Tag: Autonomia

Le competenze dell’OSS a domicilio Un ruolo importante

Come già precedentemente affrontato in altri articoli, l’assistenza domiciliare rappresenta un servizio importante che viene erogato direttamente a casa del paziente. Tra i servizi offerti, modulati sulla base delle condizioni dell’utente, vi è quello assistenziale, il cui impegno può variare in base al livello di autonomia del paziente.
L’Operatore Socio Sanitario riveste un ruolo importante e in prima persona in questo tipo di assistenza. Come dicevamo il suo impegno corrisponde al livello di autonomia del soggetto assistito:

  • Nel primo livello (livello base) le competenze dell’OSS sono orientate ad anziani che conservano ancora alcune autonomie e sono parzialmente autosufficienti. Vengono anche assistite utenti a rischio emarginazione sociale, in condizioni di solitudine necessitanti di cure personali o di sostegno psicologico;
  • Nel secondo livello le prestazioni erogate sono rivolte a persone in condizioni di non autosufficienza, con l’obiettivo di garantire il più a lungo possibile la loro permanenza a domicilio. Vengono offerti servizi sia di tipo assistenziale, sia di tipo medico, infermieristico e riabilitativo.
  • Il terzo livello è quello più complesso e solitamente viene erogato dal Servizio di Assistenza Domiciliare dell’ASL di residenza.

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Le cure igieniche nell’anziano Interazione tra ambiente e salute umana

L’igiene  è il ramo della medicina che tratta le interazioni tra l’ambiente e la salute umana. Elabora criteri, esigenze e misure riguardanti lo stato ambientale e il comportamento individuale e collettivo. Scopi: prevenzione primaria onde evitare e combattere malattie e promozione del benessere e dell’efficienza umana.

Negli stati moderni, le misure igieniche che aumentarono notevolmente la durata media della vita umana furono l’organizzazione e l’emanazione di leggi su:

  • rifornimento di acqua potabile,
  • canalizzazione,
  • smaltimento dei rifiuti,
  • attività di costruzione di abitati e di strade asfaltate,
  • valori limite per l’inquinamento atmosferico e l’inquinamento acustico,
  • allevamento di bestiame e tenuta di animali domestici (zoonosi),
  • commercio di alimentari,
  • norme di lavoro,
  • vaccinazioni,
  • ecc.

Riguardo l’ambito lavorativo l’igiene consiste nella difesa da possibili germi patogeni, attuabile con misure di disinfezione, sterilizzazione e smaltimento di rifiuti speciali per evitare infezioni. L’igiene clinica è prevalentemente orientata verso la difesa dai germi patogeni riscontrabili negli ospedali. I relativi batteri sono spesso stirpi resistenti a quasi tutti gli antibiotici. Questo a causa del loro continuo uso negli ospedali e dell’abuso che ne fa la popolazione.

COME AFFRONTARE I PROBLEMI DELL’IGIENE PERSONALEConsigli-acqua_Igiene

Rispettare il bisogno di privacy e la dignità del assistito  Rimanere presenti mentre l’assistito si lava, sia per semplice sorveglianza che per dargli aiuto, può essere fonte di stress e di imbarazzo. La maggior parte delle persone si sono lavate da sole fin dall’infanzia e per tutta la vita e troveranno quindi difficile accettare la nostra presenza durante tale operazione. Il livello di imbarazzo dipende dal tipo di rapporto, dal sesso e dall’entità dell’aiuto richiesto. L’assistito proverà forse minor imbarazzo in un contesto di tipo ospedaliero, per cui sarà possibile alleviare parte del suo disagio facendolo aiutare da un’infermiera. Oppure, se l’assistito frequenta un centro diurno, possiamo fare in modo che il personale si incarichi di farlo lavare.
Se l’assistito è ancora in grado di fare il bagno o la doccia da solo, è un’utile precauzione quella di togliere la chiave del bagno; altrimenti potrebbe chiudersi dentro e poi non ricordare più come aprire o non riuscirvi, il che lo metterebbe in una condizione di panico. Inoltre, se dovesse avere un malore mentre è nella vasca, addormentarsi o semplicemente dimenticarsi di uscire, sarebbe difficile soccorrerlo. Per rispettare la sua privacy, si potrebbe far mettere un segnale sulla porta che indichi quando il bagno è occupato.

Per quanto riguarda il rispetto della dignità è assolutamente importante non far mai pesare la condizione di non autosufficienza. Affermazioni quali: “sei di nuovo sporco”, “ti ho appena cambiato e pulito”, “se devi fare pipì, fattela addosso tanto hai il pannolone”, “che schifo”, “non sei capace a fare nulla”, possono scatenare situazioni depressive ed essere fonte di profonde umiliazioni. Ricordiamoci sempre che dietro a quello che ci sembra solo un “anziano incapace” esiste una persona con una dignità ed un bagaglio di esperienze e di cultura, che vanno assolutamente rispettate. Evitiamo di rivolgerci a loro chiamandoli “nonno” a meno che non siano loro a dircelo, alcuni anziani non sono mai nemmeno diventati genitori o non hanno mai avuto dei nipoti.

Garantire l’assistenza necessaria senza privare il assistito dell’indipendenza

L’assistenza varia in funzione del livello di comprensione e delle capacità residue. Per esempio, possiamo lasciare che la persona si lavi da sola, facendoci avanti solo quando è necessario, oppure possiamo spiegarle o farle vedere passo passo che cosa deve fare. Se possibile, è bene lasciare che cominci e finisca le operazioni da sola, subentrando o dando aiuto solo quando è necessario. Se è ancora in grado di capire immagini o scritte, possiamo aiutarci con annotazioni o disegni che servano da promemoria. Un’altra possibilità è quella di fare tutti i preparativi e lasciare poi che l’assistito si lavi da solo (ad es. preparare gli indumenti puliti, riempire d’acqua la vasca, preriscaldare  la stanza, mettere in mostra asciugamano, shampoo e sapone, ecc.).

Adottare accorgimenti che diano sicurezza

Alcuni assistiti possono avere paura di fare il bagno e preferiscono non essere lasciati soli. La paura è di solito associata alla temperatura e alla profondità dell’acqua o al pericolo di cadere. Poiché gli anziani sono più sensibili alle temperature estreme, può darsi che il nostro assistito trovi l’acqua troppo calda e la stanza troppo fredda; bisogna perciò tenerlo presente quando si prepara la vasca e la stanza. La preoccupazione di cadere può essere meno forte se teniamo il livello dell’acqua più basso e mettiamo un tappetino antiscivolo nella vasca e fuori dalla vasca sul pavimento. L’uso di un bagno-schiuma o di un tappetino colorato può rendere più facile giudicare la profondità dell’acqua, ma attenzione che il colore del tappetino non sia troppo scuro, altrimenti potrebbe dare l’idea di un buco. A volte è sufficiente aiutare il assistito ad entrare e uscire dalla vasca, lasciando poi che faccia il bagno da solo.

Rispettare le abitudini dell’ assistitomantenere-igiene

La doccia può essere una buona alternativa se il assistito si rifiuta di fare il bagno. Può darsi infatti che nel corso degli anni egli abbia seguito un certo tipo di routine (ad es. fare la doccia durante la settimana e il bagno soltanto il sabato). È probabile che non ci sia motivo di imporre una diversa routine. Per alcuni assistiti è più facile fare il bagno che la doccia, per altri è il contrario. Alcuni trovano difficile entrare e uscire dalla vasca, per altri la doccia è motivo di ansia. Se comunque fare il bagno o la doccia comporta troppi problemi, è necessario limitarsi a una pulizia “asciutta”. Se sono abituati ad usare la spugna ricordiamoci che sarebbe opportuno che fossero almeno due, una per le parti intime e una per il resto del corpo, evitando di usarne solo una per tutto. Una volta utilizzata la spugna andrebbe sciacquata, disinfettata magari con un po’ di amuchina e riporla poi in un luogo asciutto. Lo stesso principio vale per la saponetta, meglio preferire il sapone liquido, ma non tutti vogliono usarlo perché troppo costoso. Anche la saponetta va poi riposta in un contenitore asciutto dopo averla sciacquata e asciugata. Se sono abituati ad usare il “borotalco”, ricordiamoci che può macerare, meglio usare il bicarbonato.

Fare in modo che il bagno diventi una cosa piacevole

È importante che si cerchi di rendere l’operazione del lavarsi il più gradevole possibile. Questo non può succedere se la stanza è fredda e poco confortevole, o se l’assistito si sente forzato, imbarazzato, trattato come un bambino, impaurito o sgridato. Anche se è importante assicurarsi che si lavi bene e regolarmente, fare il bagno non deve diventare un tormento. Come chiunque altro, gli assistiti apprezzano un buon profumo, il talco, il bagnoschiuma, la musica, ecc.

Creare in bagno un ambiente sicuro

È bene fissare delle maniglie per tenersi in vari punti del bagno, in modo che l’assistito possa spostarsi facilmente ed entrare e uscire dalla vasca. Può essere utile avere nella vasca un sedile e un dispositivo per la doccia, in modo che egli possa sedersi e fare la doccia. Si può anche mettere una sedia nella doccia, se per l’assistito è difficile rimanere in piedi, oppure è insicuro e rischia di scivolare. Per evitare questo pericolo, bisogna assicurarsi che tutti i tappeti del bagno siano ben fissati. È buona norma togliere dal bagno tutti gli oggetti non necessari, che possono contribuire alla confusione o essere usati impropriamente. Gli articoli di cui il assistito ha bisogno o che desidera usare si metteranno in bella mostra, oppure gli verranno consegnati al momento opportuno. Attenzione alle stanze da bagno in cui ci sono i boiler a gas, aprire l’acqua calda e tenere chiusa la finestra, può essere fonte di intossicazione da monossido di carbonio in quanto la fiamma del gas brucia tutto l’ossigeno nella stanza e l’assistito può perdere i sensi e respirare solo anidride carbonica. È sufficiente lasciare uno spiraglio della finestra aperta in modo da garantire il ricircolo dell’aria.

L’ IGIENE IN ALCUNE CONDIZIONIigiene_personale_grande


Persona autosufficiente:
chi è in grado di svolgere in modo autonomo le proprie attività deve essere sempre sollecitato a farlo, anche se per particolari condizioni ( intervento, malattia) è lento.
Persona parzialmente autosufficiente: chi per particolari motivi non può alzarsi dal letto, o non può usare un arto (ingessatura), ma è in grado di eseguire in gran parte da solo la pulizia personale, riceve aiuto, va controllato o va sostituito.
Persona non autosufficiente, senza deficit cognitivi: dovrà essere lavata, si rispetteranno le sue abitudini e le sue richieste.
Persona non autosufficiente con deficit cognitivi: bisognerà capire dal suo comportamento cosa gradisce e cosa no. Attenzione all’aggressività che le cure igieniche possono scatenare. Se è possibile chiedere ai parenti cosa gradiva .
Persona con deficit sensitivi: in modo particolare con lesioni che impediscono di riconoscere il caldo ed il freddo (pericolo di ustioni) ed il dolore. Attenzione a non provocare ustioni o lesioni, controllare la temperatura dell’acqua prima di immergere il corpo o parti di esso.
Persona con disturbi della personalità: attenzione alle reazioni che le cure igieniche possono sviluppare (aggressività, chiusura, rifiuto).
Persone affette da diabete: neuropatia, vasculopatia specie del piede con possibilità di lesioni e difficoltà nella guarigione.
Asciugare accuratamente i piedi, specie tra le dita.
Applicare creme idratanti per mantenere la cute morbida ed evitare fissurazioni o screpolature.
Persone anziane: rispettare le abitudini, favorire l’autonomia o recuperare le capacità residue.

 

IGIENE E DEMENZA


I malati di demenza hanno bisogno di assistenza crescente nelle operazioni di igiene personale
. Man mano che la malattia progredisce, possono avere difficoltà a maneggiare strumenti come un pettine o uno spazzolino da denti. Possono anche dimenticare il significato di questi oggetti, ma anche dimenticare che bisogna fare una determinata cosa, avere l’impressione di averla già fatta, oppure perdere interesse per la cura di sé. Tuttavia, il fatto che abbiano bisogno di maggiore aiuto non significa necessariamente che siano disposti ad accettarlo. Talvolta mettono in atto una vera e propria lotta. Può darsi che male sopportino di dipendere da un’altra persona, o che abbiano la sensazione che questa invada la loro privacy. Inoltre, è possibile che non sentano l’importanza di lavarsi regolarmente o di badare al proprio aspetto. Chi assiste il malato, ha l’obbligo di fornire il giusto grado di assistenza alle sue crescenti necessità, rispettando tuttavia il bisogno di privacy e di indipendenza.    N.N A&V

“Una mano lava l’altra tutte e due lavano il viso” . Proverbio

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Autonomia o autosufficienza?

L’invecchiamento è un fenomeno progressivo, irreversibile e sostanzialmente legati a fattori intrinseci a differenza delle malattie che sono un fatto occasionale, trattabile o quantomeno modificabile.
Nell’uomo la definizione dell’invecchiamento è anche complicata da importanti differenze individuali sulle modalità d’invecchiare che rendono l’età anagrafica grossolanamente indicativa dell’età biologica e giustificano l’estrema variabilità che si osserva tra i soggetti anziani. Sono le differenze visibili che fan si che un soggetto possa più o meno dimostrare l’età che ha (colore dei capelli, trofismo della cute, dentatura, forza fisica e muscolare). Al concetto di vecchiaia spesso si associano quelli di autonomia e di autosufficienza.
 
Quali sono le differenze tra questi due termini apparentemente sinonimi?
Il termine autosufficiente definisce la persona anziana in grado di far fronte autonomamente a tutte le necessità quotidiane. Nessuno può essere definito autosufficiente in senso assoluto, molto dipende dall’ambiente e dalla società.
Un anziano può essere autonomo anche quando non “è sufficiente” se è in grado di compensare i suoi deficit.
L’autonomia definisce maggiormente il rapporto tra individuo e ambiente. E’ la capacità di adattarsi all’ambiente e di poter utilizzare le possibilità da esso offerte. Il livello si modifica nel tempo, diminuisce con l’aumentare dell’età e aumenta la richiesta di aiuto.
Vi sono due condizioni che influiscono, a volte anche in maniera pesante, sull’autonomia del soggetto anziano:

  • la solitudine
  • la situazione economica

La prima può provocare un senso di apatia e di depressione che porta il soggetto a lasciarsi andare e non riuscire ad attivare le risorse a lui necessarie; la seconda è causa di impoverimento che spesso sfocia in cattive condizioni igieniche e nutrizionali con importanti ripercussioni sullo stato di salute e di autonomia.
Ne consegue che la non autosufficienza potrebbe paradossalmente non esistere se, con un sistema di supporto adeguato, si riesce a supplire alle carenze presentate dal soggetto.
Vi è poi ancora il concetto di insufficienza. Quest’ultimo termine è più utilizzato per definire un deficit di un organo o di un apparato, è un concetto più legato alle malattie.
Importante ricordare che nella valutazione del grado di autonomia, in geriatria, deve essere quindi valutato il deficit, ma soprattutto la quantità e la qualità dell’intervento necessario a ricompensare la funzione ridotta o  persa.  N.N A&V

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L’assistenza domiciliare

Nella persona anziana, più ancora che nei giovani, è molto radicata la necessità  di “poter” scegliere il proprio luogo di cura. La propria abitazione, luogo nel quale ha trascorso probabilmente gran parte della propria vita, circondato dai famigliari rappresenta la scelta migliore e, solo in alcuni casi, la struttura, intendendo con questo termine la casa di riposo, diventa una scelta obbligata. Quante volte ci rendiamo conto che il luogo in cui ci sentiamo più protetti e sicuri è costituito dal nostro “focolare domestico”, eppure spesso ad un certo punto della nostra esistenza  questo  sembra diventare il luogo meno adatto. Spesso i figli,i  nipoti o, in alcuni casi il personale sanitario e sociale si soffermano a valutare quanto una casa sia strutturalmente o organizzativamente più o meno adatta ad una persona non più giovane. Tutte le figure che intervengono in questa valutazione si sentono in dovere di emanare milioni di consigli sulla necessità di trovare un “luogo” più idoneo alle attuali “esigenze” della persona anziana che magari, in questo periodo della sua vita, non è più autosufficiente come un tempo. Continua a leggere “L’assistenza domiciliare”

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Cosa vuol dire….

Ogni giorno, durante la mia attività lavorativa, mi imbatto con le mille problematiche di chi assiste gli anziani a domicilio e con l’estrema confusione di informazioni che hanno o, a volte, non possiedono proprio. Lo scopo di quest’articolo è quello di cercare di fare un po’ di luce rispetto a quelli che sono i servizi dedicati alle persone bisognose di assistenza, cosa questi rappresentano, cosa offrono e come si possono raggiungere. Cercherò di fare luce su alcuni concetti quali quelli legati all’autonomia, all’autosufficienza, alla non autosufficienza, alla residenzialità, ai centri diurni, all’unità valutativa geriatrica, assegno di cura, assegno di accompagnamento, ecc.

  • Autosufficienza e autonomia:

Il termine autosufficiente definisce la persona anziana in grado di far fronte autonomamente a tutte le necessità quotidiane. Nessuno può essere definito autosufficiente in senso assoluto. Dipende dall’ambiente e dalla società. Un anziano può essere autonomo anche quando non “ è sufficiente” se è in grado di compensare i suoi deficit. Continua a leggere “Cosa vuol dire….”

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