Cosa vuol dire….

Ogni giorno, durante la mia attività lavorativa, mi imbatto con le mille problematiche di chi assiste gli anziani a domicilio e con l’estrema confusione di informazioni che hanno o, a volte, non possiedono proprio. Lo scopo di quest’articolo è quello di cercare di fare un po’ di luce rispetto a quelli che sono i servizi dedicati alle persone bisognose di assistenza, cosa questi rappresentano, cosa offrono e come si possono raggiungere. Cercherò di fare luce su alcuni concetti quali quelli legati all’autonomia, all’autosufficienza, alla non autosufficienza, alla residenzialità, ai centri diurni, all’unità valutativa geriatrica, assegno di cura, assegno di accompagnamento, ecc.

  • Autosufficienza e autonomia:

Il termine autosufficiente definisce la persona anziana in grado di far fronte autonomamente a tutte le necessità quotidiane. Nessuno può essere definito autosufficiente in senso assoluto. Dipende dall’ambiente e dalla società. Un anziano può essere autonomo anche quando non “ è sufficiente” se è in grado di compensare i suoi deficit.

L’autonomia definisce maggiormente il rapporto tra individuo e ambiente. E’ la capacità di adattarsi all’ambiente e di poter utilizzare le possibilità da esso offerte. Il livello si modifica nel tempo diminuisce con l’aumentare dell’età e aumenta la richiesta di aiuto.

Due condizioni influiscono sull’autonomia del soggetto anziano: la solitudine  e la situazione economica.

  • Non autosufficienza:

Potrebbe paradossalmente non esistere se, con un sistema di supporto adeguato, si riesce a supplire alle carenze presentate dal soggetto. Il concetto di insufficienza è più utilizzato per definire un deficit di un organo o di un apparato.

Nella valutazione del grado di autonomia, in geriatria, deve essere quindi valutato il deficit, ma soprattutto la quantità e la qualità dell’intervento necessario a ricompensare la funzione ridotta o  persa.

  • La disabilità:

E’ uno dei problemi più importanti del mondo contemporaneo. L’OMS ha messo a punto uno strumento concettuale fondamentale per lo studio della disabilità: l’international classification of desease, disability and handicap (ICDH). Tre sono il livelli: menomazione, handicap e disabilità.

La menomazione è rappresentata da qualsiasi perturbazione fisica o mentale del funzionamento del corpo (ad esempio perdita di un arto) derivante da una malattia, incidente o lesione.

L’Handicap e’ lo svantaggio vissuto a causa della presenza della menomazione, è il riflesso della disabilità sulla vita sociale che compromette il ruolo sociale considerato normale per  quell’individuo.

La disabilità e’ la perdita di capacità funzionali o di attività conseguenti alla menomazione (ad esempio l’impossibilita’ nel camminare). Può essere misurata attraverso strumenti standardizzati che tendono a individuare la funzionalità del soggetto, ovvero la capacità di svolgere un insieme di attività e funzioni per la vita quotidiana. Questo sistema di misurazione è noto, in geriatria, come Valutazione Multidimensionale e si avvale delle scale di valutazione, scale che servono a dare una misura, il più oggettiva possibile, del livello di disabilità.

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