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Sei in terapia con gli anticoagulanti? Ecco cosa mangiare! I cibi consentiti

La coagulazione è un meccanismo di protezione: quando accidentalmente ci procuriamo una ferita il sangue cessa di fuoriuscire grazie ai meccanismi della coagulazione e delle piastrine che formano un “coagulo” anche detto trombo. Succede, in alcune persone, che questo meccanismo non sia così regolato determinando la possibilità di coagulare eccessivamente il sangue esponendo il soggetto al rischio di trombosi, con le intuibili ripercussioni alla salute. I farmaci anticoagulanti sono in grado di ridurre il rischio di formazione di trombi.
La loro azione è basata sull’interferenza con l’attivazione di alcune sostanze (fattori della coagulazione) che servono per la formazione di un coagulo; queste, infatti, Continua a leggere Sei in terapia con gli anticoagulanti? Ecco cosa mangiare! I cibi consentiti

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La terapia con anticoagulanti e la dieta Cosa posso mangiare?

Molti anziani, a causa di patologie cardiache, quali ad esempio la Fibrillazione Atriale F.A, sono a rischio di trombosi ed embolie e, in conseguenza a ciò, devono iniziare ad assumere una terapia anticoagulante.
La FA è l’aritmia sostenuta di più frequente riscontro nella popolazione generale, con dati sia di prevalenza sia di incidenza considerevolmente numerosi. Questi dati sono maggiori negli uomini piuttosto che nelle donne e aumentano molto con l’età: nei grandi anziani circa il 10% della popolazione è affetto da FA.
Le proiezioni epidemiologiche indicano che tali numeri, progressivamente aumentati negli ultimi anni, sono ulteriormente destinati a crescere, con un incremento previsto della FA di 2-3 volte nel 2050, per varie ragioni tra cui l’invecchiamento della popolazione. La presenza di FA si accompagna a un aumento significativo di mortalità di circa 2 volte rispetto alla popolazione senza questa aritmia; tale mortalità è legata alla gravità della patologia sottostante. A parte tale considerazione, se non si accompagna a scompenso cardiaco e la frequenza ventricolare è ben controllata, la FA può comunque essere tollerata bene dai pazienti. E’ però una situazione a rischio di embolizzazione sistemica, con varie gravi conseguenze tra cui particolarmente temibile è l’ictus ischemico. Le complicanze emboliche della FA, come si è detto, possono essere estremamente gravi e anche mortali, comunque spesso invalidanti; va sottolineato che possono manifestarsi anche in pazienti per il resto del tutto asintomatici.
A fronte di tale patologia si rende necessario iniziare un trattamento farmacologico con terapia anticoagulante, il più delle volte assunta per via orale.
Come agiscono gli anticoagulanti?
La loro azione è basata sull’interferenza con l’attivazione di alcune sostanze (fattori della coagulazione), che servono per la formazione di un coagulo, e che per essere attive hanno bisogno della vitamina K.
Gli anticoagulanti orali inibiscono l’azione di questa vitamina rendendo sangue meno coagulabile. La vitamina K (antidoto degli anticoagulanti) è in parte introdotta con il cibo e in parte direttamente prodotta nel nostro intestino dai germi che normalmente vi abitano. In gergo la vitamina K è detta anche vitamina cerotto perché aiuta a coagulare il sangue.
La fase più difficile, quando si assumono gli anticoagulanti, è rappresentata dall’inizio della terapia dove, a fronte di una dose insufficiente di farmaco, aumenta il rischio di emorragie in quanto il sangue è troppo fluido. Viceversa una dose insufficiente di farmaco causa sangue troppo denso aumentando il rischio di trombosi. La giusta dose si è dimostrata assolutamente efficace nella prevenzione non solo del rischio, ma anche della malattia trombotica stessa.
Diventa di fondamentale importanza, nei soggetti che sono in terapia con tali farmaci, adottare uno stile alimentare corretto, ed è basilare una buona educazione terapeutica.
L’educazione terapeutica è un processo che, transitando attraverso i vissuti della persona, prevede un insieme di attività organizzate di sensibilizzazione, di informazione, di apprendimento, di aiuto psicologico e sociale in relazione alla malattia, ai trattamenti, alla prevenzione delle complicanze, agli stati d’animo.
Lo scopo dell’educazione terapeutica del paziente in terapia con anticoagulanti è quello di fornirgli conoscenze appropriate sulla malattia, sulla terapia da adottare e sulla corretta alimentazione, istruendolo su come preservare il proprio stato di salute ed insegnandoli a prevenire eventuali malattie intercorrenti o complicanze.
Bisogna raccomandare al paziente di non modificare drasticamente le proprie abitudini alimentari, anzi deve assumere della vitamina K con la dieta senza superare un apporto giornaliero di 200-300. E’ importante per il paziente essere informato sul contenuto in vitamina K negli alimenti e nei prodotti alternativi o erboristici e mantenere un’assunzione costante di cibi e prodotti alimentari. Il soggetto, conoscendo l’apporto vitaminico, può eventualmente assumere meno verdure se il valore dell’INR (che è il dosaggio relativo al fattore della coagulazione) è tendenzialmente basso, mentre può assumerne di più quando è tendenzialmente alto rispetto al range terapeutico.
Nella tabella sottostante sono rappresentati tutti gli alimenti che contengono Vit. K e i relativi microgrammi presenti .
Gli anticoagulanti orali subiscono molte interazioni con altre sostanze che ne modificano la disponibilità, variandone, quindi, l’azione sia nel senso di un’inibizione che di un potenziamento ed una di queste sostanze, che poi è anche il suo antidoto, è proprio la vitamina K che può essere contenuta in molti alimenti, specie nelle verdure.

tabella

Non solo gli alimenti interagiscono con gli anticoagulanti, alcuni studi dimostrano che il numero delle interazioni tra anticoagulanti orali e farmaci o erbe.
Anche gli alcolici causano una diminuzione dell’effetto degli anticoagulanti orali. È consigliato non
superare 1 bicchiere a pasto.

Tra le erbe segnaliamo:
Ginkgo biloba (ginkgo) : aumento del rischio di emorragie
uso: trattamento alzheimer, miglioramento circolazione periferica
Fieno greco: incremento dell’inr
uso: ipoglicemizzante e ipocolesterolemizzante
Salvia milthiorriza (danshen): aumento dell’inr
uso trattamento patologie cardiovascolari e cerebrovascolari;
Ippocastano: potenziali effetti interazione
uso: trattamento insufficienza venosa cronica;
Partenio:aumento proprietà anticoagulante
uso: patologie infiammatorie, psoriasi, , mal di denti, mal di stomaco, punture insetto;
Allium sativum (aglio): aumento dell’effetto antiacoagulante
uso: iperlipidemia e ipertensione;
Coenzima q10: riduce effetto anticoagulante
uso: insuff. cardiaca congestizia e patologie cardiovascolari
Ginseng: riduzione dell’inr
uso: integratore energetico e stimolatore del sistema immunitario;
Hypericum perforatum (iperico): riduzione dell’effetto anticoagulante
Uso: trattamento della depressione;
Angelica sinesis: aumento INR
uso: sintomi della menopausa.
Tra i farmaci più noti che agiscono con scarsa significatività, ricordiamo l’aspirina, il paracetamolo, i farmaci che agiscono sui livelli di colesterolo. Mentre altri farmaci, alcuni antibiotici, alcuni FANS e alcuni ansiolitici possono interferire modificando il valore dell’INR. Importante sempre rivolgersi al proprio medico di fiducia, anche se si decide di assumere i cosiddetti farmaci di automedicazione.

Diventa quindi importante per il soggetto o il suo care giver comprendere l’importanza di questa terapia salvavita in modo da non sottovalutare sia l’assunzione dei farmaci sia la corretta alimentazione. N.N. A&V.

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Arriva il caldo! Alcuni consigli su come "sopravvivere"! ( seconda parte )

Durante il periodo estivo si possono adottare varie precauzioni per affrontare nel miglior modo possibile eventuali ondate di calore. Questi accorgimenti riguardano l’ambiente in cui si vive, le abitudini di vita e la cura della persona.
In presenza di temperature elevate, lo stato di benessere delle persone è legato alla temperatura e all’umidità dell’ambiente circostante. In generale, si può affermare che il clima è ben tollerato fino a una temperatura ambientale pari a 26°C, e un tasso di umidità pari all’80%. Per misurare la temperatura delle varie stanze dell’abitazione si possono installare nelle camere termometri e misuratori di umidità (igrometri).
Se nell’abitazione è presente un climatizzatore si consiglia di regolare la temperatura a valori compresi tra 24 e 26°C. Il ventilatore non deve essere acceso quando le temperature sono costantemente superiori a 32°C, poiché può favorire una pericolosa perdita di liquidi attraverso la sudorazione. La casa deve essere areata durante le ore notturne, mentre durante il giorno bisogna evitare l’ingresso dei raggi solari chiudendo le imposte esterne e le tende.
Il movimento è sempre raccomandabile. Anche quando la persona non può uscire di casa in modo autonomo, frequentare altre persone e visitare luoghi ricchi di verde, è comunque una buona abitudine.
Per una persona a rischio, è tuttavia opportuno evitare di uscire nelle ore più calde della giornata (solitamente dalle 11 alle 18). Anche l’abbigliamento è importante, si devono indossare abiti leggeri di cotone o lino. Sono inoltre da preferire i colori chiari, perché attirano meno i raggi solari.
Quali interventi in caso di ondata di calore?
In caso di caldo insopportabile, tutte le raccomandazioni sin qui riportate diventano obblighi assoluti da seguire.
Inoltre è necessario:
• aumentare il controllo della temperatura degli ambienti in cui soggiorna la persona assistita
• assicurarsi che la persona consumi una quantità di liquidi opportuna (non meno di 2 litri di acqua al giorno a meno di indicazioni diverse del medico di famiglia), e fare in modo che beva acqua o spremute di frutta anche nel caso non li richieda esplicitamente
• sospendere qualsiasi tipo di attività fisica nelle ore più calde della giornata (dalle 11 alle 18)
• fare spugnature o spruzzare con acqua fresca la persona, in modo da mantenere un’adeguata temperatura corporea
• misurare regolarmente la temperatura corporea all’anziano, perché se aumenta è necessario interpellare il medico
• stare attenti alla comparsa di sintomi come confusione mentale e agitazione, che possono indicare sofferenza dovuta alle elevate temperature
• quando possibile, portare la persona in luoghi climatizzati, per almeno 4 ore al giorno e comunque farla soggiornare nei luoghi meno caldi della casa.
Alcuni consigli sull’alimentazione:
• Fare pasti leggeri e frequenti, mangiare variato e masticare gli alimenti con cura per migliorare la digestione.
• Consumare almeno tre pasti nella giornata, quindi non saltare mai la prima colazione.
• Una dieta ricca di calcio (latte preferibilmente scremato e porzioni piccole di formaggio non più di due volte per settimana) e l’esercizio fisico aiutano il nostro scheletro a mantenersi in forma.
• Prendere per cena solo una tazza di latte o una minestrina non basta, perché non assicurano un adeguato apporto di energia e nutrienti.
• Mangiare tutti i giorni cereali (pane, pasta, riso, cracker, polenta), in porzioni ragionevoli; contenere la quantità di zucchero da tavola (due cucchiaini al dì) e limitare le bevande zuccherine, fredde e gassate a 2-3 volte per settimana.
• Mangiare tutti i giorni almeno tre porzioni di verdura (fresca o surgelata, cruda o cotta) anche sotto forma di minestroni, ed almeno un frutto di stagione maturo.
• Inserire due volte per settimana il pesce come secondo piatto.
• Inserire almeno due volte per settimana piatti a base di soli legumi (ad esempio insalata di fagioli o lenticchie in umido).
• Scegliete frutta ben matura e, solo se vi sono problemi di denti, facile da schiacciare come banane, pesche, pere, fragole oppure preparare frullati con la frutta più dura o spremute con gli agrumi.
• Ogni tanto va bene anche la frutta cotta.
• La frutta secca tradizionale come: noci (3-6), o mandorle (5-10), o nocciole (15), o pistacchi, si può consumare un paio di volte a settimana; insieme al pane costituisce una buona merenda o colazione.
• Cucinare le uova in modo semplice, sode o alla coque, strapazzate con salsa di pomodoro e ogni tanto in frittata con verdure.
• Cucinare senza eccedere con i grassi da condimento o le salse e salare le pietanze con moderazione.
• Come grasso da condimento privilegiare l’olio extra vergine di oliva.
• Bere acqua frequentemente, nel corso della giornata, anche se non si avverte lo stimolo della sete; limitarsi alle bevande alcoliche a bassa gradazione (vino e birra), in quantità moderata (max 3 bicchieri al giorno per gli uomini e 2 per le donne) e durante i pasti. Chi non beve alcolici non
cominci a farlo ora.
• Consumare dolci con parsimonia e non fare integrazioni di vitamine e sali minerali “fai da te”, ma solo se il medico lo giudica necessario e alle dosi consigliate.
Quando incombono caldo e afa, un importante alleato per combatterli deve essere l’alimentazione. Dobbiamo bere di più, mangiare di meno e più spesso, preferire frutta e verdura. Con il gran caldo il corpo si difende sudando e in questo modo perde liquidi e minerali. Per reintegrare i sali minerali, che si perdono in abbondanza attraverso la sudorazione, e per evitare disidratazione è necessario mangiare molta frutta e verdura, magari sotto forma di centrifugati e frullati. Pasti abbondanti o pesanti non sono in ogni caso consigliati. Per compensare la perdita di sodio è opportuno mangiare carne o pesce e formaggio. Con le affaticare l’apparato digerente e prevenire le congestioni, non rare in questo periodo. Così il pesce è meglio della carne, il formaggio fresco è da preferire a quello stagionato. Anche gli amanti della pasta devono tenersi a freno: solo una volta al giorno e in modica quantità. Gli anziani, per un problema di ormoni che di frutta, frullati. Vanno bene anche i sorbetti e i gelati alla frutta. Non quelli alla crema: dopo una sensazione iniziale di fresco, come tutti i dolci pesanti e ricchi di burro, provocano più sete. Ottimo il consiglio dei dieci bicchieri al giorno di acqua, “dose” ideale secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Bene anche il the, soprattutto se tiepido e deteinato, oppure le tisane e gli infusi; da evitare, invece, bevande gasate e anche troppo caffè: sono diuretici e causano una perdita di liquidi invece di rimpiazzarli. È sconsigliato l’alcol, che è un vasodilatatore e aumenta la frequenza cardiaca con tutti i rischi che ne derivano. In ogni caso, le bevande non devono mai essere ghiacciate, perché il rischio di congestione è dietro l’angolo. Se si osservano i consigli suggeriti, il nostro corpo non dovrebbe uscire troppo provato dal gran caldo e dalla fastidiosissima umidità.
Buona estate a tutti!!!  N.N. A&V

Amo l’estate, sentire sulla pelle i raggi del sole e respirare lunghe giornate.
Amo l’estate per la sua luce, il suo colore, e il profumo di emozioni pronte per essere vissute.
Stephen Littleword, 

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