L’anziano e la camera

“Un uomo molto anziano, piccolo,fiero e ben curato, una mattina trasloca in una casa per persone anziane.Dopo parecchie ore di attesa, quando gli viene detto che la sua camera è pronta, sorride gentilmente e ringrazia tutti.Mentre si reca fino all’ascensore con il suo deambulatore  un assistente gli descrive la sua piccola camera, includendo il drappo sospeso alla sua finestra come tenda.

– Mi piace molto – dice con molto entusiasmo l’anziano.

– Ma lei non ha ancora visto la camera, aspetti almeno prima di vederla. –

– Questo non c’entra niente – dice.

– La felicità è qualcosa che scelgo a priori. Che mi piaccia la mia camera o no, non dipende dai mobili o dalle decorazioni, dipende piuttosto dal modo in cui io decido di percepirla. Nella mia testa ho già deciso che la mia camera mi piace. Questo tipo di decisioni le prendo ogni mattina al mio risveglio; posso scegliere di passare la giornata a letto contando le difficoltà che ho con le parti del mio corpo che non funzionano, oppure di alzarmi e ringraziare il Cielo per quelle che funzionano ancora.

Ogni giorno è un regalo e finché vivrò, mi concentrerò su tutte le cose nuove del presente e su tutti i ricordi felici che ho raccolto durante la mia esistenza. Perché la vecchiaia è come un conto in banca: prelevi da ciò che hai accumulato.-“

Riflettendo sul racconto emergono molte sensazioni e considerazioni. Una di queste riguarda la lettura pragmatica della vita sebbene sia arrivata, per il nostro protagonista, alla fase finale. La vecchiaia di per sé non è una malattia e non deve essere considerata come una disabilità, benché questa molte volte sia presente. Il messaggio che vogliamo far passare è che, spesso, si può trarre il bello anche dalle situazioni che possono sembrare brutte e negative. È lo spirito positivo la chiave di lettura ed è il messaggio che vogliamo proporvi.   N.N A&V

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