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Un delicato passaggio nella vita di una donna. La Menopausa

Il termine “menopausa” deriva dalle parole greche men=mese e pausis=cessazione ed indica, da un punto di vista fisiologico, la fine del periodo fertile della donna, con esaurimento della funzionalità ovarica e scomparsa del ciclo mestruale.
La menopausa può essere naturale, indotta, prematura o tardiva, ma in ogni caso si tratta di un cambiamento molto importante e delicato nella vita di una donna.
Durante la menopausa la donna subisce dei cambiamenti sia nel corpo sia nell’umore ai quali si deve adattare con non poche difficoltà. Per questo motivo sono stati studiati dei rimedi per la menopausa, per cercare di attenuare i disagi creati da questo inevitabile cambiamento. Ci sono molti tipi di rimedi per la menopausa tra questi, alcuni naturali a base di isoflavoni contenuti nel trifoglio rosso per riequilibrare l’attività ormonale e dispensati sotto forma di integratori.
La menopausa è generalmente preceduta da una pre menopausa della durata di circa 3 anni ed è seguita da una post menopausa della durata di circa 7 anni; l’intero periodo prende il nome di climaterio. In questa fase della vita della donna si manifestano una serie di disturbi tipici che costituiscono la “sindrome menopausale”.
Nei Paesi Occidentali l’età media della menopausa è di 51-52 anni, con un’oscillazione compresa tra i 40 e i 60 anni: Prima dei 45 anni si parla di menopausa precoce; dopo i 57 anni si parla di menopausa tardiva.
La menopausa indotta invece è la conseguenza della rimozione chirurgica delle ovaie (menopausa chirurgica) o di patologie o procedure mediche o farmacologiche (menopausa iatrogena).
I disturbi della menopausa, collegati al climaterio femminile, interessano circa 5-6 milioni di donne in Italia. L’importanza del problema consiste nel fatto che per circa il 75% di questa popolazione femminile l’inizio della menopausa e gli anni seguenti si caratterizzano per una serie di disturbi che peggiorano la qualità della vita.
La sintomatologia della menopausa è alquanto variegata. Solitamente si tende a suddividere le manifestazioni dei sintomi in manifestazioni immediatemanifestazioni differite e manifestazioni tardive
Manifestazioni immediate della menopausa: vi sono vari disturbi del quadro ormonale, disturbi di tipo psicologico, vampate di calore, depressione e disturbi del sonno.
Fra i disturbi del quadro ormonale i più frequenti sono la polimenorrea (l’intervallo tra i cicli mestruali è inferiore ai 25 giorni), l’oligomenorrea (l’intervallo fra due mestruazioni successive supera i 36 giorni), l’ipermenorrea (perdita ematica maggiore di 80 ml) e ipomenorrea (perdita ematica inferiore ai 20 ml).
Fra i disturbi di tipo psicologico i più frequenti sono l’ansia, l’irritabilità e il nervosismo e nei casi più gravi la depressione.
Le vampate di calore sono uno i fenomeni più caratteristici del periodo della menopausa; il soggetto avverte notevoli sbalzi della temperatura, si verifica ipersudorazione, si avvertono vampate di calore e si verifica un notevole arrossamento del viso, del collo e della nuca. Normalmente questi episodi hanno una durata limitata (difficilmente si va oltre i 5-6 minuti), poi la temperatura scende e si può avvertire una certa sensazione di freddo. La temperatura esterna ha una certa influenza sugli episodi di vampate che in caso di temperature alte tendono ad aumentare di numero. Possono durare per molto tempo (anche cinque anni dalla data dell’ultima mestruazione),  mediamente cessano dopo uno o due anni.
I disturbi del sonno sono frequenti nell’immediato periodo post-menopausa; si possono avere difficoltà ad addormentarsi, sonno agitato o, nel peggiore dei casi, insonnia.
Manifestazioni differite della menopausa : si riscontrano problemi a livello cutaneo, diminuzione del desiderio sessuale e sindrome urologica.
Fra i problemi a livello cutaneo i più evidenti sono l’assottigliamento di epidermide e derma, disidratazione e perdita di elasticità cutanea con comparsa di rughe e prurito.
Nella stragrande maggioranza dei casi i mutamenti ormonali che si verificano con la menopausa portano a un calo della libido. Altri problemi relativi alla sfera sessuale sono la dispareunia e l’anorgasmia.
Fra i problemi di tipo urologico vi sono cistiti, uretriti, tenesmo, disuria, pollachiuria e, più raramente, nicturia.
Manifestazioni tardive della menopausa : diverse sono le manifestazioni tardive della menopausa (problemi muscolari, diminuzione dell’energia fisica ecc.), ma il problema maggiore è costituito dall’aumento della fragilità scheletrica, un quadro che pone le basi dell’osteoporosi, una seria patologia che può creare diversi problemi a coloro che ne soffrono.
Sono proprio le manifestazioni tardive della menopausa che giustificano la cosiddetta terapia sostitutiva.
La menopausa non è una malattia da curare, ma un momento della vita della donna caratterizzato da cambiamenti che possiamo aiutarci ad accettare. La donna che nella sua vita di relazione,  in famiglia, nel lavoro , vuole sentirsi più a suo agio, può ricorrere dopo gli opportuni controlli medici alla terapia sostitutiva, cioè alla somministrazione di un farmaco che compensa gradualmente la funzione che le ovaie non sono più in grado di svolgere, la produzione di estrogeni e progesterone.
In alternativa alla terapia ormonale sostitutiva, la donna può scegliere di utilizzare i fitoestrogeni, integratori alimentari che hanno un’attività simile agli estrogeni di sintesi senza particolari effetti collaterali.
La donna dovrà discutere e valutare col proprio medico l’opportunità di iniziare una terapia per la menopausa.    N.N A&V 

La menopausa è il periodo dorato dell’amore.  Alda Merini

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Dieta e Magnetoterapia: due ottimi alleati per combattere l’Osteoporosi

L’osteoporosi è una malattia che colpisce l’apparato scheletrico diminuendo la densità minerale delle ossa e provocando un indebolimento della architettura di sostegno dello stesso osso scheletrico .
Nell’osteoporosi le ossa diventano  più fragili e sono soggette ad un  rischio maggiore di fratture. Le ossa più colpite sono il polso, le vertebre ed il femore anche a seguito di piccoli traumi . Nell’Osteoporosi le fratture costituiscono il segno  clinico più importante lo scheletro è quindi soggetto ad un maggiore rischio, in seguito alla diminuzione di densità ossea e alle modificazioni della microarchitettura delle stesse. Questa continua attività di trasformazione e rimodellamento ha lo scopo di rendere le ossa più idonee alle esigenze funzionali delle varie età. Vi sono infatti processi di edificazione di nuove cellule nelle zone dell’osso che vanno irrobustite e processi di demolizione nelle zone che possono essere alleggerite. I processi di calcificazione e di riassorbimento si svolgono parallelamente sullo stesso osso ma in zone diverse, determinando delle trasformazioni, questo meccanismo, in età senile, aumenta il fenomeno dell’erosione ossea che allarga e mina la compattezza e la solidità dell’osso che, diradando e allargando l’intera trama del tessuto osseo, rende le ossa porose, leggere e fragili, ovvero più soggette a rotture. Soprattutto dopo la menopausa, per le donne, si manifesta uno squilibrio fra riassorbimento e formazione ossea. Questo processo è determinato principalmente dalla carenza di estrogeni che hanno di per sé un’azione protettiva nei confronti del tessuto osseo. L’entità del patrimonio osseo  con cui la donna arriva alla menopausa risulta essenziale per la protezione nei confronti della perdita ossea post-menopausale. Quanto maggiore è la massa ossea raggiunta in età giovanile (picco osseo), tanto più la donna risulta protetta nei confronti della perdita ossea seguito della menopausa. Una dieta ricca di calcio e vitamina D è fondamentale per prevenire e combattere l’osteoporosi.

Ma dove si trovano questi preziosi elementi?

  • Il calcio nel latte e nei suoi derivati,
  • la Vit D nel cibo anche se gli alimenti che la contengono non sono molti, la troviamo in pesci particolarmente grassi (per esempio salmone, aringa e sgombro), burro, uova, fegato e alcuni tipi di formaggi grassi. La Vit D è considerata “calciofissatrice”.
  • Un altro ottimo alleato è il sole.  In seguito alla sua esposizione, la nostra pelle è stimolata a produrre naturalmente vitamina D. Esporre al sole mani, braccia, faccia e gambe per 10-15 minuti al giorno è normalmente sufficiente per il fabbisogno di questa vitamina. Tuttavia, l’esposizione al sole deve essere diretta, infatti i raggi UV sono bloccati, ad esempio, dai vetri e dai filtri solari che utilizziamo per proteggere la nostra pelle quando ci esponiamo al sole.
    Durante la stagione invernale e negli anziani la produzione di vitamina D è talvolta limitata e quindi insufficiente a raggiungere i livelli raccomandati. In questi casi può essere necessaria un’integrazione.

Importante da ricordare e segnalare è che la prevenzione attraverso la dieta deve iniziare prestissimo, anche intorno ai trent’anni.  Per favorire il raggiungimento ed il mantenimento del picco di massa ossea è inoltre importante:

  • ridurre il consumo di dolci e bevande alcoliche;
  • osservare una dieta povera di sale, dato che il sodio, oltre a peggiorare un eventuale ipertensione favorisce la demineralizzazione ossea;
  • abolire il fumo, che ha un effetto negativo sulla massa ossea;
  • adottare una corretta attività fisica;
  • evitare di consumare eccessive quantità di proteine e fibre con la dieta;

La dieta degli Italiani è spesso povera di calcio (in media ne apporta soltanto 700-800 mg/die) e questa carenza predispone molte persone all’osteoporosi, in particolare le donne. Spesso si preferisce non consumare latte e latticini in quanto si pensa che possano provocare un aumento del colesterolo, senza considerare che, per ovviare a ciò, è sufficiente consumare latte o formaggi parzialmente scremati. Il fabbisogno giornaliero di calcio per l’adulto, è stimabile intorno agli 800-1000 mg e di questi solo un terzo viene introdotto con l’alimentazione.imagesCAHQPN1H Ma, oltre alla dieta, l’attività fisica ed alcune cure farmacologiche specifiche, esistono altri metodi che possono migliorare o favorire la cura dell’osteoporosi?   Uno di questi è rappresentato dalla Magnetoterapia, ovvero quella terapia che sfrutta l’energia elettromagnetica per la rigenerazione dei tessuti avvalendosi dell’azione di un campo magnetico, se utilizzata ad intensità basse, non superiori a 100G e frequenze ridotte, non maggiori di 100 Hz, è una metodica non invasiva e particolarmente indicata per la stimolazione della rigenerazione delle fratture e per rallentare il processo di diminuzione della densità ossea innescato dall’ osteoporosi. Applicata in modo mirato per la guarigione di fratture e patologie localizzate, o in modo totale cioè sottoponendo l’intero organismo al trattamento  per la stimolazione del riequilibrio dell’intero metabolismo e per favorire il rallentamento della perdita di sostanza minerale ossea dovuta all’osteoporosi, la magnetoterapia è efficace perché i campi magnetici pulsati  interagiscono con le strutture cellulari, favorendo il recupero delle condizioni fisiologiche di equilibrio. A livello di organi e strutture anatomiche questi effetti si traducono in analgesia, riduzione dell’infiammazione, stimolo al riassorbimento degli edemi. In più i campi magnetici pulsati hanno un particolare effetto di stimolazione della migrazione degli ioni di Calcio all’interno dei tessuti ossei, che è in grado di indurre il consolidamento della massa ossea e favorire la riparazione delle fratture. Nell’ osteoporosi il campo magnetico statico migliora l’osteogenesi ovvero la ricostruzione delle cellule . La magnetoterapia a campo stabile ha un’azione a livello della membrana degli osteoblasti e sull’effetto piezoelettrico dell’osso. Si ha una vivace produzione e deposizione del collagene con maggior ordinamento ed orientamento strutturale, un aumento dell’irrorazione vascolare e un aumento della mineralizzazione e riattivazione delle cellule in quiescenza. Inoltre si ha un aumento della resistenza ossea e aumento dell’attività elettrica (di natura elettrochimica). Infine per i dolori articolari dell’osteoporosi l’applicazione di biomagneti a campo stabile favorisce un naturale effetto antinfiammatorio e antalgico. Un consiglio? Se soffrite di questa patologia e volete una cura alternativa non farmacologica e non invasiva, cercate un centro fisioterapico nella vostra zona e rivolgetevi con fiducia al fisioterapista. D.G. A&V

E se per una volta ridessimo sul latte versato?  Maria Luisa Spaziani

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Affettività e sessualità

Gli scienziati la chiamano la “nuova vecchiaia”, perché gli anziani di oggi, a differenza di quelli di trenta o quarant’anni fa, viaggiano, sono sportivi, sanno usare il computer e fanno sesso. A volte anche un sesso migliore di quello dei loro figli, perché più romantico e consapevole. Secondo medici e psicologi la terza età di oggi non è più quella di ieri, ma questa realtà è ancora oggetto d’ironia e incredulità, specie se si tratta di donne. L’eros nella terza età insomma non è più un tabù anzi, come segnalano gli esperti, è un toccasana per la salute: secondo una ricerca pubblicata sul Journal of the American Geriatric Society, le donne che vivono la loro vita sessuale in modo soddisfacente invecchiano meglio delle altre. Ci sarebbe dunque, secondo l’Università della California di San Diego, un circolo virtuoso alla base del legame tra sessualità e vecchiaia, e gli studiosi hanno rilevato che fra le donne dai 60 ai 69 anni che hanno una vita di coppia il 67% si ritiene “da moderatamente a molto soddisfatta della propria vita sessuale”. Tra i 70 e 79 anni il dato scende di poco ed è pari al 60%. Risale al 61% tra le donne che vanno dagli 80 agli 89 anni. “Molti anziani conservano la capacità di trarre piacere dall’eros”. Continua a leggere “Affettività e sessualità”

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