Categoria: Racconti e Riflessioni

“Racconti e riflessioni” è un angolo di relax mirato alla trattazione di argomenti importanti come l’invecchiamento e la demenza, visti con gli occhi del cinema e dei libri. Tributi e pensieri in particolari ricorrenze.

La storia del panettone di Natale Il "Pan de Toni"

Secondo alcune leggende viene attribuita ai milanesi la nascita del Panettone. Si narra che Toni, un umile servo della cucina di Ludovico il Moro, sarebbe l’inventore del dolce più famoso e caratteristico delle feste natalizie. Siamo nella Milano di fine ‘400.
E’ la vigilia di Natale e il capo cuoco degli Sforza, per distrazione, brucia il dolce destinato al banchetto ducale.
Toni, lo sguattero, aveva messo da parte un panetto di lievito madre che gli sarebbe servito per preparere il suo dolce della vigilia. Continua a leggere La storia del panettone di Natale Il “Pan de Toni”

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Dolcetto o Scherzetto? Le antiche tradizioni dei nostri anziani La notte di Halloween

La notte di Halloween che si celebra tra il 31 ottobre e il 1° novembre è una festività anglosassone che trae le sue origini dai Celti. Ha assunto poi una grande rilevanza negli Stati Uniti con forme macabre e commerciali e di divertimento per i bambini, che girano di casa in casa, travestiti in vari modi, recitando la formula di “dolcetto o scherzetto”. E’ una festa la cui simbologia è legata al mondo della morte e dell’occulto. Il suo emblema è una zucca intagliata. L’uso della zucca, che sembra essere ormai una prerogativa di Halloween, Continua a leggere Dolcetto o Scherzetto? Le antiche tradizioni dei nostri anziani La notte di Halloween

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Essere o Sentirsi? Un libro di Sergio Bambarén

 

Nel cercare qualcosa di interessante da pubblicare, ho trovato questo passaggio tratto da un libro di Sergio Bambarén. Trovo sia molto bello e toccante e spiega molto bene la differenza tra essere vecchio o sentirsi tale. Lo dedichiamo a tutti voi con la speranza che possiate trovarlo bello come lo abbiamo trovato noi. N.N. A&V

 Essere vecchi è aver vissuto molti anni,
ma sentirsi vecchi è aver perduto la gioia di sentirsi vivi.
Essere vecchi rende un pò più lenti,
ma sentirsi vecchi soffoca i sogni dello spirito …
Essere vecchi è chiedersi: Ne vale davvero la pena?
Sentirsi vecchi è rispondere: No, senza nemmeno pensarci.
Essere vecchi è sognare a occhi aperti,
sentirsi vecchi è non riuscire quasi a chiudere occhio.
Essere vecchi significa avere ancora tante cose da imparare e da scoprire,
sentirsi vecchi è smettere di imparare e di insegnare.
Essere vecchi è allenare il corpo, elevare lo spirito, coltivare i sogni,
sentirsi vecchi è rimanere incollati alla tivù, sprofondati nel divano, oggi.. domani.. e dopodomani..
Essere vecchi significa avere davanti un futuro e dei progetti,
sentirsi vecchi significa avere l’agenda vuota e ricordare solo i bei tempi andati.
Essere vecchi vuol dire provare ogni giorno qualcosa di nuovo, rinnovare se stessi, puntare gli occhi sull’orizzonte cercando di scoprire che cosa c’è oltre, lontano..
sentirsi vecchi è iniziare a pensare che forse oggi è l’ultimo giorno che resta da vivere, e chiudersi ancora una volta nel proprio guscio di certezze …..

 Sergio Bambarén
Lettera a mio figlio sulla Felicità

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“La leggenda del vischio” di I. Drago Buon Natale

Il vecchio mercante si girava e rigirava, senza poter prendere sonno.
Gli affari, quel giorno, erano andati benissimo: comprando a dieci, vendendo a venti, moneta su moneta, aveva fatto un bel mucchietto di denari.
Si levò. Li volle contare. Erano monete passate chissà in quante mani, guadagnate chissà con quanta fatica. Ma quelle mani e quella fatica a lui non dicevano niente.
Il mercante non poteva dormire. Uscì di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso lo stesso luogo. Pareva che tutti si fossero passati la parola per partecipare a una festa.
Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levò: – Fratello, – gli gridarono – non vieni?
Fratello, a lui fratello? Ma che erano questi matti? Lui non aveva fratelli. Era un mercante; e per lui non c’erano che clienti: chi comprava e chi vendeva.
Ma dove andavano?
Si mosse un po’ curioso. Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli.
Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli! Ma lui cuore gli sussurrava che non poteva essere loro fratello. Quante volte li aveva ingannati? Comprava a dieci e rivendeva a venti. E rubava sul peso. E piangeva miseria per vender più caro. E speculava sul bisogno dei poveri. E mai la sua mano si apriva per donare.
No, lui non poteva essere fratello a quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita.
Eppure tutti gli camminavano a fianco. Ed era giunto, con loro, davanti alla Grotta di Betlemme. Ora li vedeva entrare e nessuno era a mani vuote; anche i poveri avevano qualcosa. E lui non aveva niente, lui che era ricco.
Entrò nella grotta insieme con gli altri; s’inginocchio insieme agli altri.
– Signore, – esclamò – ho trattato male i miei fratelli. Perdonami.
E proruppe in pianto.
Appoggiato a un albero, davanti alla grotta, il mercante continuò a piangere, e il suo cuore cambiò.
Alla prima luce dell’alba quelle lacrime splendettero come perle, in mezzo a due foglioline.
E’ così che si narra di come è nato il vischio.

 

Anziani e Vita Augura a Tutti Voi, che ci seguite con costanza e attenzione un Sereno e Felice Natale.

M.S. N.N. A&V

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28 Settembre: festeggiamo la Giornata Mondiale dell’Anziano

Il 28 settembre si festeggia la giornata mondiale dell’anziano. Negli ultimi anni è molto cambiata la condizione degli anziani. Si è passati da un rapporto di vicinato che, un tempo, aveva il suo fulcro nel cortile dove si era ancorati ad una certa rappresentazione stereotipata della fase conclusiva della vita, segnata dai trascorsi, dalla fatica del vivere, dalla solitudine, dalla malattia. Ad oggi gli anziani sono ancora attivi, socialmente impegnati, alcuni ancora occupati dal punto di vista lavorativo. Ci sono situazione in cui l’anziano constata quotidianamente che le sue capacità e le sue legittime istanze emozionali risultano di fatto poco esprimibili nell’attuale contesto sociale che, specialmente nel suo immaginario, lo esclude talora in modo impietoso per celebrare invece in modo compiaciuto e idealizzato i valori e il dinamismo giovanili. Quest’ultima condizione, sebbene presente, non rappresenta la totalità dei casi ma si osserva che la persona anziana è generalmente molto più attiva, informata, attenta a se stessa e ai propri bisogni rispetto al passato.

L’anzianità è una tappa evolutiva non meno importante e non meno ricca di altre, parte integrante e traguardo del progetto esistenziale di ogni individuo. Anche se l’estrema variabilità degli individui fa si che vi siano differenze sostanziali tra individui. E’ il concetto di età anagrafica e età biologica. In pratica, l’età anagrafica è determinata dal momento della nascita ma non sempre corrisponde all’età cosiddetta biologica,ovvero quella che l’organismo dimostra. Ci sono persone che, malgrado l’età dimostrano molti meno anni di quanti non ne abbiano realmente e altri che,al contrario, ne dimostrano molti di più. Nell’anziano, infatti, le differenze individuali tendono ad accentuarsi più’ di quanto comunemente si pensi.

Gli anziani di oggi sono sempre più impegnati a vivere il ruolo di nonni.Un altro fatto nuovo è che oggi, a parità di età, nonne e nonni sembrano meno vecchi di una volta. Sono abituati ai cambiamenti, curano il corpo e l’abbigliamento e, se non sono malati, continuano a condurre una vita dinamica. Guidano l’automobile, salgono su treni ed aerei, usano il telefonino, inviano e-mail e, soprattutto, non pensano di essere vecchi, semmai si considerano degli adulti maturi. Secondo una ricerca del Censis sullo stile di vita, gli ultrasessantenni italiani pongono ai primi due posti una vita attiva (51%) e mantenere rapporti con i giovani e i nipoti (46,1%); seguono tenere allenata la mente (45,8 %), avere una fede religiosa (27,6%), essere autonomi (27,5%), essere aperti alle relazioni con gli altri (22,2 %). Questi cambiamenti nella percezione di sé e nell’immagine sociale dell’anziano fanno sì che anche i rapporti con i nipoti siano diversi, improntati a minore austerità e maggiore dinamismo.

Purtroppo esiste anche una percentuale di anziani che vive in condizioni di disabilità e di non autosufficienza, molti sono istituzionalizzati anche a causa di patologie che ne hanno determinato il ricovero. Anche a loro si rivolge la giornata di oggi attraverso l’organizzazione di momenti di festa e di socializzazione per non dimenticare, per rallegrare e dare il giusto valore a questa giornata.

Anziani & Vita vuole dedicare un pensiero a tutti gli anziani e riflettere sul fatto che la vecchiaia non è sinonimo di malattia ma una fase della vita, la più profonda, la più riflessiva. Noi la vogliamo immaginare come la stagione dei raccolti e vi lasciamo con una bellissima frase di Papa Francesco che tanta attenzione pone alle persone anziane. Auguri a tutti gli anziani!!! N.N M.S A&V

“La vecchiaia è la sede della sapienza della vita” Papa Francesco

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