Cadute e fratture nell’anziano

È questo il periodo dell’anno in cui gli anziani, a causa della pioggia, freddo e gelo, rischiano maggiormente di scivolare e perdere l’equilibrio. Incidenti che, purtroppo, in molti casi non si esauriscono con un semplice ematoma, ma che a causa della fragilità delle loro ossa, possono facilmente portare a fratture e ulteriori complicanze, spesso fatali . Una caduta su cinque richiede l’intervento del medico e una su 10 causa una frattura. Solo qui in Italia, si stima che le cadute degli anziani siano responsabili dei due terzi di tutte le morti per incidente domestico. L’anziano, a causa di una maggiore fragilità ossea (osteoporosi, osteomalacia, Morbo di Paget, metastasi ossee) è maggiormente a rischio di fratture, specie a livello del femore, che costituiscono un importante problema sanitario nei Paesi industrializzati. Basti pensare che in Europa si verificano 500.000 nuovi casi ogni anno con un onere economico stimato in 4 miliardi di euro per le sole cure ospedaliere e si ritiene che tale incidenza sarà di 750.000 nuovi casi/anno e di 1.000.000 nel 2050. È opportuno non dimenticare che nell’anno successivo all’intervento i costi vengono raddoppiati per le spese della riabilitazione, delle visite specialistiche e per l’invalidità sociale conseguente. Secondo i risultati di uno studio (studio Argento) fatto, gli anziani cadono il 48% delle volte fuori casa. Dentro casa, gli ambienti a maggior rischio sono:

  • la cucina (25%)
  • la camera da letto (22%)
  • le scale interne ed esterne (20%)
  • il bagno (13%).

Messe in atto tutte le precauzioni per rendere la casa più sicura (buona illuminazione, sedie con braccioli e schienali, utilizzo di scarpe antiscivolo, eliminazione di tappeti e inutili ostacoli, niente cera sui pavimenti, maniglie a staffa nella vasca e doccia etc.), eventuali interventi alla cataratta per migliorare la vista, regolazione periodica delle lenti degli occhiali, riduzione e sospensione graduale dei farmaci psicotropi, un’alimentazione con vitamina D nelle persone che ne hanno carenza per ostacolare la demineralizzazione delle ossa, secondo la Cochrane Collaboration, un ente internazionale che si occupa della valutazione indipendente delle ricerche scientifiche, ciò che fa davvero la differenza è solo l’esercizio fisico. Muoversi con costanza e regolarità dona forza, elasticità, coordinazione, equilibrio, resistenza, sicurezza. I ricercatori sono giunti a queste conclusioni dopo avere revisionato ben 159 sperimentazioni cliniche, in pratica tutti gli studi sino ad oggi effettuati, coinvolgendo circa 79.000 persone. Ma attenzione, come rilevato dai colleghi dell’Università di Maastricht, pur essendo il movimento assolutamente imprescindibile, occorre intervenire, per ottenere risultati concreti, contemporaneamente anche su gli altri parametri, poiché le cadute sono spesso il risultato dell’interazione di più situazioni, alcune delle quali, per fortuna, modificabili. Per eseguire gli esercizi più adatti al vostro stato di salute, evitare errori di esecuzione e dosare l’allenamento in funzione della vostra condizione fisica, l’ideale sarebbe frequentare dei corsi collettivi per anziani, in cui istruttori qualificati sono lì appositamente per guidarvi e consigliarvi. Se ciò non è possibile, ecco alcune indicazioni che possono tornarvi utili per “lavorare” in casa. Innanzitutto, lo sforzo non deve mai essere eccessivo, causare affanno, o procurare dolore e irrigidimento muscolare. L’aumento del numero di ripetizioni di ogni singolo esercizio deve perciò essere graduale. Il passaggio da una posizione all’altra non deve mai essere brusco e repentino, specie se da distesi a terra ci si deve alzare in piedi. Cercate di mantenere sempre un portamento corretto della schiena, in modo tale da non comportare danni alla colonna vertebrale, ridurre l’espansione della gabbia toracica e, di conseguenza, l’efficacia degli atti respiratori. Esercitatevi preferibilmente a carico naturale, specie se soffrite di osteoporosi, ovvero sfruttando solo il vostro peso corporeo. Ammessi solo piccoli manubri per tonificare gli arti superiori. Per migliorare una diminuita capacità vitale, è molto utile la ginnastica respiratoria, mentre lo stretching, se eseguito con attenzione e senza mai raggiungere la soglia del dolore, favorisce il recupero della mobilità articolare che con il passare degli anni, a causa della fisiologica degenerazione delle cartilagini, si riduce notevolmente. Qualsiasi attività facciate, per risultare utile, deve essere praticata almeno 2- 3 volte la settimana e per almeno 30 minuti.      M S A&V

“ Sapere invecchiare è il capolavoro della saggezza,è una delle cose più difficili nell’arte difficilissima della vita. “   Henri-Frederic Amiel

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