Tag: Farmaci

La Narcolessia i disturbi del sonno

La narcolessia rientra tra i disturbi del sonno, anche se la sua origine non è ben conosciuta. E’ un disturbo conosciuto già dalla fine dell’800.
Si caratterizza fondamentalmente da due sintomi:

  • Eccessiva sonnolenza diurna e attacchi improvvisi di sonno;
  • Cataplessia ovvero un’improvvisa e temporanea debolezza muscolare.

A livello epidemiologico si evidenzia una percentuale del 20-40% di persone che soffrono di disturbi del sonno, percentuale che sale fino al 60% negli anziani.
Con l’avanzare dell’età, gli anziani, hanno spesso delle modificazioni dei livelli di ormoni, molecole del sangue e alterazioni dei ritmi circadiani. Quest’ultimo aspetto influisce molto sulla qualità del sonno e sulla qualità della vita. I principali disturbi del sonno sono legati a risvegli mattutini precoci, frequenti risvegli notturni e tendenza al sonnellino pomeridiano per cercare di recuperare il sonno perduto. Continua a leggere La Narcolessia i disturbi del sonno

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Farmaco “generico” o “di marca”? Le nuove regole Il generico funziona?

Sarà capitato a tanti, ultimamente, di andare in farmacia, per ritirare un medicinale prescritto dal medico e vedere che il farmacista ci consegna un farmaco cosiddetto “generico”. Ovviamente si crea confusione e qualche diffidenza. Ma questo perché? Che cosa è cambiato?
Tutti abbiamo sentito parlare della manovra cosiddetta di Spendig Rewiew, ovvero di Revisione della Spesa, recentemente proposta dal Governo ed approvata dal Parlamento, al suo interno vi è contenuto un comma che riguarda nuove modalità di compilazione della prescrizione di farmaci, sulla ricetta rossa del Servizio Sanitario Nazionale Continua a leggere Farmaco “generico” o “di marca”? Le nuove regole Il generico funziona?

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La terapia con anticoagulanti e la dieta Cosa posso mangiare?

Molti anziani, a causa di patologie cardiache, quali ad esempio la Fibrillazione Atriale F.A, sono a rischio di trombosi ed embolie e, in conseguenza a ciò, devono iniziare ad assumere una terapia anticoagulante.
La FA è l’aritmia sostenuta di più frequente riscontro nella popolazione generale, con dati sia di prevalenza sia di incidenza considerevolmente numerosi. Questi dati sono maggiori negli uomini piuttosto che nelle donne e aumentano molto con l’età: nei grandi anziani circa il 10% della popolazione è affetto da FA.
Le proiezioni epidemiologiche indicano che tali numeri, progressivamente aumentati negli ultimi anni, sono ulteriormente destinati a crescere, con un incremento previsto della FA di 2-3 volte nel 2050, per varie ragioni tra cui l’invecchiamento della popolazione. La presenza di FA si accompagna a un aumento significativo di mortalità di circa 2 volte rispetto alla popolazione senza questa aritmia; tale mortalità è legata alla gravità della patologia sottostante. A parte tale considerazione, se non si accompagna a scompenso cardiaco e la frequenza ventricolare è ben controllata, la FA può comunque essere tollerata bene dai pazienti. E’ però una situazione a rischio di embolizzazione sistemica, con varie gravi conseguenze tra cui particolarmente temibile è l’ictus ischemico. Le complicanze emboliche della FA, come si è detto, possono essere estremamente gravi e anche mortali, comunque spesso invalidanti; va sottolineato che possono manifestarsi anche in pazienti per il resto del tutto asintomatici.
A fronte di tale patologia si rende necessario iniziare un trattamento farmacologico con terapia anticoagulante, il più delle volte assunta per via orale.
Come agiscono gli anticoagulanti?
La loro azione è basata sull’interferenza con l’attivazione di alcune sostanze (fattori della coagulazione), che servono per la formazione di un coagulo, e che per essere attive hanno bisogno della vitamina K.
Gli anticoagulanti orali inibiscono l’azione di questa vitamina rendendo sangue meno coagulabile. La vitamina K (antidoto degli anticoagulanti) è in parte introdotta con il cibo e in parte direttamente prodotta nel nostro intestino dai germi che normalmente vi abitano. In gergo la vitamina K è detta anche vitamina cerotto perché aiuta a coagulare il sangue.
La fase più difficile, quando si assumono gli anticoagulanti, è rappresentata dall’inizio della terapia dove, a fronte di una dose insufficiente di farmaco, aumenta il rischio di emorragie in quanto il sangue è troppo fluido. Viceversa una dose insufficiente di farmaco causa sangue troppo denso aumentando il rischio di trombosi. La giusta dose si è dimostrata assolutamente efficace nella prevenzione non solo del rischio, ma anche della malattia trombotica stessa.
Diventa di fondamentale importanza, nei soggetti che sono in terapia con tali farmaci, adottare uno stile alimentare corretto, ed è basilare una buona educazione terapeutica.
L’educazione terapeutica è un processo che, transitando attraverso i vissuti della persona, prevede un insieme di attività organizzate di sensibilizzazione, di informazione, di apprendimento, di aiuto psicologico e sociale in relazione alla malattia, ai trattamenti, alla prevenzione delle complicanze, agli stati d’animo.
Lo scopo dell’educazione terapeutica del paziente in terapia con anticoagulanti è quello di fornirgli conoscenze appropriate sulla malattia, sulla terapia da adottare e sulla corretta alimentazione, istruendolo su come preservare il proprio stato di salute ed insegnandoli a prevenire eventuali malattie intercorrenti o complicanze.
Bisogna raccomandare al paziente di non modificare drasticamente le proprie abitudini alimentari, anzi deve assumere della vitamina K con la dieta senza superare un apporto giornaliero di 200-300. E’ importante per il paziente essere informato sul contenuto in vitamina K negli alimenti e nei prodotti alternativi o erboristici e mantenere un’assunzione costante di cibi e prodotti alimentari. Il soggetto, conoscendo l’apporto vitaminico, può eventualmente assumere meno verdure se il valore dell’INR (che è il dosaggio relativo al fattore della coagulazione) è tendenzialmente basso, mentre può assumerne di più quando è tendenzialmente alto rispetto al range terapeutico.
Nella tabella sottostante sono rappresentati tutti gli alimenti che contengono Vit. K e i relativi microgrammi presenti .
Gli anticoagulanti orali subiscono molte interazioni con altre sostanze che ne modificano la disponibilità, variandone, quindi, l’azione sia nel senso di un’inibizione che di un potenziamento ed una di queste sostanze, che poi è anche il suo antidoto, è proprio la vitamina K che può essere contenuta in molti alimenti, specie nelle verdure.

tabella

Non solo gli alimenti interagiscono con gli anticoagulanti, alcuni studi dimostrano che il numero delle interazioni tra anticoagulanti orali e farmaci o erbe.
Anche gli alcolici causano una diminuzione dell’effetto degli anticoagulanti orali. È consigliato non
superare 1 bicchiere a pasto.

Tra le erbe segnaliamo:
Ginkgo biloba (ginkgo) : aumento del rischio di emorragie
uso: trattamento alzheimer, miglioramento circolazione periferica
Fieno greco: incremento dell’inr
uso: ipoglicemizzante e ipocolesterolemizzante
Salvia milthiorriza (danshen): aumento dell’inr
uso trattamento patologie cardiovascolari e cerebrovascolari;
Ippocastano: potenziali effetti interazione
uso: trattamento insufficienza venosa cronica;
Partenio:aumento proprietà anticoagulante
uso: patologie infiammatorie, psoriasi, , mal di denti, mal di stomaco, punture insetto;
Allium sativum (aglio): aumento dell’effetto antiacoagulante
uso: iperlipidemia e ipertensione;
Coenzima q10: riduce effetto anticoagulante
uso: insuff. cardiaca congestizia e patologie cardiovascolari
Ginseng: riduzione dell’inr
uso: integratore energetico e stimolatore del sistema immunitario;
Hypericum perforatum (iperico): riduzione dell’effetto anticoagulante
Uso: trattamento della depressione;
Angelica sinesis: aumento INR
uso: sintomi della menopausa.
Tra i farmaci più noti che agiscono con scarsa significatività, ricordiamo l’aspirina, il paracetamolo, i farmaci che agiscono sui livelli di colesterolo. Mentre altri farmaci, alcuni antibiotici, alcuni FANS e alcuni ansiolitici possono interferire modificando il valore dell’INR. Importante sempre rivolgersi al proprio medico di fiducia, anche se si decide di assumere i cosiddetti farmaci di automedicazione.

Diventa quindi importante per il soggetto o il suo care giver comprendere l’importanza di questa terapia salvavita in modo da non sottovalutare sia l’assunzione dei farmaci sia la corretta alimentazione. N.N. A&V.

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