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L’igiene del cavo orale Come lavarsi i denti

Definizione di igiene del cavo orale: rimozione di residui alimentari, di placca o secrezioni del cavo orale al fine di mantenere l’integrità della mucosa e dei denti per garantire un’adeguata masticazione e pervenire la carie e le infezioni batteriche e micotiche. Le buone condizioni del cavo orale garantiscono sensazione di benessere, permettono una regolare alimentazione e facilitano la comunicazioni.
Ha lo scopo di:
– Mantenere la mucosa orale e la lingua pulite, idratate ed integre;
– Effettuare un massaggio gengivale;
– Prevenire complicanze infettive della mucosa orale e dell’apparato respiratorio;
Per una buona prassi è auspicabile lavarsi i denti dopo ogni pasto, anche nei casi in cui il soggetto sia parzialmente o totalmente dipendente.

Quali sono le condizioni in cui ci si può ritrovare per effettuare l’igiene del cavo orale?
Persona cosciente, ma che non può aiutarsi:
– usare spazzolino e dentifricio
– arcata dentaria superiore: dalle gengive ai denti, dall’alto verso il basso
– arcata dentaria inferiore: dalle gengive ai denti, dal basso verso l’alto
– parte interna dei denti
– parte superiore
– sciacquare la bocca
Persona con protesi:
– farla togliere o toglierla e riporla in un recipiente;
– procedere all’igiene della bocca e dei denti residui;
– pulire la protesi con spazzolino e dentifricio;
– risciacquarla e porgerla al paziente.
Da ricordare che la protesi, dopo aver utilizzato le compresse effervescenti per la pulizia, va rimossa dall’acqua, risciacquata e riposta in un contenitore pulito, specie nel caso in cui la persona non la indossi subito (es la notte). Una volta terminato l’effetto effervescente ed avvenuta la pulizia, l’acqua risulta sporca e contaminata e quindi poco igienica.
Persona priva di coscienza:
– persona in posizione semiseduta o in decubito laterale
– arrotolare della garza su di una pinza o ad un abbassa lingua (pinzare e trattenere la garza) attenzione se si usa la garza arrotolata sul dito al pericolo di essere morsicati;
– immergere la garza in un collutorio
– procedere nel seguente ordine: interno guance, mascellare superiore ed inferiore,
palato, lingua, labbra.Esecuzione
 
Esecuzione: posizionare la persona seduta o in decubito laterale. Proteggere la biancheria e il cuscino, se la persona è in grado di eseguire gli sciacqui utilizzare un telo sufficientemente grande da proteggere dagli schizzi. Predisporre il materiale per l’igiene al fine di facilitarne l’utilizzo.
Il materiale deve prevedere:

  • spazzolino da denti, dentifricio e/o collutorio in base alle abitudini;
  • bicchiere ed acqua;
  • arcella o altro contenitore per raccogliere l’acqua (eventualmente può essere utile anche una bacinella);
  • pila e abbassalingua.

L’operatore deve eseguire il lavaggio delle mani e se sostituisce completamente la persona deve indossare guanti monouso. In caso di malattia a trasmissione aerea o di sanguinamento del cavo orale è consigliabile indossare la mascherina (può anche essere utilizzata in presenza di forte alitosi che ostacola l’esecuzione della tecnica).
I denti vanno spazzolati prima in senso circolare e successivamente con un movimento verticale dalla gengiva verso il dente. È importante seguire un ordine per non dimenticare nessuna zona della bocca, esempio arcata superiore, faccia interna e faccia esterna dei denti, arcata inferiore, faccia interna ed esterna.
Se la mucosa è disidrata, le labbra screpolate,si può spalmare della vaselina o miele rosato, che possono essere anche usati per ammorbidire secrezioni aderenti. Particolare attenzione deve essere posta ad eventuali alterazioni ed affezioni del cavo orale che dovranno essere curate secondo le indicazioni del medico o dell’Infermiera

Se la persona non è in grado di eseguire risciacqui è necessario:

  • Non utilizzare il dentifricio; è preferibile un collutorio acqua e bicarbonato (1 cucchiaio per ogni bicchiere d’acqua);
  • Utilizzare i tamponi di garza per eseguire la tecnica e comunque sempre per la fase del risciacquo (per allontanare il materiale che lo spazzolamento ha rimosso);
  • Ricordarsi di pulire accuratamente la lingua e il vestibolo gengivale (zona tra le gengive e le guance);

Se le labbra appaiono secche applicare l’apposito stick per labbra o in alternativa crema emolliente o olio (in caso di facile sanguinamento idratare le labbra anche all’inizio dell’igiene).
In caso di protesi questa deve essere rimossa e trattata con gli stessi metodi dei denti. La protesi può essere conservata in una soluzione appropriata indicata dal dentista.
Porre attenzione nel manipolare le protesi (esempio: proteggere il lavandino o il piano su cui si lavora con un panno ) per evitare rotture accidentali.

NOTA BENE: La protesi dovrebbe sempre essere indossata al fine di evitare la retrazione del letto gengivale dovuto alla non stimolazione delle gengive. In caso di atrofia gengivale la protesi deve essere rifatta con oneri economici non indifferenti.

LE AZIONI PER UNA CORRETTA IGIENEspazzolino-da-denti
Identificare la persona ed informarla, entrare in relazione con la persona in base alle sue condizioni
Eseguire il lavaggio igienico delle mani
Predisporre il materiale necessario: arcella o contenitore, spazzolini o tamponi di garza e pinza, dentifricio, bicchiere, asciugamano, pila e abbassalingua, bottiglia d’acqua.
Verificare la capacità di deglutizione e/o presenza e capacità di aspirazione trancheo-bronchiale.
Far assumere la posizione corretta: laterale con capo rivolto di lato o seduta, proteggere la biancheria.
Indossare i guanti monouso, rimuovere la protesi dentaria e riporla nel suo contenitore, inumidire lo spazzolino o i tamponi con acqua e collutorio.
Pulire le mucose con spazzolino a setole morbide o con tamponi di garza, porre attenzione al vestibolo della bocca, fare eseguire il risciacquo con tamponi di garza.
Controllare le condizioni del cavo orale.
Rimuovere l’asciugamano di protezione, asciugare accuratamente la cute e le labbra ed applicare eventualmente prodotti emollienti sulle labbra
Proseguire con la pulizia della protesi dentale con le modalità sopra descritte,conservare la protesi in un contenitore pulito ed etichettato.   N.N A&V

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L’igiene delle orecchie e del naso

L’IGIENE DELLE ORECCHIE
Definizione: rimozione del cerume che tende a depositarsi nella zona esterna del padiglione auricolare. Un’adeguata pulizia previene la formazione di tappi di cerume che riducono la capacità uditiva del soggetto.
Frequenza: il padiglione e il condotto uditivo esterno devono essere detersi ogni giorno con l’igiene del viso.
Esecuzione: l’operatore esegue il lavaggio igienico delle mani e predispone il materiale: garze, acqua, sapone, bacinella e acqua tiepida. Proteggere la biancheria personale e/o del letto. Insaponare il padiglione auricolare ponendo molta attenzione nel pulire e controllare l’antelice nelle persone che indossano occhiali o mascherine o occhialini per ossigeno-terapia, risciacquare e asciugare accuratamente. Arrotolare una garza, bagnarla e pulire il condotto uditivo esterno con un movimento dall’interno all’esterno quindi sciacquare e asciugare. Gli apparecchi acustici vanno rimossi e puliti con un panno morbido e asciutto salvo diversa indicazione della casa produttrice.

Nota bene: per la pulizia del condotto uditivo esterno non devono essere utilizzati cotton-fioc o altri oggetti duri, poiché il cerume è trasportato all’esterno del condotto da parte di ciglia. L’uso sistematico di cotton-fioc riduce la funzione delle ciglia e può spingere il cerume in fondo al condotto uditivo accumulandolo e favorendo la formazione di tappi di cerume.

Se il paziente usa protesi per l’udito è necessario controllarne il funzionamento, pulendo la parte esterna (spesso la levetta per l’apertura e la chiusura rimane bloccata col cerume) e questo compromette il funzionamento.

L’IGIENE DEL NASOhealth_172_hdr_1
Definizione: rimozione delle secrezioni presenti nelle cavità nasali al fine di garantire una adeguata respirazione o la prevenzione di lesioni in presenza di sondino naso-gastrico.
Frequenza: ogni volta che non è possibile il passaggio dell’aria attraverso le narici se la persona non è in grado di soffiarsi il naso autonomamente, in presenza di sondino naso-gastrico almeno una volta al giorno.
Esecuzione: l’operatore si deve lavare le mani e indossare un paio di guanti monouso. Si predispone il materiale. Acqua tiepida, cotton-fioc o garze arrotolate, contenitore. Le narici devono essere pulite con la garza o il cotton-fioc con movimenti dall’interno all’esterno.

Nota bene: la tecnica in presenza di sondino naso-gastrico deve essere eseguita da personale qualificato.

In presenza di secrezioni difficilmente rimuovibili, tendenza al sanguinamento o mucosa secca applicare olio gomenolato o semplice olio idrante o di oliva.
Se le secrezioni sono difficili da rimuovere è possibile utilizzare soluzioni saline apposite per umidificarle. La prevenzione della secchezza della mucosa nasale inizia con un’adeguata umidificazione dell’ambiente in cui soggiorna la persona utilizzando: contenitori con acqua posti sulle fonti di calore (l’acqua deve essere rinnovata ogni giorno e il contenitore lavato soprattutto nella comunità) appositi umidificatori elettrici.   N.N A&V

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Igiene personale una esigenza fondamentale della persona

L’igiene è una esigenza fondamentale della persona, varia da individuo ad individuo in base alla cultura ed alla presenza di eventuali patologie o menomazioni
Lo scopo della pulizia è quello di mantenere la pelle pulita, facilitando così la funzione protettiva, di secrezione ed assorbente; è un fattore di benessere fisico e psichico molto apprezzato dalla persona e momento di conoscenza ed osservazione per chi assiste.
La persona deve essere lavata ogni volta che ne ha bisogno, soprattutto quando molto imbrattata di feci ed urine. Molti stati di agitazione del bambino e dell’anziano non in grado di esprimersi verbalmente, sono dovuti a questo fatto.

Assicurare l’igiene e la sicurezza della personacache_2645244
Igiene quotidiana della persona
Mattino: lavarsi prima di colazione fa si che l’organismo “si svegli” e rispetta la dignità della persona. Anche se la persona assistita è allettata, è necessario eseguire le cure igieniche prima di dare la colazione. Generalmente comprende lavaggio delle mani, viso, igiene intima e pulizia dei denti e della bocca
Sera: anche prima di coricarsi bisogna eseguire le cure igieniche che predispongono il fisico ad un buon riposo. Generalmente comprende l’igiene delle mani, viso, intima, pulizia dei denti e della bocca.

Igiene della cute (viso – corpo – capelli) e delle mucose (bocca, narici, parti intime, ecc.)
• È necessario mantenere pulito il corpo della persona anziana, eliminando gli eventuali odori sgradevoli;
• Prevenire lesioni da decubito e infezioni perché ogni volta che si eseguono le cure igieniche si osserva la cute e  le sue eventuali alterazioni. Una buona igiene e idratazione mantiene infatti pulita ed elastica la cute diminuendo i rischi di lesioni cutanee. Se comunque la pelle dell’assistito presenta chiazze, vescicole, arrossamenti o coloriti mai visti prima, è bene avvisare il medico curante prima di applicare qualsiasi prodotto.
Benessere ed effetto tonico su organismo/psiche. La persona anziana non smette di essere persona per cui anche quando perda l’iniziativa o la capacità di eseguire autonomamente le cure igieniche deve essere stimolata e aiutata a sentirsi pulita e in ordine come ciascuno di noi si vuole sentire e comunque rispettando sempre abitudini personali: ad esempio un tipo di sapone, di crema per il viso o deodorante.
 
images6ZB30834Bagno/doccia
Frequenza (2 a sett.) e comunque secondo i desideri dell’anziano. La scelta fra bagno o doccia è determinata dalla disponibilità del bagno di casa e dalle condizioni di autosufficienza della persona anziana. Per le persone che abbiano problemi di vista e siano autosufficienti o parzialmente dipendenti nella deambulazione, sarà necessario un aiuto per entrare nella vasca o nella doccia in modo da evitare cadute e anche per lavarsi parti del corpo difficilmente accessibili come la schiena, i piedi, la testa. Quando ci si lava bisogna incominciare dalle parti più pulite: la testa, il viso, gli arti superiori, il tronco (il petto e la schiena), la regione genitale, cioè le parti intime, e gli arti inferiori. Se non sono espresse preferenze è consigliabile l’utilizzo di un sapone liquido neutro. Bisogna poi che la persona si asciughi molto bene, ponendo particolare attenzione alle zone in cui due parti del corpo vengano a contatto: cavo ascellare, pieghe addominali, inguine, interno coscia, fra le dita dei piedi. Ci si può aiutare anche con il phon passato a temperatura tiepida sul corpo  oltre che sui capelli. Al termine dell’asciugatura si provvede a rivestire la persona anziana con biancheria e abiti puliti. Per mantenere la cute integra e prevenire lesioni cutanee, prima di rivestirla, è bene applicare sul corpo della crema idratante o olio di mandorle. Il bagno a questo punto è da asciugare bene ed aerare per evitare di scivolare e di mantenere zone di umidità. È possibile fare il bagno o la doccia anche a persone totalmente dipendenti utilizzando l’apposito sollevapersone dotato di una imbracatura che andrà poi lavata ed asciugata. L’utilizzo di questo presidio viene insegnato dagli operatori del servizio domiciliare. È molto importante ricordare che sempre durante le cure igieniche ma, in particolare quando si fa il bagno o la doccia, si entra in rapporto con l’intimità della persona; le persone anziane hanno quasi tutte un grande senso del pudore per cui non è bene scherzare o essere troppo disinvolti mentre li si aiuta. Il rispetto del corpo è rispetto della persona.
• Chi aiuta allo svolgimento del bagno o della doccia deve sempre indossare i guanti monouso e un camice impermeabile per evitare di venire a contatto con liquidi biologici. L’utilizzo della spugna o del guanto di crine è utile per eseguire una detersione più energica ma non aggressiva e per dare la piacevole sensazione di massaggio che è gradita da molte persone anziane. Al termine del bagno bisogna però risciacquare molto bene la spugna e farla subito asciugare se no diventerebbe ricettacolo e, quindi, veicolo, di funghi e batteri per l’assistente e l’assistito.
• È bene posizionare sul fondo della doccia o della vasca un tappeto antiscivolo perché la contemporanea presenza di acqua e sapone aumentano il rischio di cadute. Anche questi tappeti devono poi essere lavati ed asciugati come già detto per le spugne.

Igiene del corpo dell’allettato
Nonostante i presidi disponibili, alcune persone sono impossibilitate ad accedere alla vasca o alla doccia e comunque anche ad essere alzate in poltrona o carrozzina. In questi casi è necessario eseguire al letto l’igiene di tutte le parti del corpo e quindi anche il bagno. Per queste persone è ancora più importante e necessaria la frequenza del bagno perché lo sfregamento della cute con le lenzuola, la presenza di materiale di sfaldamento (residui di pelle), il sudore e lo sfregamento delle parti del corpo fra loro aumenta il rischio di lesioni da decubito. Per eseguire il bagno a letto è necessario che il materasso venga isolato da una tela cerata che impedisca di bagnarlo. La successione per lavare è sovrapponibile a quella già descritta ma bisogna utilizzare una brocca con acqua che deve essere cambiate di frequente per evitare che rimangano sul corpo residui di sapone. Anche in questo caso bisogna porre particolare attenzione ad asciugare bene la cute e ad idratarla con creme o olio di mandorle. Sia le creme che gli oli, quest’ultimi sono da preferire, devono essere massaggiati con estrema delicatezza senza sfregamenti eccessivi che potrebbero provocare lesioni alla cute.

Igiene dei presidiIndex_13
Tutte le tele, asciugamani, lenzuola che vengono a contatto con la persona assistita devono essere lavate frequentemente o comunque ogni volta si sporchino di liquidi biologici (sangue, feci, urine…). La biancheria pulita deve essere riposta ordinatamente negli armadi o cassetti, e tenuta separata. La biancheria del letto separata dagli asciugamani, le mutande separate dalle maglie e così via. Le brocche, i pappagalli (accessorio per permettere di fare pipì agli uomini allettati), le padelle e i catini, devono essere lavati dopo l’uso con ipoclorito di sodio (candeggina), diluita o meno a seconda delle concentrazioni. Se questi contenitori presentassero incrostazioni, queste vanno rimosse prima di lavarli. Quando si cambia il pannolone o la traversa, o si rifà il letto, bisogna avere molta cura nel non lasciare pieghe a contatto con la persona. Una buona igiene del corpo, un’accurata idratazione, la cura del letto riducono in modo rilevante le lesioni da decubito. Lavare sempre le mani prima e dopo l’utilizzo dei guanti monouso! La pulizia e la cura, anche estetica, della persona, costituiscono un bisogno fondamentale che rivaluta il senso di autostima e
sicurezza e favorisce una sensazione di benessere.     N.N A&V

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Le cure igieniche nell’anziano Interazione tra ambiente e salute umana

L’igiene  è il ramo della medicina che tratta le interazioni tra l’ambiente e la salute umana. Elabora criteri, esigenze e misure riguardanti lo stato ambientale e il comportamento individuale e collettivo. Scopi: prevenzione primaria onde evitare e combattere malattie e promozione del benessere e dell’efficienza umana.

Negli stati moderni, le misure igieniche che aumentarono notevolmente la durata media della vita umana furono l’organizzazione e l’emanazione di leggi su:

  • rifornimento di acqua potabile,
  • canalizzazione,
  • smaltimento dei rifiuti,
  • attività di costruzione di abitati e di strade asfaltate,
  • valori limite per l’inquinamento atmosferico e l’inquinamento acustico,
  • allevamento di bestiame e tenuta di animali domestici (zoonosi),
  • commercio di alimentari,
  • norme di lavoro,
  • vaccinazioni,
  • ecc.

Riguardo l’ambito lavorativo l’igiene consiste nella difesa da possibili germi patogeni, attuabile con misure di disinfezione, sterilizzazione e smaltimento di rifiuti speciali per evitare infezioni. L’igiene clinica è prevalentemente orientata verso la difesa dai germi patogeni riscontrabili negli ospedali. I relativi batteri sono spesso stirpi resistenti a quasi tutti gli antibiotici. Questo a causa del loro continuo uso negli ospedali e dell’abuso che ne fa la popolazione.

COME AFFRONTARE I PROBLEMI DELL’IGIENE PERSONALEConsigli-acqua_Igiene

Rispettare il bisogno di privacy e la dignità del assistito  Rimanere presenti mentre l’assistito si lava, sia per semplice sorveglianza che per dargli aiuto, può essere fonte di stress e di imbarazzo. La maggior parte delle persone si sono lavate da sole fin dall’infanzia e per tutta la vita e troveranno quindi difficile accettare la nostra presenza durante tale operazione. Il livello di imbarazzo dipende dal tipo di rapporto, dal sesso e dall’entità dell’aiuto richiesto. L’assistito proverà forse minor imbarazzo in un contesto di tipo ospedaliero, per cui sarà possibile alleviare parte del suo disagio facendolo aiutare da un’infermiera. Oppure, se l’assistito frequenta un centro diurno, possiamo fare in modo che il personale si incarichi di farlo lavare.
Se l’assistito è ancora in grado di fare il bagno o la doccia da solo, è un’utile precauzione quella di togliere la chiave del bagno; altrimenti potrebbe chiudersi dentro e poi non ricordare più come aprire o non riuscirvi, il che lo metterebbe in una condizione di panico. Inoltre, se dovesse avere un malore mentre è nella vasca, addormentarsi o semplicemente dimenticarsi di uscire, sarebbe difficile soccorrerlo. Per rispettare la sua privacy, si potrebbe far mettere un segnale sulla porta che indichi quando il bagno è occupato.

Per quanto riguarda il rispetto della dignità è assolutamente importante non far mai pesare la condizione di non autosufficienza. Affermazioni quali: “sei di nuovo sporco”, “ti ho appena cambiato e pulito”, “se devi fare pipì, fattela addosso tanto hai il pannolone”, “che schifo”, “non sei capace a fare nulla”, possono scatenare situazioni depressive ed essere fonte di profonde umiliazioni. Ricordiamoci sempre che dietro a quello che ci sembra solo un “anziano incapace” esiste una persona con una dignità ed un bagaglio di esperienze e di cultura, che vanno assolutamente rispettate. Evitiamo di rivolgerci a loro chiamandoli “nonno” a meno che non siano loro a dircelo, alcuni anziani non sono mai nemmeno diventati genitori o non hanno mai avuto dei nipoti.

Garantire l’assistenza necessaria senza privare il assistito dell’indipendenza

L’assistenza varia in funzione del livello di comprensione e delle capacità residue. Per esempio, possiamo lasciare che la persona si lavi da sola, facendoci avanti solo quando è necessario, oppure possiamo spiegarle o farle vedere passo passo che cosa deve fare. Se possibile, è bene lasciare che cominci e finisca le operazioni da sola, subentrando o dando aiuto solo quando è necessario. Se è ancora in grado di capire immagini o scritte, possiamo aiutarci con annotazioni o disegni che servano da promemoria. Un’altra possibilità è quella di fare tutti i preparativi e lasciare poi che l’assistito si lavi da solo (ad es. preparare gli indumenti puliti, riempire d’acqua la vasca, preriscaldare  la stanza, mettere in mostra asciugamano, shampoo e sapone, ecc.).

Adottare accorgimenti che diano sicurezza

Alcuni assistiti possono avere paura di fare il bagno e preferiscono non essere lasciati soli. La paura è di solito associata alla temperatura e alla profondità dell’acqua o al pericolo di cadere. Poiché gli anziani sono più sensibili alle temperature estreme, può darsi che il nostro assistito trovi l’acqua troppo calda e la stanza troppo fredda; bisogna perciò tenerlo presente quando si prepara la vasca e la stanza. La preoccupazione di cadere può essere meno forte se teniamo il livello dell’acqua più basso e mettiamo un tappetino antiscivolo nella vasca e fuori dalla vasca sul pavimento. L’uso di un bagno-schiuma o di un tappetino colorato può rendere più facile giudicare la profondità dell’acqua, ma attenzione che il colore del tappetino non sia troppo scuro, altrimenti potrebbe dare l’idea di un buco. A volte è sufficiente aiutare il assistito ad entrare e uscire dalla vasca, lasciando poi che faccia il bagno da solo.

Rispettare le abitudini dell’ assistitomantenere-igiene

La doccia può essere una buona alternativa se il assistito si rifiuta di fare il bagno. Può darsi infatti che nel corso degli anni egli abbia seguito un certo tipo di routine (ad es. fare la doccia durante la settimana e il bagno soltanto il sabato). È probabile che non ci sia motivo di imporre una diversa routine. Per alcuni assistiti è più facile fare il bagno che la doccia, per altri è il contrario. Alcuni trovano difficile entrare e uscire dalla vasca, per altri la doccia è motivo di ansia. Se comunque fare il bagno o la doccia comporta troppi problemi, è necessario limitarsi a una pulizia “asciutta”. Se sono abituati ad usare la spugna ricordiamoci che sarebbe opportuno che fossero almeno due, una per le parti intime e una per il resto del corpo, evitando di usarne solo una per tutto. Una volta utilizzata la spugna andrebbe sciacquata, disinfettata magari con un po’ di amuchina e riporla poi in un luogo asciutto. Lo stesso principio vale per la saponetta, meglio preferire il sapone liquido, ma non tutti vogliono usarlo perché troppo costoso. Anche la saponetta va poi riposta in un contenitore asciutto dopo averla sciacquata e asciugata. Se sono abituati ad usare il “borotalco”, ricordiamoci che può macerare, meglio usare il bicarbonato.

Fare in modo che il bagno diventi una cosa piacevole

È importante che si cerchi di rendere l’operazione del lavarsi il più gradevole possibile. Questo non può succedere se la stanza è fredda e poco confortevole, o se l’assistito si sente forzato, imbarazzato, trattato come un bambino, impaurito o sgridato. Anche se è importante assicurarsi che si lavi bene e regolarmente, fare il bagno non deve diventare un tormento. Come chiunque altro, gli assistiti apprezzano un buon profumo, il talco, il bagnoschiuma, la musica, ecc.

Creare in bagno un ambiente sicuro

È bene fissare delle maniglie per tenersi in vari punti del bagno, in modo che l’assistito possa spostarsi facilmente ed entrare e uscire dalla vasca. Può essere utile avere nella vasca un sedile e un dispositivo per la doccia, in modo che egli possa sedersi e fare la doccia. Si può anche mettere una sedia nella doccia, se per l’assistito è difficile rimanere in piedi, oppure è insicuro e rischia di scivolare. Per evitare questo pericolo, bisogna assicurarsi che tutti i tappeti del bagno siano ben fissati. È buona norma togliere dal bagno tutti gli oggetti non necessari, che possono contribuire alla confusione o essere usati impropriamente. Gli articoli di cui il assistito ha bisogno o che desidera usare si metteranno in bella mostra, oppure gli verranno consegnati al momento opportuno. Attenzione alle stanze da bagno in cui ci sono i boiler a gas, aprire l’acqua calda e tenere chiusa la finestra, può essere fonte di intossicazione da monossido di carbonio in quanto la fiamma del gas brucia tutto l’ossigeno nella stanza e l’assistito può perdere i sensi e respirare solo anidride carbonica. È sufficiente lasciare uno spiraglio della finestra aperta in modo da garantire il ricircolo dell’aria.

L’ IGIENE IN ALCUNE CONDIZIONIigiene_personale_grande


Persona autosufficiente:
chi è in grado di svolgere in modo autonomo le proprie attività deve essere sempre sollecitato a farlo, anche se per particolari condizioni ( intervento, malattia) è lento.
Persona parzialmente autosufficiente: chi per particolari motivi non può alzarsi dal letto, o non può usare un arto (ingessatura), ma è in grado di eseguire in gran parte da solo la pulizia personale, riceve aiuto, va controllato o va sostituito.
Persona non autosufficiente, senza deficit cognitivi: dovrà essere lavata, si rispetteranno le sue abitudini e le sue richieste.
Persona non autosufficiente con deficit cognitivi: bisognerà capire dal suo comportamento cosa gradisce e cosa no. Attenzione all’aggressività che le cure igieniche possono scatenare. Se è possibile chiedere ai parenti cosa gradiva .
Persona con deficit sensitivi: in modo particolare con lesioni che impediscono di riconoscere il caldo ed il freddo (pericolo di ustioni) ed il dolore. Attenzione a non provocare ustioni o lesioni, controllare la temperatura dell’acqua prima di immergere il corpo o parti di esso.
Persona con disturbi della personalità: attenzione alle reazioni che le cure igieniche possono sviluppare (aggressività, chiusura, rifiuto).
Persone affette da diabete: neuropatia, vasculopatia specie del piede con possibilità di lesioni e difficoltà nella guarigione.
Asciugare accuratamente i piedi, specie tra le dita.
Applicare creme idratanti per mantenere la cute morbida ed evitare fissurazioni o screpolature.
Persone anziane: rispettare le abitudini, favorire l’autonomia o recuperare le capacità residue.

 

IGIENE E DEMENZA


I malati di demenza hanno bisogno di assistenza crescente nelle operazioni di igiene personale
. Man mano che la malattia progredisce, possono avere difficoltà a maneggiare strumenti come un pettine o uno spazzolino da denti. Possono anche dimenticare il significato di questi oggetti, ma anche dimenticare che bisogna fare una determinata cosa, avere l’impressione di averla già fatta, oppure perdere interesse per la cura di sé. Tuttavia, il fatto che abbiano bisogno di maggiore aiuto non significa necessariamente che siano disposti ad accettarlo. Talvolta mettono in atto una vera e propria lotta. Può darsi che male sopportino di dipendere da un’altra persona, o che abbiano la sensazione che questa invada la loro privacy. Inoltre, è possibile che non sentano l’importanza di lavarsi regolarmente o di badare al proprio aspetto. Chi assiste il malato, ha l’obbligo di fornire il giusto grado di assistenza alle sue crescenti necessità, rispettando tuttavia il bisogno di privacy e di indipendenza.    N.N A&V

“Una mano lava l’altra tutte e due lavano il viso” . Proverbio

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