Categoria: Alimentazione

Uno spazio all’interno del quale vengono trattate le problematiche legate all’alimentazione ed alcuni consigli pratici.

Sei in terapia con gli anticoagulanti? Ecco cosa mangiare! I cibi consentiti

La coagulazione è un meccanismo di protezione: quando accidentalmente ci procuriamo una ferita il sangue cessa di fuoriuscire grazie ai meccanismi della coagulazione e delle piastrine che formano un “coagulo” anche detto trombo. Succede, in alcune persone, che questo meccanismo non sia così regolato determinando la possibilità di coagulare eccessivamente il sangue esponendo il soggetto al rischio di trombosi, con le intuibili ripercussioni alla salute. I farmaci anticoagulanti sono in grado di ridurre il rischio di formazione di trombi.
La loro azione è basata sull’interferenza con l’attivazione di alcune sostanze (fattori della coagulazione) che servono per la formazione di un coagulo; queste, infatti, Continua a leggere Sei in terapia con gli anticoagulanti? Ecco cosa mangiare! I cibi consentiti

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…E oggi cosa mangio? Qualche consiglio per una sana alimentazione! (seconda parte) Quali nutrienti

E oggi cosa mangio? Quali nutrienti?

Dal punto di vista calorico la dieta di un anziano deve essere strutturata nel seguente modo:

  • Proteine 15/ 20%
  • Lipidi 20/25%
  • Glucidi 55/65%

Le sostanze nutrienti indispensabili sono: proteine (per gli aminoacidi essenziali in esse contenuti), vitamine, minerali, acidi grassi polinsaturi. Queste sostanze devono essere presenti nell’alimentazione abituale. In assoluto non c’è l’alimento ideale che le contenga tutte nella giusta quantità e che sia quindi in grado di soddisfare da solo tutte le nostre necessità nutritive. Per cui il modo più semplice e sicuro per garantire adeguatamente l’apporto di tutte le sostanze nutrienti indispensabili, rimane quello di ricorrere ad un’ampia varietà possibile di scelta e alla più opportuna combinazione di alimentiLa diversificazione delle scelte alimentari attenua o diluisce questi rischi potenziali, assicurando una maggiore protezione, anche attraverso un più completo apporto di vitamine e di elementi minerali. Per chi varia oculatamente l’alimentazione non c’è ragione di ricorrere a specifiche integrazioni della dieta con vitamine, proteine o altre sostanze nutrienti. Naturalmente ogni variazione dovrà essere praticata mantenendo l’equilibrio degli apporti nutritivi.

I gruppi alimentari

Ogni scelta dovrà essere fatta nell’ambito di gruppi di alimenti che assicurino un equivalente apporto di sostanze nutritive indispensabili. Questo non significa che all’interno di questi raggruppamenti si possa scegliere in piena libertà: anche tali scelte vanno infatti compiute variando il più possibile le combinazioni con gli alimenti degli altri gruppi.

  1. Nel gruppo costituito dalle carni, dal pesce e dalle uova (che fornisce soprattutto proteine, minerali, come ferro, zinco, rame, ecc. e vitamine del complesso B), sono da preferire le carni magre, come pollo, tacchino, coniglio, ecc., e il pesce. É da limitare o moderare il consumo di carni grasse e di insaccati. Per le uova, infine; un consumo consigliabile per soggetti sani è mediamente di 3 alla settimana;
  2. Per il gruppo che comprende il latte, lo yogurt, i latticini e i formaggi (che, oltre a fornire proteine e vitamine del complesso B, costituisce la principale fonte di calcio), sono da preferire il latte parzialmente scremato, i latticini e i formaggi meno grassi;
  3. Per il gruppo che comprende pane, pasta e riso, altri cereali e patate, (che costituisce la più importante fonte di amido e apporta pure vitamine del complesso B e proteine), sono da preferire prodotti meno raffinati e più ricchi in fibra;
  4. Il gruppo dei legumi secchi (anticamente chiamate “le proteine dei poveri”) fornisce fibra, ferro, zinco, rame, ecc., nonché proteine che, combinandosi con quelle dei cereali, raggiungono un livello di qualità paragonabile a quello delle più costose proteine animali; è da incoraggiare l’uso alternato di tutti i prodotti di questo gruppo, dai fagioli, ai piselli, alle lenticchie, ecc.
  5. Per il gruppo dei grassi da condimento è da tenere presente che il loro consumo va contenuto e che sono comunque da preferire quelli di origine vegetale (come in particolare l’olio d’oliva) in confronto a quelli di origine animale (come burro, panna, lardo, strutto, ecc.)
  6. I gruppi costituiti da frutta e ortaggi, infine, rappresentano importanti fonti di fibra e di provitamina A (di colore giallo-arancione o verde scuro), di vitamina C (agrumi e pomodori soprattutto), di altre vitamine e dei più diversi minerali. Questi gruppi consentono la più ampia varietà di scelta e debbono essere sempre presenti in abbondanza sulla tavola, a cominciare possibilmente dalla prima colazione.

Un’ultima e importante “ regola” è il piacereIl cibo non ha solo una funzione biologia ma è anche piacere quotidiano. Quindi oltre a combinare e a distribuire con equilibrio gli alimenti, è importante scegliere le pietanze secondo i gusti e servirle in modo da rendere la tavola attraente. Il momento del pasto deve essere sempre ed ancora un’occasione per assaporare piacere sani e genuini, stimolando il gusto e l’olfatto.    N.N. A&V

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…E oggi cosa mangio? Qualche consiglio per una sana alimentazione! (prima parte) Quali nutrienti

Quali consigli per una sana alimentazione? Negli ultimi decenni le abitudini alimentari sono profondamente cambiate. Lo sviluppo dell’economia, i contatti con altre culture, i grandi mutamenti sociali, la spinta a raggiungere un più elevato tenore di vita, la diffusione della pubblicità hanno spostato l’attenzione dei consumatori, con maggior frequenza e in più larga misura, verso quei generi alimentari un tempo considerati elitari e pregiati. La possibilità di nutrirsi con una maggiore varietà e abbondanza di cibi ha portato benefici ed alla scomparsa pressoché totale delle cosiddette carenze nutrizionali. Invece la tendenza a mangiare più del necessario, anche come dimostrazione di status symbol, spesso accompagnata da squilibri fra i componenti della dieta, ha portato gli italiani ad essere più esposti ad altri gravi rischi: infarto del miocardio, maggiore incidenza di obesità, ipertensione, arterosclerosi, diabete.
Sappiamo che l’alimentazione ha un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie e nel mantenimento di un buono stato di salute. Questa regola vale per tutte le età, ma diventa estremamente importante continuare a rispettarla nell’età anziana.
Secondo alcuni ricercatori le carenze o gli squilibri dei periodi precedenti la vecchiaia sono motivo dell’evoluzione del processo d’invecchiamento stesso. Ovvero: il modo col quale ci si è alimentati nell’età giovanile e matura incide su come si arriva alla vecchiaia, così come l’alimentazione durante l’età senile condiziona la longevità.
L’alimentazione dell’anziano per essere bilanciata e sana deve adattarsi alle modificazioni fisiologiche tipiche che fanno parte di un insieme di mutamenti fisici e psichici che caratterizzano la senescenza. I bisogni nutrizionali degli anziani non sono molto diversi da quelli dei soggetti più giovani: la differenza essenziale è legata alla diminuita esigenza calorica secondaria ad una riduzione del metabolismo basale, dell’utilizzazione dei substrati energetici e dell’attività fisica.
Alcuni problemi possono interferire con l’alimentazione nell’anziano. Tra queste modificazioni quelle legate alla nutrizione sono:

  • Diminuzione del fabbisogno basale di circa il 13%
  • Diminuzione della massa magra
  • Modificazioni dell’apparato digerente: riduzione della secrezione salivare e della sensibilità gustativa, riduzione del volume dei secreti digestivi, delle cellule dello stomaco e della secrezione cloridrica, rallentamento della peristalsi gastro-esofagea, diminuzione delle cellule
    intestinali e quindi dell’assorbimento dei nutrienti.
  • Diminuita tolleranza al glucosio
  • Riduzione dell’attività motoria, in alcuni casi molto accentuata.

L’alimentazione deve garantire un introito calorico pari al dispendio energetico.  Ovviamente la dieta deve essere personalizzata considerando l’età, la mobilità, i gusti personali, le necessità,  spesso per problemi di masticazione, economici e di solitudine, ad esempio, non è possibile per l’anziano mangiare determinati cibi.
Le regole generali per una alimentazione sana per l’anziano sono le seguenti:

  • Avere una dieta varia: spesso mangiano sempre le stesse cose. Questo comportamento è dovuto sia ad abitudini difficili da cambiare sia alla oggettiva difficoltà dell’anziano di procurarsi  e prepararsi i pasti. Le carenza nutrizionali sono perciò un rischio che aumenta con l’età;
  • Limitare il consumo di zuccheri semplici e privilegiare i carboidrati complessi, meglio se integrali: gli anziani hanno una minore tolleranza al glucosio rispetto al giovane e all’adulto e sono quindi più a rischio di ammalarsi di diabete o di peggiorare la malattia già presente;
  • Assumere il 30-35% di fibra al giorno: la ridotta peristalsi intestinale può causare stipsi. È molto importante quindi assicurare un buon introito di fibre con la dieta. Importantissimo associare alle fibre il giusto apporto di acqua altrimenti il rischio è quello di rallentare il transito intestinale;
  • Le proteine sono molto importanti per contrastare la perdita muscolare. Esse non devono essere necessariamente di origine animale, tipo la carne, in quanto più difficile da digerire e da masticare. Ottime sono anche le proteine di origine vegetale (es, legumi, soia, ecc.);
  • Distribuire i pasti in 3-4 pasti più 1-2 spuntini, per ovviare alle minori capacità digestive;
  • Limitare i cibi molto salati, per evitare il rischio disidratazione. L’anziano sente meno lo stimolo della sete;
  • Bere circa 1,5 litri di acqua al giorno, salvo indicazioni diverse da parte del medico, l’acqua è il più importante componente dell’organismo e una ridotta assunzione può causare gravi alterazioni, favorendo un invecchiamento precoce;
  • Integrare il calcio e la vitamina D. Si tratta di elementi essenziali per le ossa che non sempre vengono assunti correttamente con la dieta.

Relativamente al consumo di alcolici tra le persone anziane, spesso legato alla solitudine, alla perdita della capacità produttiva e di guadagno legati al pensionamento. Gli alcolici devono essere consumati con moderazione (due bicchieri di vino al giorno)  da assumere preferibilmente ai pasti ed a piccoli sorsi.     N.N A&V

“Dipende da noi essere in un modo piuttosto che in un altro.
Il nostro corpo è un giardino, la volontà il giardiniere.
Puoi piantare l’ortica o seminare la lattuga,
mettere l’issopo ed estirpare il timo,
far crescere una sola qualità di erba o svariate qualità,, Alimentazione, Dieta
lasciare sterile il terreno per pigrizia o fecondarlo col lavoro.
Il potere e l’autorità dipendono da noi.”
(William Shakespeare, Otello, atto I, scena III)

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Gli integratori nella dieta dell’anziano.

Si definiscono integratori alimentari quei prodotti specifici volti a favorire l’assunzione di determinati principi nutritivi non presenti negli alimenti di una dieta non corretta. In linea generale, una dieta adeguata ed equilibrata è in grado di fornire tutti gli elementi necessari al mantenimento di un buono stato di salute. Per un particolare stile di vita o per motivi diversi, è sempre più diffusa la consuetudine di integrare l’apporto di determinati nutrienti della dieta mediante integratori alimentari.
Gli integratori vengono consigliati nei casi in cui l’organismo abbia carenza di determinati alimenti: non hanno dunque proprietà curative, ma servono a integrare una normale dieta, completandola. Per le loro proprietà nutrizionali, vanno assunti entro limiti di sicurezza, tenendo conto delle RDA (recommended dietary allowances), ossia le raccomandazioni degli specialisti. L’anziano che vive nell’attuale società, in cui il benessere è largamente diffuso, è in genere meglio nutrito di quanto non lo fosse in un passato neppur troppo lontano, ma sono sempre numerosi gli anziani che, per i più vari motivi, praticano un’alimentazione inadeguata, non tanto dal punto di vista quantitativo quanto dal punto di vista qualitativo: eccessivo uso di alimenti raffinati, di cibi precucinati o riscaldati di facile consumo, di formaggi stagionati, di salumi, di sale,  scarsa assunzione di vegetali e quindi di fibre importanti per il transito intestinale, di pesce e di liquidi. Gli integratori orali (Oral Nutrition Supplement, ONS) possono essere utili in soggetti malnutriti o a rischio di malnutrizione in cui la supplementazione (food fortification) mediante cibi naturali sia risultata inefficace ma che siano ancora in grado di assumere con gli alimenti naturali almeno la metà dei loro fabbisogni, quando cioè si verifichi una riduzione complessiva dei cibi ingeriti  valutabile in circa la metà della quantità di carboidrati e proteine abitualmente assunte nel periodo precedente quello dell’evento in causa. Nel corso degli ultimi anni la gamma degli ONS è andata ampiamente allargandosi, in termini sia di composizione bromatologica, sia di varianti gustative con migliore palatabilità dei diversi prodotti. Questo ha permesso un impiego nutrizionalmente più mirato e ha favorito la compliance dei pazienti nell’assunzione prolungata. Una recente metanalisi, infatti, ha dimostrato in modo statisticamente significativo un aumento del peso corporeo con riduzione della mortalità negli anziani malnutriti trattati con integratori orali proteico-calorici.
Ma quali sono le cause?
L’età avanzata è particolarmente a rischio di carenze nutrizionali, a causa di vari fattori, alcuni dei quali sono conseguenza dell’invecchiamento:
• Alterazioni senili della funzione digestiva, inappetenza a causa della riduzione del gusto e dell’olfatto, maggiore fabbisogno di calcio e di vitamina D, specialmente da parte delle donne in menopausa e post menopausa, ecc.
• Non corretta alimentazione, dovuta a vari fattori quali la monotonia e la scarsa gradevolezza della dieta, l’isolamento, la solitudine, la scarsa voglia di preparare il cibo, l’incapacità di programmare e di eseguire l’acquisto del cibo o di cucinare, la sedentarietà, la disinformazione e l’ ignoranza in campo nutrizionale, i pregiudizi, la presenza di malattie, i difetti di masticazione (fanno preferire i cibi morbidi e ben cotti, poveri di certi nutrienti, ai vegetali crudi), la povertà, che costringe ad acquistare cibi di basso costo, ma di scarsa qualità nutrizionale, ecc.
• I fattori psicologici sono molto importanti: vi sono anziani che mangiano più del necessario o che mangiano troppo poco per ansia, malinconia, solitudine, senso di inutilità e di estraneità alla famiglia ed alla società, riduzione dell’auto considerazione e della gioia di vivere, ecc. Continua a leggere “Gli integratori nella dieta dell’anziano.”

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Il piacere e il gusto della buona tavola

In bocca, attraverso la lingua, avviene la rapida analisi di ciò che si mangia, in base a cinque sapori fondamentali: dolce, salato, aspro, acido e amaro. Le papille del gusto situate sulla lingua analizzano la saliva e identificano gli elementi che vi sono disciolti. Le informazioni così raccolte sono quindi inviate al cervello. Il tempo che impiegano le papille gustative ad analizzare i cibi e’ di un decimo di secondo. E’ questo, infatti, il tempo impiegato dai sensori del gusto (appunto le papille gustative della lingua) per analizzare il cibo. Una valutazione fulminea, affidata a 500 mila recettori che permettono di distinguere 5 sensazioni fondamentali: sulla punta della lingua il dolce, ai lati della lingua l’aspro e il salato, sul fondo della lingua l’amaro e l’acido. L’analisi del cibo avviene con una sequenza precisa: il cibo raggiunge attraverso la saliva le terminazioni nervose sulla lingua, da cui partono gli impulsi che, lungo le fibre nervose, raggiungono il cervello. Questo li combina con messaggi dell’odorato e con quelli legati a consistenza, temperatura e, eventualmente, odore, provenienti da altre terminazioni nervose. Questa serie di messaggi consente di gustare sapori diversi e, soprattutto, di scegliere ciò che piace e di scartare ciò che invece non piace.

Che cosa succede con l’invecchiamento? Continua a leggere “Il piacere e il gusto della buona tavola”

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