Un saluto ad una grande donna

Recentemente il mondo, e non solo quello scientifico, ha subito una grave perdita, la Professoressa Rita Levi Montalcini. Di lei sono state scritte e dette migliaia di parole e a noi piace ricordarla in maniera diversa. La vogliamo ricordare come una persona che è riuscita, malgrado le disavventure che hanno costellato la sua lunga vita, ad invecchiare bene, una persona nella quale l’invecchiamento di successo (ricordate l’articolo “Invecchiamento di successo?” ndr) ha avuto il suo massimo significato, dove la palestra della mente ha funzionato egregiamente. Io dico anche che un pizzico di fortuna l’ha avuta. Personalmente ho avuto l’onore e il privilegio di conoscerla durante un congresso. Mi ha affascinato e stupita. Era una donna esile, apparentemente fragile, un corpo invecchiato che custodiva uno scrigno contenente un gioiello prezioso: un cervello incredibile e un’intelligenza superlativa. Di lei mi ricordo la sua mano gracile e algida, la sua andatura instabile e ricurva, ma più di ogni altra cosa mi ricordo i suoi occhi: curiosi e vispi come quelli di un bambino, perennemente puntati sul mondo e sulle sue continue novità. E’ così che la voglio ricordare, attraverso le emozioni e le sensazioni che è riuscita a trasmettermi durante cinque minuti di conversazione ed una stretta di mano. Il mondo ha subito un grave lutto e questo vuol essere il saluto delicato che “Anziani&Vita” le dedica. Ciao Rita, ci mancherai.  N.N.  A&V

Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.          

 Rita Levi Montalcini.

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