I disturbi della sfera cognitiva e del comportamento

l’attenzione: viene definito come un disturbo dell’attenzione. Il paziente che ne soffre non è attento agli stimoli o non riesce ad orientarsi verso di loro quando si trovano in una particolare porzione dello spazio corporeo o extracorporeo.

la memoria / l’amnesia: i problemi di memoria sono spesso primo sintomo di demenza vascolare. In genere questi pazienti hanno una compromissione della memoria recente, ovvero sono incapaci di ricordare fatti recenti e avvenimenti occorsi dopo l’ictus. I deficit di memoria di questi pazienti non sono chiaramente distinguibili da quelli riscontrabili in pazienti affetti da sindrome di Alzheimer, sebbene nei soggetti con demenza vascolare siano sostanzialmente mantenute la memoria episodica e remota e la capacità di apprendere nuove informazioni. Inoltre i pazienti con demenza vascolare hanno minori problemi con la rievocazione libera, ma hanno difficoltà a seguire le istruzioni. Dal momento che l’infarto cerebrale colpisce parti distinte del cervello, soprattutto per pazienti con grandi infarti singoli, i deficit delle funzioni cognitive correlano con il sito e l’estensione dell’infarto.

il linguaggio / l’afasia : disturbo della comunicazione verbale, che può interessare sia i meccanismi di produzione che quelli di comprensione del linguaggio.

 la conoscenza / l’agnosia: si definisce aprassia l’incapacità del paziente di compiere gesti e movimenti richiesti dall’esaminatore, pur non avendo alcun disturbo di movimento, di senso o di coordinazione. È spesso difficile osservare questo disturbo nell’attività quotidiana dei pazienti perché contraddistinto da una dissociazione autonomo-volontaria. Il soggetto riesce a compiere i movimenti in modo autonomo, quando sollecitato dal contesto o da esigenze interiori, ma fallisce quando lo stesso comportamento è richiesto dal valutatore.

le abilita’ prassiche / l’aprassia: Questo termine indica una difficoltà di riconoscimento limitate ad un canale sensoriale, che non è spiegabile da disturbi puramente percettivi. Inoltre, l’incapacità dei pazienti di riconoscere gli oggetti va distinta dall’incapacità a denominare gli stessi. Nel caso in cui si tratti di agnosia, infatti, il soggetto è in grado di denominare l’oggetto in questione qualora venga presentato in una modalità sensoriale differente.

 l’anomia:  è l’incapacità del soggetto di denominare un oggetto. Questi soggetti, a differenza dei pazienti con agnosia, sono in grado di riconoscere l’oggetto in questione, quindi sono in grado di utilizzarlo, di accoppiarlo correttamente ad un altro oggetto semanticamente correlato (ad esempio una bottiglia, che è l’oggetto da denominare, viene correlata ad un bicchiere piuttosto che ad una forchetta) e sanno utilizzare perifrasi per “definirlo”.

I disturbi del comportamento

  • L’aggressività
  • Vagabondaggio e affaccendamento
  • Agitazione psicomotoria
  • Deliri e allucinazioni
  • Disturbi del comportamento alimentare
  • Labilità del tono dell’umore
  • Depressione
  • Inerzia motoria e comportamentale
  • Alterazioni del ritmo sonno veglia

Le variazioni comportamentali (rispetto al comportamento abituale del demente) ci possono fornire preziose indicazioni sullo stato di salute del malato, a patto che si cerchi di capirne le cause. In questi casi non bisogna dare per scontato che il problema comportamentale dipenda dalla normale evoluzione della demenza. Solo attraverso un’osservazione attenta e continuativa del malato è possibile cogliere le motivazioni del suo disagio e, in seguito, verificare l’efficacia delle misure correttive eventualmente adottate.             N S A&V

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