L’assistenza domiciliare integrata – ADI

Che cos’è

L’A.D.I.  si colloca nell’ambito dei servizi di  “Assistenza primaria” , assicurati dal Distretto, relativi alle attività sanitarie e sociosanitarie (d. leg. n° 229/99, art.3 quarter 3 quinquies)

E’ rivolta a soggetti in condizione di non autosufficienza o ridotta autosufficienzatemporanea o protratta derivante da condizioni personali critiche ancorché non patologiche  o specificamente affetti da patologie croniche a medio lungo decorso o da patologie acute trattabili a domicilio che necessitano di assistenza da parte di una équipe multiprofessionale. Si rivolge anche  a pazienti oncologici in fase critica e/o terminale.

Consente di portare al domicilio del paziente, servizi di cura e di riabilitazione:

  • migliorando la qualità della vita dell’utente e della sua famiglia;
  • evitando l’ospedalizzazione impropria o il ricovero in strutture residenziali
  • anticipando le dimissioni tutte le volte che le condizioni sanitarie e socio‑ambientali lo permettano.

Il ricovero ospedaliero deve quindi essere sempre più riservato a condizioni patologiche non curabili a domicilio. Caratteristica peculiare dell’ADI è la complessità assistenziale del paziente trattato che richiede una forte componente di integrazione tra le componenti sanitarie e quelle socio assistenziali. Sono inoltre componenti essenziali per la sua attivazione, la famiglia, il volontariato e le altre risorse di cittadinanza, che, in una corretta logica di integrazione con i servizi sociali possono costituire un supporto alla famiglia o  vicariare quest’ultima quando non sia presente o abbia difficoltà a svolgere i compiti assistenziali.

 A cosa serve

L’assistenza infermieristica  viene offerta a domicilio e il suo fine è di migliorare le condizioni di vita del paziente assicurando nel contempo una continua interazione con l’ambiente familiare. Questo tipo di assistenza si basa sull’approccio cognitivo completo delle necessità non solo sanitarie dell’utente associate a valutazioni dell’ambiente domiciliare, tenendo conto i limiti e opportunità che può offrire l’entourage casalingo.

Principali interventi a domicilio

  • Valutazione tecnico professionale dei bisogni di assistenza della persona in funzione della gestione dell’utente a domicilio.
  • Esecuzione e valutazione degl’interventi domiciliari sia diretti ( assistenza, educazione, relazione), che indiretti ( gestione organizzativa).
  •  interventi terapeutici complessi: terapia infusiva, terapia antalgica, nutrizione, artificiale, terapia iniettiva.
  •  Situazioni assistenziali connessi alla gestione di stomie: urostomie, sondino naso gastrico, P.E.G., tracheostomie, stomie del tratto digerente.
  • Situazioni a rischio di infezioni: presenza di presidi intravascolari (cateteri venosi centrali e periferici), cateteri vescicali a permanenza, lesioni cutanee (ferite chirurgiche, lesioni vascolari e neuropatiche, ustioni, lesioni da decubito).
  • Situazioni di incontinenza (urinaria e/o fecale) e irregolarità dell’alvo.
  • Situazioni di medio e alto rischio per l’insorgenza delle lesioni da decubito.
  • Situazioni di rischio di sindrome da immobilizzazione.
  • Situazioni di carenza di informazione dell’utente e della sua famiglia.
  •  interventi educativi: educazione per la gestione buracratica delle pratiche assistenziali affidate alla famiglia; educazione all’uso di presidi, ausili, e altri dispositivi in dotazione alla famiglia; educazione alla corretta applicazione delle indicazioni terapeutiche e/o farmacologiche affidate alla famiglia.

Come si attiva

Presupposti indispensabili per l’attuazione dell’ADI complessa sono:

  • il riconoscimento di bisogni assistenziali complessi tali da non poter essere soddisfatti dall’intervento della sola figura infermieristica e/o sociale;
  • la disponibilità del medico di medicina generale a coordinare tutti gli interventi assistenziali secondo un programma concordato con il Distretto;
  • la disponibilità del nucleo familiare a collaborare al piano assistenziale proposto.

La richiesta di ADI complessa può essere fatta al Distretto di residenza dalla persona interessata, dai familiari, dal medico di medicina generale o dell’ospedale e dal Servizio Sociale dell’ASL o del Comune di residenza.

Il percorso prevede i seguenti passaggi:

  • il cittadino si rivolge al proprio medico di medicina generale;
  • il medico valuta il bisogno del soggetto e, se ritiene necessario, segnala il caso al Distretto per una valutazione più approfondita;
  • il Distretto attiva l’ADI, dopo una valutazione congiunta tra i medici responsabili, il Servizio Sociale del Comune di residenza, il responsabile del servizio infermieristico e altre eventuali figure secondo le specifiche necessità del caso. N.N. A&V

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