La scoperta della vecchiaia

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«La conquista della libertà è il premio di una vecchiaia riuscita».

«Un “prima ” e un “dopo”. Quel che vorrei analizzare è questo slittamento, questo passaggio. Non con gli strumenti della demografia, della sociologia o della biologia, discipline che ci fanno progredire nella conoscenza “oggettiva” dell’invecchiamento, ma attraverso una fenomenologia dei sentimenti, delle sensazioni, delle emozioni, per tentare di circoscrivere ciò che vuole dire invecchiare».

«Ciò che ci interessa non è la vecchiaia, ma la sua nascita, con i suoi segni impercettibili o isolati, e quello sguardo, dapprima stupito, che rivolgiamo a noi stessi e che diventerà il nostro giudice conciliatore».

«Questa corsa contro il tempo è rivelatrice dell’umanità dell’uomo, in ciò che ha di grandioso e di vile. Gli interrogativi sull’invecchiamento sono interrogativi sulla finitudine dell’uomo e sulla sua libertà».

Il racconto autobiografico lucido e partecipe di un uomo, medico e famoso psichiatra, che accetta di confrontarsi con se stesso, con le paure e gli interrogativi di una particolare stagione della vita. Invecchiare non vuole dire necessariamente confinarsi nella rievocazione nostalgica della gioventú: la vecchiaia non è decadimento fisico e mentale, somiglia piuttosto a una metamorfosi, al raggiungimento di un nuovo stato che permette di attraversare luoghi ed esperienze. Un’età in cui l’uomo può ancora sperimentare il potere dei propri mezzi e la misura della propria libertà.

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