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Le competenze dell’OSS a domicilio Un ruolo importante

Come già precedentemente affrontato in altri articoli, l’assistenza domiciliare rappresenta un servizio importante che viene erogato direttamente a casa del paziente. Tra i servizi offerti, modulati sulla base delle condizioni dell’utente, vi è quello assistenziale, il cui impegno può variare in base al livello di autonomia del paziente.
L’Operatore Socio Sanitario riveste un ruolo importante e in prima persona in questo tipo di assistenza. Come dicevamo il suo impegno corrisponde al livello di autonomia del soggetto assistito:

  • Nel primo livello (livello base) le competenze dell’OSS sono orientate ad anziani che conservano ancora alcune autonomie e sono parzialmente autosufficienti. Vengono anche assistite utenti a rischio emarginazione sociale, in condizioni di solitudine necessitanti di cure personali o di sostegno psicologico;
  • Nel secondo livello le prestazioni erogate sono rivolte a persone in condizioni di non autosufficienza, con l’obiettivo di garantire il più a lungo possibile la loro permanenza a domicilio. Vengono offerti servizi sia di tipo assistenziale, sia di tipo medico, infermieristico e riabilitativo.
  • Il terzo livello è quello più complesso e solitamente viene erogato dal Servizio di Assistenza Domiciliare dell’ASL di residenza.

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Le attività assistenziali del mattino in RSA L'operatore socio sanitario

Sono Operatrice Socio Sanitaria (OSS) da oltre 10 anni e ho pensato che potrebbe interessare sia per chi intende conseguire la qualifica, sia per chi, essendo in condizioni di dover ricoverare in struttura un proprio caro desiderasse conoscere l’ambiente e le attività di vita in cui esso si troverà.

ASSISTENZA DIRETTA E AIUTO DOMESTICO ALBERGHIERO, queste sono le attività principali dell’OSS.

L’IGIENE MATTUTINA.

L’OSS assiste la persona direttamente, in particolar modo chi non essendo più autosufficiente o allettato necessita di aiuto parziale o totale.
L’attività ha inizio con l’alzata del mattino nella quale sono previste cure igieniche molto approfondite, si comincia con l’approccio verbale mentre si entra nella stanza. L’Ospite viene salutato e informato su quello che si sta per fare, la privacy e la dignità della persona devono essere salvaguardate tenendo chiuse le persiane nel caso in cui le finestre diano su una strada o un condominio e la porta della camera deve essere rigorosamente chiusa, generalmente ogni stanza possiede una luce che avvisa della presenza dell’operatore in camera con lo scopo di avvertire il personale o i parenti.
Si comincia quindi, procedendo in sequenza, con la detersione del viso, delle orecchie per proseguire via via con il collo, torace, ascelle e mani (ovviamente verranno rimossi canottiere e pigiami, ed eventuali protezioni igieniche con il quale l’ospite ha passato la notte).
Si prosegue con l’igiene intima, aiutandosi con una padella, terminato il bidet l’ospite verrà aiutato a posizionarsi su di un fianco per poter detergere anche la parte posteriore, schiena, glutei, piedi.
Durante l’igiene si osserverà e si collaborerà alla rilevazione del rischio di eventuali danni all’apparato tegumentario, ispezionando attentamente la cute per rilevarne ogni minima variazione o anomalia. Questa pratica assistenziale risulta essere importantissima per la prevenzione delle piaghe da decubito essendo l’anziano, soprattutto quando questi è allettato, predisposto a questo tipo di lesioni per via dell’ipossia dei tessuti causati dal contatto e dalla pressione della pelle, molto debole e sottile, sulle superfici del letto, in tal caso và aggiunto che la prevenzione prevede anche il posizionamento di ausili sanitari come il materasso anti decubito (MAD) ed il cuscino anti decubito (CAD) qualora un’attenta osservazione e valutazione ne richieda l’uso preventivo.
Terminata l’igiene si prosegue con la vestizione everranno fatti indossare abiti puliti.
Una volta vestito e calzate le pantofole, a seconda del metodo di mobilizzazione, (approfondiremo anche questo concetto prossimamente) verrà posizionato dal letto alla sedia a rotelle nel caso ne faccia uso, o semplicemente aiutato ad alzarsi se deambula autonomamente o con l’utilizzo di ausili di deambulazione. In quest’ultimo caso verrà accompagnato in bagno per espletare funzioni fisiologiche, per lavare il cavo orale (in caso di portatore di protesi lo si aiuterà a posizionarla) inoltre lo si aiuterà nel posizionamento eventuale di protesi acustiche e visive, una bella pettinata e siamo pronti per accomodarci in sala dove verrà servita la colazione.
Una volta la settimana è previsto il bagno o la docciatura con una igiene maggiormente approfondita.
Sono previste sedute mensili di pedicure e parrucchiere.
L’OSS provvederà al rifacimento del letto, al riordino dell’armadio e del comodino, chiamato in gergo tecnico, unità del paziente.         Klemilla A&V

 

 

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L’Operatore Socio Sanitario – OSS Una figura professionale in ambito sociale

Una breve descrizione per capire il ruolo dell’Operatore Socio Sanitario.

Questa professione, nasce con un accordo Stato-Regioni (Ministero della Sanità,Ministero per la Solidarietà Sociale e Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano) del 22 febbraio 2001 allo scopo di rappresentare in un’unica figura professionale, sia in campo sanitario sia sociale le precedenti figure esistenti quali l’Operatore Tecnico Assistenziale (OTA), l’Assistente Socio Assistenziale (ASA) e l’Assistente Domiciliare e dei Servizi Tutelari (ADEST).

L’inserimento dell’OSS nell’ambito lavorativo, prevede il suo collocamento sia in Strutture Sanitarie Ospedaliere sia in Residenze Socio Sanitarie Assistenziali nonché per l’Assistenza Domiciliare, presso Comunità Alloggio, di Recupero di Riabilitazione e Case Famiglia.

COMPITI E FUNZIONI nelle Residenze Sanitarie Assistenziali – RSA (per intenderci, le case di riposo)

La sua attività, molto importante, si svolge in supporto a quella infermieristica, che ne è la responsabile diretta, e alla quale si attiene scrupolosamente per quanto riguarda indicazioni e prescrizioni.

Il lavoro dell’OSS si svolge all’interno di un gruppo, detto équipe che prevede varie figure professionali dall’infermiera al fisioterapista al medico di reparto, assistenti sociali, educatori ed animatori (qualora si lavorasse in RSA) , allo scopo di individuare le esigenze e bisogni assistenziali, siano essi di base sia quelli più elevati legati alla qualità della vita dell’ospite, attraverso un percorso chiamato Piano di Assistenza Individualizzato (PAI).

Le attività dell’operatore sono rivolte alla persona e al suo ambiente di vita, nello specifico:

  • favorisce il benessere e l’autonomia del paziente;
  • assiste ed aiuta nelle attività quotidiane di igiene della persona;
  • è di supporto nell’organizzazione delle attività giornaliere;
  • ascolta osserva e comunica con l’ospite e con i suoi familiari;
  • lavora collabora con il personale sanitario e sociale seguendo il progetto assistenziale PAI;
  • collabora nel riscontrare problematiche e condizioni che potrebbero danneggiare ulteriormente l’ospite, aspetto molto importante.

Per meglio scendere nel dettaglio di quelle che sono le principali attività, competenze e relativo percorso formativo dell’OSS, vi rimandiamo al testo completo della normativa che regolamenta la figura e il relativo profilo professionale dell’Operatore Socio Sanitario.   Klemilla A & V

Clicca qui per vedere la normativa: Conferenza Stato Regioni Figura OSS

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