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La storia del panettone di Natale Il "Pan de Toni"

Secondo alcune leggende viene attribuita ai milanesi la nascita del Panettone. Si narra che Toni, un umile servo della cucina di Ludovico il Moro, sarebbe l’inventore del dolce più famoso e caratteristico delle feste natalizie. Siamo nella Milano di fine ‘400.
E’ la vigilia di Natale e il capo cuoco degli Sforza, per distrazione, brucia il dolce destinato al banchetto ducale.
Toni, lo sguattero, aveva messo da parte un panetto di lievito madre che gli sarebbe servito per preparere il suo dolce della vigilia. Continua a leggere La storia del panettone di Natale Il “Pan de Toni”

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Mi racconto...

“La leggenda del vischio” di I. Drago Buon Natale

Il vecchio mercante si girava e rigirava, senza poter prendere sonno.
Gli affari, quel giorno, erano andati benissimo: comprando a dieci, vendendo a venti, moneta su moneta, aveva fatto un bel mucchietto di denari.
Si levò. Li volle contare. Erano monete passate chissà in quante mani, guadagnate chissà con quanta fatica. Ma quelle mani e quella fatica a lui non dicevano niente.
Il mercante non poteva dormire. Uscì di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso lo stesso luogo. Pareva che tutti si fossero passati la parola per partecipare a una festa.
Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levò: – Fratello, – gli gridarono – non vieni?
Fratello, a lui fratello? Ma che erano questi matti? Lui non aveva fratelli. Era un mercante; e per lui non c’erano che clienti: chi comprava e chi vendeva.
Ma dove andavano?
Si mosse un po’ curioso. Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli.
Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli! Ma lui cuore gli sussurrava che non poteva essere loro fratello. Quante volte li aveva ingannati? Comprava a dieci e rivendeva a venti. E rubava sul peso. E piangeva miseria per vender più caro. E speculava sul bisogno dei poveri. E mai la sua mano si apriva per donare.
No, lui non poteva essere fratello a quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita.
Eppure tutti gli camminavano a fianco. Ed era giunto, con loro, davanti alla Grotta di Betlemme. Ora li vedeva entrare e nessuno era a mani vuote; anche i poveri avevano qualcosa. E lui non aveva niente, lui che era ricco.
Entrò nella grotta insieme con gli altri; s’inginocchio insieme agli altri.
– Signore, – esclamò – ho trattato male i miei fratelli. Perdonami.
E proruppe in pianto.
Appoggiato a un albero, davanti alla grotta, il mercante continuò a piangere, e il suo cuore cambiò.
Alla prima luce dell’alba quelle lacrime splendettero come perle, in mezzo a due foglioline.
E’ così che si narra di come è nato il vischio.

 

Anziani e Vita Augura a Tutti Voi, che ci seguite con costanza e attenzione un Sereno e Felice Natale.

M.S. N.N. A&V

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E’ Natale…

Anziani & Vita e i suoi autori, vogliono augurare a tutti Voi un Sereno e Felice Natale.A proposito di Natale sapete da dove è nata la tradizione? Si dice che il nome derivi da un personaggio storico, il Vescovo (divenuto poi santo) Nicola che abitava in una città della Turchia, precisamente nella città di Myra. Si narra che ritrovò e riportò in vita cinque bambini che erano stati rapiti e uccisi da un oste ed questo il motivo per cui era ed è considerato il protettore e il beniamino di tutti i bambini.E’ curioso notare come viene rappresentato. Normalmente è un signore anziano, piuttosto robusto , con la barba bianca e gli occhiali, vestito di rosso con inserti di pelliccia bianca. Forse il fatto che venga rappresentato come un “nonno” deriva dalla leggenda russa nella quale questa figura viene associata a “Nonno gelo” che porta i regali ai bambini. Insomma, quale figura migliore di un “nonno” per fare felici tanti bambini? Chi meglio dei nonni possono portare tanti regali? Con questi pensieri Vi salutiamo e Vi rinnoviamo tantissimi auguri di Buon Natale!!!.

 N.N.  M.S.  A&V

E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano…..E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.

 ( Madre Teresa di Calcutta ) 

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