Freddo:Patologie e rischi correlati negli anziani

”L’effetto killer del freddo per gli anziani è  il doppio di quello del caldo e l’abbassamento delle temperature comporta un aumento del rischio di mortalità del 6-10% per ogni grado inferiore alla temperatura media stagionale oltre a un aumento del 25-30% dei ricoveri, per malattie cardiovascolari, respiratorie e cadute.”.
Sono i dati che provengono da un’analisi fatta dal Prof.  Niccolò Marchionni, Geriatra e già presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (S.I.G.G.).
”Da uno studio inglese che ha monitorato la mortalità tra gli over 65 in un decennio  è emerso che a fronte di un aumento del 3% della mortalità per ogni grado in più rispetto alla temperatura media del periodo estivo, si registra un 6% di mortalità in più, per ogni grado al di sotto della temperatura media invernale.
Da qui l’effetto killer del freddo che è doppio rispetto a quello del caldo”.
In Italia, questa correlazione è stata confermata da una ricerca condotta a Genova.
Il freddo ha tre conseguenze sugli anziani: l’aumento della pressione arteriosa, delle malattie respiratorie e delle cadute. La pressione alta può comportare, in una fetta della popolazione nella quale questo fenomeno è già notevolmente diffuso (ne è colpito circa il 60-70% degli over 75),  eventi cardiaci gravi come infarti, angine e malattie a carico dell’encefalo quali gli ictus.
Crescono anche bronchiti e sindromi influenzali, quindi agli anziani  è raccomandata l’adesione alla campagna vaccinale. Inoltre, d’inverno  si verifica un’epidemia di cadute, soprattutto nelle regioni del Nord Italia  a causa del ghiaccio e del vento. Il freddo è una manifestazione alla quale gli anziani dovrebbero prestare particolare attenzione senza sottovalutarlo e prendendo le debite precauzioni.  L’invito alla prudenza viene dagli esperti del National Institute on Aging (USA) che segnalano la suscettibilità al freddo e il rischio di ipotermia in chi è su con gli anni.

Ma perché gli anziani sono maggiormente a rischio di ipotermia? L’ipotermia nell’uomo è definita come temperatura corporea  inferiore a 35°C (95°F). È un’emergenza medica dovuta a prolungata esposizione a basse temperature ambientali. Sebbene la diagnosi sia generalmente abbastanza agevole dopo l’iniziale valutazione dei segni clinici vitali, tuttavia essa può in alcuni casi sfuggire e la misurazione della temperatura corporea può essere trascurata. Con l’invecchiamento il sistema di termoregolazione si deteriora e si rischia di andare incontro ad un calo della temperatura corporea senza rendersene conto . Quando la temperatura esterna cala, l’organismo non è in grado di aumentare la produzione di calore e di ridurne la dispersione. La temperatura corporea è data dall’equilibrio fra produzione e perdita di calore. Circa il 90% del calore prodotto dal metabolismo, viene perso attraverso la pelle mediante traspirazione, evaporazione, conduzione, convezione e il resto viene eliminato con i polmoni tramite la respirazione. Le ondate di freddo intenso possono provocare problemi alla salute. Oltre all’incremento di sindromi influenzali, le basse temperature possono causare, infatti, anche una ripresa della sintomatologia di malattie croniche, specialmente dell’apparato respiratorio, cardiovascolare e muscolo scheletrico. La produzione di calore può ridursi per diminuzione della massa magra corporea, malnutrizione, immobilizzazione. È modificata anche la sensibilità a percepire la temperatura esterna, la risposta vasocostrittrice periferica e la capacità di rabbrividire nella reazione al freddo. In presenza di alterate condizioni di adattamento, un abbassamento della temperatura ambientale può causare ipotermia. Negli anziani oltre i 75 anni il rischio di morire di ipotermia è 5 volte più alto che sotto i 75 anni. Non soltanto, la presenza di patologie, come il diabete, il Parkinson, l’ipotiroidismo e lo scompenso cardiaco, in aggiunta all’assunzione di diversi farmaci (ansiolitici, antidepressivi, ipnotici) possono peggiorare le cose.

Recenti  analisi hanno dimostrato un aumentato rischio  di mortalità invernale per patologie cardiovascolari in soggetti anziani. Un altro studio ha concluso che le infezioni respiratorie sono in grado di indurre una grossa risposta infiammatoria nell’anziano, specialmente se fragile, con aumento di mortalità invernale. La mortalità invernale degli anziani in 15 differenti stati Europei, e stata recentemente giudicata come fenomeno clinico non marginale e meritevole di una attenzione maggiore da parte delle Autorità Pubbliche e dai Geriatri. A sostegno dei suddetti dati una recente indagine condotta in una RSA del Nord  Italia, (di 90 posti letto) per un periodo di osservazione di 5 anni (2004/2008), ha dimostrato una mortalità complessiva più elevata nei mesi invernali (ottobre-marzo) se comparata alla mortalità complessiva nei mesi estivi (aprile-settembre).

Come si riconosce l’ipotermia? Come già precedentemente affermato, l’anziano non sempre riesce a percepire le variazioni della sua temperatura, quindi i segnali vanno colti da chi gli sta vicino. Sintomi da non sottovalutare sono debolezza, irritabilità, confusione, minore reattività, sonnolenza.

Quali precauzioni? Per prevenire l’ipotermia,  il consiglio è di vestirsi a strati, bere sostanze calde e di controllare la temperatura ambiente che deve essere intorno ai 20 gradi. La lieve ipotermia (temperatura rettale fino a 33°C), si può correggere ponendo il soggetto in un letto caldo o in una vasca da bagno con acqua tiepida. In caso di grave ipotermia, è necessario portarlo in pronto soccorso.

Quali altri rischi possono verificarsi in caso di freddo intenso?

Un’ondata di freddo intenso può provocare:

  • patologie acute da freddo:  geloni, congelamento, ipotermia, lesioni gravi o anche mortali;
  • aggravamento di patologie croniche, specialmente cardiopatie e broncopatie croniche;
  • riacutizzazione della sintomatologia nei soggetti affetti da alcune malattie reumatiche;
  • aumento del rischio di incidenti domestici, anche mortali, causati dal cattivo funzionamento o la scarsa manutenzione di impianti di riscaldamento ed elettrici (es. intossicazioni da monossido di carbonio, folgorazioni);
  • aumento del rischio di incidenti stradali e difficoltà nei trasporti.

 Cosa sono i geloni?

Sono lesioni della pelle che possono regredire,  compaiono se la parte esposta è umida o bagnata o se c’è vento forte. Ne è colpita  soprattutto la pelle delle dita, che si presenta bianca o giallo-grigia e può dare una sensazione di intorpidimento e prurito delle zone interessate, spesso non si avverte dolore, ma nei casi più gravi, le zone colpite possono gonfiarsi, arrossarsi e coprirsi di piccole bolle. E’ opportuno consultare il proprio medico curante.

Cos’e il congelamento?

Nelle forme lievi: la parte colpita non fa male e presenta una colorazione bianco-grigiasta. In questo caso, basta riscaldare la parte anche soltanto massaggiandola e alitandovi sopra.

Nelle forme peggiori, sono colpite le cellule dei tessuti che nei casi più gravi possono andare in contro a necrosi, ovvero a morte. Le zone più colpite sono quelle meno irrorate e più esposte come: mani, piedi, talloni, lobi auricolari, naso, guance, mento. Sono condizioni rare, si possono verificare nei soggetti che trascorrono la notte all’aperto o in alta montagna. Le cause più frequenti del congelamento sono, oltre che le basse temperature, anche la presenza di vento forte e umidità elevata specie se non si indossano indumenti adatti. Episodi gravi di congelamento possono verificarsi anche a seguito di immersioni in acque gelate. I segni iniziali di congelamento sono spesso lievi: cute pallida, fredda, edematosa, successivamente diventa arrossata fino a divenire cianotica e dolente, con comparsa di bolle e se l’esposizione al freddo persiste si ha comparsa di piccole zone di gangrena, fino al congelamento generale che interessa tutto l’organismo. La persona va soccorsa prontamente per evitare conseguenze più gravi dell’assideramento.       N.N A&V

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4 thoughts on “Freddo:Patologie e rischi correlati negli anziani”

  1. Da dicembre 2013 soffro di sindrome influenzale senza febbre,
    Anche questa notte con coperte abbondanti non ho dormito per il freddo.
    Esami del sangue, endocrinilogici ed altro tutti OK.
    Grazie per la vs. assistenza.
    Paolo Gibertini 77

    1. Gent.le Sig. Gibertini, innanzitutto la ringraziamo per l’attenzione che ci riserva. Complimenti anche per la voglia di leggere ed informarsi attraverso internet. Ci spiace dei suoi problemi ma siamo sicuri che il suo medico di famiglia la starà seguendo attentamente. Siamo contenti di poterla aiutare in qualche modo, continui a seguirci e se le possiamo essere d’aiuto ci contatti pure.
      A presto,
      la Redazione di Anziani e Vita

  2. Proprio ieri il mio medico mi ha visitato ma, sfortunatamente non mi può aiutare.
    Vi sarei molto grato se poteste darmi ulteriori informazioni, naturalmente essendovi debitore.
    Grazie e attendo vs. notizie.
    Paolo Gibertini
    3474732446.

    1. Gent.Le Sig. Paolo, ci spiace sapere che continua ad avere problemi di salute. Provi ancora a consultarsi con il suo medico per valutare insieme a lui se può essere utile chiedere la consulenza di qualche specialista, sempre che non l’abbia già fatto. Sicuramente solo chi la segue e la conosce da tempo come il suo curante saprà trovare la soluzione al suo problema.
      Grazie per la sua assidua attenzione al nostro sito e la salutiamo cordialmente.
      La Redazione di Anziani & Vita

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