La Narcolessia i disturbi del sonno

La narcolessia rientra tra i disturbi del sonno, anche se la sua origine non è ben conosciuta. E’ un disturbo conosciuto già dalla fine dell’800.
Si caratterizza fondamentalmente da due sintomi:

  • Eccessiva sonnolenza diurna e attacchi improvvisi di sonno;
  • Cataplessia ovvero un’improvvisa e temporanea debolezza muscolare.

A livello epidemiologico si evidenzia una percentuale del 20-40% di persone che soffrono di disturbi del sonno, percentuale che sale fino al 60% negli anziani.
Con l’avanzare dell’età, gli anziani, hanno spesso delle modificazioni dei livelli di ormoni, molecole del sangue e alterazioni dei ritmi circadiani. Quest’ultimo aspetto influisce molto sulla qualità del sonno e sulla qualità della vita. I principali disturbi del sonno sono legati a risvegli mattutini precoci, frequenti risvegli notturni e tendenza al sonnellino pomeridiano per cercare di recuperare il sonno perduto. L’alterazione dei normali ritmi sonno veglia è determinata dal coordinamento del sistema nervoso centrale, questo può determinare gli attacchi di narcolessia che non sono considerati una malattia mentale, ma legati, come già detto dai problemi al sistema nervoso. Si ipotizza anche una causa genetica.
La crisi narcolettica si presenta come un improvviso attacco di sonno che può durare 10-20 minuti e presentarsi anche fino a 10 episodi al giorno con un intervallo di 90- 120 minuti tra un attacco e l’altro. Può presentarsi in qualsiasi momento della giornata, ad esempio dopo i pasti, durante lavori noiosi, parlando con qualcuno, ma anche durante la guida, con le intuibili ripercussioni negative sull’incolumità del soggetto. Non è una patologia rara e può colpire circa 4 persone su 10.000 in prevalenza maschi.
Dopo l’attacco il soggetto si sente riposato. Si presenta con un’improvvisa perdita del tono muscolare, può essere associato a reazioni emotive come rabbia o eccessive risate; può essere simile alle crisi epilettiche e determina una paralisi del sonno, ovvero una temporanea incapacità di usare i muscoli. Spesso il soggetto colpito dall’attacco non si rende conto di quello che gli sta succedendo. A volte possono associarsi delle allucinazioni da sogno prima di dormire o durante un attacco.
Come si può diagnosticare?
Ovviamente il primo campanello dall’arme è rappresentato dall’osservazione del soggetto che ne è affetto e, se queste si presentano con una certa frequenza è necessario rivolgersi al proprio medico che, attraverso un’attenta anamnesi evidenzierà se sono presenti:

  • Insonnia e altri disturbi del sonno;anziano che dorme
  • Sindrome delle gambe stanche;
  • Aumenti di peso;
  • Apnee durante il sonno;
  • Alterazioni del funzionamento tiroideo

Esistono poi anche degli esami strumentali che, a discrezione del medico curante, possono essere prescritti e sono rappresentati da:

  • Elettrocardiogramma;
  • Elettroencefalogramma;
  • Monitoraggio della respirazione, specie durante la notte, con particolare attenzione alle apnee;
  • Test genetici per cercare il gene della narcolessia;
  • Polisonnogramma (studio del sonno).

Ci sono alcuni farmaci che possono controllare la sintomatologia ma non curarla. Alcune modifiche nello stile di vita possono aiutare a migliorare il problema:

  • Mangiare frutta e verdura durante il giorno ed evitare pasti pesanti prima di importanti attività;
  • Pianificazione di un breve pisolino (da 10 a 15 minuti) dopo i pasti, se possibile;
  • Pianificazione di un pisolino per il controllo del sonno diurno e ridurre il numero di imprevisti e improvvisi attacchi di sonno;
  • Evitare di mettersi alla guida se non ci si sente particolarmente svegli e attivi.

Purtroppo la narcolessia è considerata una malattia cronica che può durare anche tutta la vita e non esiste una vera e propria prevenzione. Non è certo una malattia mortale ma può essere pericolosa per il soggetto che ne è affetto, specie in alcune condizioni particolari quali ad esempio la guida. N.N. A&V

“Decise di cambiar vita, di approfittare delle ore del mattino. Si levò alle sei, fece la doccia, si rase, si vestì, gustò la colazione, fumò un paio di sigarette, si mise al tavolo di lavoro e si svegliò a mezzogiorno”.
Ennio Flaiano

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