Il sonno nell’anziano

Il sonno è una componente essenziale della salute che influenza il benessere e la qualità di vita degli individui e come tale deve essere incoraggiato, in accordo agli obiettivi del WHO – World Health Organization, della Salute per tutti entro l’anno 2000. La qualità del sonno è la misura di quanto una persona si sente energica, attiva e pronta per un nuovo giorno ed include numerosi aspetti qualitativi e quantitativi. Difetti della qualità del sonno possono causare disordini dei sentimenti, pensieri e motivazioni. I sintomi fisici e cognitivi di chi ha una scadente qualità del sonno sono stanchezza, perdita di concentrazione e memoria, fatica, scarsa tolleranza al dolore, ansia, nervosismo, pensieri irrazionali, allucinazioni, perdita di appetito, costipazione e maggior predisposizione agli infortuni. E’ anche risaputo che i disturbi del sonno causano tensione, ritardo nella guarigione delle ferite, aumento del dolore e amplificano le difficoltà della vita quotidiana. Anche se le funzioni del sonno non sono ancora state adeguatamente spiegate, il sonno è riconosciuto essere fondamentale al funzionamento dell’organismo ed al mantenimento del benessere. Bahr lo descrive come un evento naturale che ha la funzione fisiologica e psicologica di attivare il processo ristorativo e riparatore del corpo. E’ dimostrato che un aumento dell’attività mentale emotiva e fisica o momenti di stress o di malattia portano ad un aumentata necessità di sonno.

Il sonno è caratterizzato da diverse fasi. Nelle prime 4 fasi NON REM ci addormentiamo in modo graduale, passando dallo stato di veglia o coscienza allo stato di incoscienza. In questo caso, la fase più profonda del riposo è quella del quarto stadio NREM in cui dormiamo veramente e non percepiamo i rumori esterni. Tra le diverse fasi del sonno, la più affascinante resta comunque la fase REM, definita anche “fase dei sogni”. In questa fase importantissima del sonno, il cervello è in grande attività consumando glucosio e ossigeno come se la persona fosse in piena attività intellettuale. Si verifica tuttavia una totale paralisi temporanea dei nostri muscoli e un aumento dei movimenti oculari rapidi. E’ in questa fase che si sogna, e i soggetti che non la vivono profondamente, non riposano bene e tendono a svegliarsi stanchissimi, senza energie. Il sogno è importantissimo per la nostra salute e la nostra vita: è il passaggio che ci consente il completo distacco dalla realtà anche a occhi aperti, e fa riposare in modo speciale mente e organismo. Vivere la fase REM significa quindi far incontrare il nostro conscio e subconscio mentale per ritrovare un nuovo equilibrio psicologico e fisico. I disturbi del sonno si suddividono in dissonnie e parasonnie.

Le dissonnie interferiscono con l’inizio o con la continuazione del sonno e ne provocano quindi un’alterazione della quantità, della qualità o del ritmo. Sono cinque, ovvero l’insonnia, l’ipersonnia, la narcolessia, il disturbo del sonno correlato alla respirazione e il disturbo del ritmo circadiano del sonno.

Le parasonnie sono invece un insieme di fenomeni non desiderati prevalentemente legati ai sogni. Avvengono maggiormente nell’infanzia e nell’adolescenza. Sono sei e comprendono il disturbo da incubi, il terrore nel sonno (Pavor Nocturnus), il sonnambulismo, la sindrome da gambe senza riposo, il bruxismo e l’enuresi notturna.

L’insonnia è un sintomo molto frequente; gli epidemiologi hanno appurato che il 20-40% degli individui lamenta disturbi del sonno; la prevalenza sale al 60% negli anziani. La maggiore prevalenza tra gli anziani non è solo dovuta all’età, ma anche a possibili comorbidità per condizioni mediche associate. L’insonnia rappresenta un problema sociale ed individuale; si identifica in un sonno percepito come insoddisfacente a causa di difficoltà all’addormentamento, numerosi risvegli, sonno frammentato, superficiale, risveglio mattutino precoce con astenia ed irritabilità.

Molti problemi legati all’insonnia, non hanno adeguata considerazione in geriatria, soprattutto in occasione dell’anamnesi, momento in cui sono spesso trascurate le domande in merito; infatti anche il paziente è portato a considerare l’efficienza del sonno notturno come un dato non rilevante ai fini della salute.
E’ invece fondamentale considerare un eventuale disturbo del sonno come un sintomo importante, che richiede la valutazione complessiva del soggetto; si deve ricercare sia la causa possibile sia la rilevanza del disturbo sulle funzioni diurne del paziente. Esistono, a tale proposito, appositi questionari che possono dare un inquadramento del fenomeno.

Come si modifica il ritmo sonno-veglia nell’anziano.
L’anziano presenta spesso delle modificazioni dei livelli di ormoni ed altre molecole nel sangue ed anche alterazioni dei ritmi circadiani proprie dell’età (ad esempio modificazioni “fisiologiche” dei ritmi della pressione arteriosa, della temperatura corporea, della secrezione di ormoni). L’importanza del sistema nervoso centrale nel coordinare questi ritmi è fondamentale.
Il risveglio mattutino è precoce; il risveglio notturno, abituale; il sonno REM è ridotto con tendenza al sonnellino durante il giorno. Si ritiene che le modificazioni anatomico-funzionali delle strutture nervose che regolano le attività ritmiche abbiano un ruolo significativo nel determinare i disturbi del sonno. Contrariamente a quanto comunemente si ritiene, non si assiste nell’anziano ad una complessiva riduzione del tempo di sonno, dal momento che la parziale riduzione del tempo totale di sonno notturno è compensata da sonnellini diurni. Una percentuale ampia di anziani sono comunque a rischio per i disturbi del sonno che possono essere causati da molti fattori come il ritiro o le modificazioni delle attività sociali, la morte del/la partner o di amici stretti, l’aumento dell’uso di farmaci, l’esistenza di malattie concorrenti e le alterazioni dei ritmi circadiani. La classificazione internazionale dei disturbi del sonno non prevede per l’anziano l’esistenza di sindromi specifiche, mentre sono ovviamente maggiori le incidenze dei disturbi di sonno associati a malattie degenerative del SNC (p.e. il morbo di Alzheimer), a malattie cardiovascolari, a problemi respiratori, ad artriti, a sindromi dolorose, a malattie prostatiche nell’uomo e frequenti cistiti nelle donne.

 Le regole del buon dormire

Per ottenere un sonno soddisfacente sia dal punto di vista quantitativo, sia qualitativo, è utile cercare di applicare alcune semplici “regole” di vita, necessarie per ottenere una buona igiene del sonno. Questi semplici accorgimenti nelle nostre abitudini di vita possono correggere importanti disturbi del sonno, quali l’insonnia o il russamento, senza dover ricorrere all’uso di farmaci o di altri presidi terapeutici. Di seguito vi elenchiamo una serie di semplici regole da leggere con attenzione che, se rispettate possono aiutare a migliorare il riposo notturno e renderlo più duraturo:

  1. Limitare il tempo passato a letto a quello effettivamente necessario per dormire
  2. Evitare di usare il letto per guardare la tv, mangiare, lavorare o studiare
  3. Mantenere un orario di sonno più regolare possibile, sia per l’orario di addormentamento che per quello del risveglio
  4. Limitare il sonno del mattino anche se si è dormito poco di notte
  5. Evitare di andare a letto se non si ha sonno: il sonno non può essere “forzato”
  6. Rispettare orari regolari per i pasti
  7. Evitare pasti pesanti la sera; questi rendono difficile la digestione e ritardano l’addormentamento
  8. Evitare l’uso inappropriato e l’abuso di farmaci ipnotici (“sonniferi”)
  9. Evitare il consumo di caffeina, di alcol e di tabacco nelle ore serali
  10. Fare esercizio fisico durante la giornata, evitando, al contrario, le ore serali per attività fisiche intense
  11. Controllare attentamente l’ambiente della camera da letto: rumore, temperatura, umidità e luminosità sono fattori che influiscono molto sul sonno
  12. Limitare i “pisolini” durante il giorno, e non effettuarne in orari troppo avanzati nel pomeriggio poiché questi influiscono negativamente sul sonno della notte
  13. Evitare di addormentarsi la sera dopo cena davanti alla TV

Un ulteriore consiglio: volete dimagrire? Dormite bene!  N.N A&V

 Il sonno è una divinità capricciosa e proprio quando lo si invoca,si fa aspettare. Alexandre Dumas

 

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2 thoughts on “Il sonno nell’anziano”

    1. Grazie a te per le parole che hai scritto, che ci fanno molto piacere e capire che stiamo raggiungendo l’obiettivo che ci siamo posti. Facci sapere a quali argomenti sei interessato e noi vedremo di proporli. Grazie e puoi seguirci anche sulla nostra pagina FaceBook. A presto.

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