di “anziano fragile” per indicare una tipologia di anziano ed evidenziare una precaria stabilità delle condizioni cliniche con l’elevato rischio di complicanze a cascata che possono esitare nella perdita dell’autonomia funzionale o nella morte. Si tratta in prevalenza di persone in età avanzata, in genere maggiore di 75 anni, più frequentemente di sesso femminile, affetti da pluripatologia, ricoverati per eventi acuti e non di rado per riacutizzazioni di patologie croniche.
“La fragilità è uno stato dinamico che colpisce un individuo che sperimenta perdite in uno o più domini funzionali (fisico, psichico, sociale), causate dall’influenza di più variabili che aumentano il rischio di risultati avversi per la salute (Gobbens 2010)”. “E’una sindrome fisiologica caratterizzata dalla riduzione delle riserve funzionali e dalla diminuita resistenza allo stress, risultante dal declino cumulativo di sistemi fisiologici multipli che causano vulnerabilità e conseguenze avverse correlata a pluripatologia, disabilità, rischio di istituzionalizzazione e mortalità (Fried 2004)”.
Con l’invecchiamento si assiste alla riduzione delle riserve funzionali di organi e di apparati, che espongono l’individuo a un maggior rischio di “rottura” indotto da agenti patogeni o da modificazioni dell’equilibrio psicologico e della qualità di vita. Poiché le determinanti di questo processo sono molto diverse (biologico-cliniche o ambientali), è talvolta difficile identificare la fragilità e i suoi fattori scatenanti, sui quali intervenire, in senso sia preventivo sia terapeutico.
“La geriatria è la medicina della complessità e delle fragilità Linda Fried, J Gerontol 2004”.
Per chi si prende cura di un anziano, il concetto di fragilità è ritenuto particolarmente e clinicamente utile da parte dei professionisti della salute (medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali) in quanto facilità a spostare l’ottica da un approccio al paziente anziano centrato sulla malattia o sull’organo, ad una visione più integrata e olistica della salute, considerando e comprendendo tutte le sfere che caratterizzano il soggetto.
La fragilità può essere rappresentata come un vaso di cristallo, bello a vedersi e apparentemente integro ma pronto a rompersi al primo scossone.
 
Quali sono i segni che caratterizzano uno stato di fragilità?

In letteratura i segnali che possono far intendere che vi è un’iniziale stato di fragilità sono cinque:

  • Perdita di peso (maggiore di 4,5 Kg. nell’ultimo anno);
  • Affaticamento (fatica in almeno 3 giorni/settimana);
  • Riduzione della forza muscolare;
  • Ridotta attività fisica;
  • Riduzione della velocità del cammino;

Perché è importante riconoscere la fragilità?
Occorre pensare sempre che la persona ultra 75enne possa essere un “soggetto fragile”. Il sospetto di condizione di “fragilità” può essere basato sull’osservazione e/o sulla narrazione della persona, raccogliendo le informazioni relative allo stato di salute, con particolare riferimento alla motricità, alla cognitività, alle abitudini alimentari e di vita ed alle funzioni sensoriali.
Diventa quindi importante poter individuare i segnali e i campanelli d’allarme, per poter intervenire tempestivamente.
La Fragilità è conseguente a numerosi fattori concomitanti, il cui aspetto predominante consiste nella progressiva riduzione della forza muscolare e del peso corporeo.
Correggere le aree più importanti può voler significare una minore esposizione alle malattie ed una migliore qualità di vita. N.N. A&V
 
Il progresso tecnico lascerà aperto un solo problema: la fragilità della natura umana.
Karl Kraus, Di notte, 1918

 
 

× Featured

Mi racconto...