Tag: qualità di vita

Igiene personale una esigenza fondamentale della persona

L’igiene è una esigenza fondamentale della persona, varia da individuo ad individuo in base alla cultura ed alla presenza di eventuali patologie o menomazioni
Lo scopo della pulizia è quello di mantenere la pelle pulita, facilitando così la funzione protettiva, di secrezione ed assorbente; è un fattore di benessere fisico e psichico molto apprezzato dalla persona e momento di conoscenza ed osservazione per chi assiste.
La persona deve essere lavata ogni volta che ne ha bisogno, soprattutto quando molto imbrattata di feci ed urine. Molti stati di agitazione del bambino e dell’anziano non in grado di esprimersi verbalmente, sono dovuti a questo fatto.

Assicurare l’igiene e la sicurezza della personacache_2645244
Igiene quotidiana della persona
Mattino: lavarsi prima di colazione fa si che l’organismo “si svegli” e rispetta la dignità della persona. Anche se la persona assistita è allettata, è necessario eseguire le cure igieniche prima di dare la colazione. Generalmente comprende lavaggio delle mani, viso, igiene intima e pulizia dei denti e della bocca
Sera: anche prima di coricarsi bisogna eseguire le cure igieniche che predispongono il fisico ad un buon riposo. Generalmente comprende l’igiene delle mani, viso, intima, pulizia dei denti e della bocca.

Igiene della cute (viso – corpo – capelli) e delle mucose (bocca, narici, parti intime, ecc.)
• È necessario mantenere pulito il corpo della persona anziana, eliminando gli eventuali odori sgradevoli;
• Prevenire lesioni da decubito e infezioni perché ogni volta che si eseguono le cure igieniche si osserva la cute e  le sue eventuali alterazioni. Una buona igiene e idratazione mantiene infatti pulita ed elastica la cute diminuendo i rischi di lesioni cutanee. Se comunque la pelle dell’assistito presenta chiazze, vescicole, arrossamenti o coloriti mai visti prima, è bene avvisare il medico curante prima di applicare qualsiasi prodotto.
Benessere ed effetto tonico su organismo/psiche. La persona anziana non smette di essere persona per cui anche quando perda l’iniziativa o la capacità di eseguire autonomamente le cure igieniche deve essere stimolata e aiutata a sentirsi pulita e in ordine come ciascuno di noi si vuole sentire e comunque rispettando sempre abitudini personali: ad esempio un tipo di sapone, di crema per il viso o deodorante.
 
images6ZB30834Bagno/doccia
Frequenza (2 a sett.) e comunque secondo i desideri dell’anziano. La scelta fra bagno o doccia è determinata dalla disponibilità del bagno di casa e dalle condizioni di autosufficienza della persona anziana. Per le persone che abbiano problemi di vista e siano autosufficienti o parzialmente dipendenti nella deambulazione, sarà necessario un aiuto per entrare nella vasca o nella doccia in modo da evitare cadute e anche per lavarsi parti del corpo difficilmente accessibili come la schiena, i piedi, la testa. Quando ci si lava bisogna incominciare dalle parti più pulite: la testa, il viso, gli arti superiori, il tronco (il petto e la schiena), la regione genitale, cioè le parti intime, e gli arti inferiori. Se non sono espresse preferenze è consigliabile l’utilizzo di un sapone liquido neutro. Bisogna poi che la persona si asciughi molto bene, ponendo particolare attenzione alle zone in cui due parti del corpo vengano a contatto: cavo ascellare, pieghe addominali, inguine, interno coscia, fra le dita dei piedi. Ci si può aiutare anche con il phon passato a temperatura tiepida sul corpo  oltre che sui capelli. Al termine dell’asciugatura si provvede a rivestire la persona anziana con biancheria e abiti puliti. Per mantenere la cute integra e prevenire lesioni cutanee, prima di rivestirla, è bene applicare sul corpo della crema idratante o olio di mandorle. Il bagno a questo punto è da asciugare bene ed aerare per evitare di scivolare e di mantenere zone di umidità. È possibile fare il bagno o la doccia anche a persone totalmente dipendenti utilizzando l’apposito sollevapersone dotato di una imbracatura che andrà poi lavata ed asciugata. L’utilizzo di questo presidio viene insegnato dagli operatori del servizio domiciliare. È molto importante ricordare che sempre durante le cure igieniche ma, in particolare quando si fa il bagno o la doccia, si entra in rapporto con l’intimità della persona; le persone anziane hanno quasi tutte un grande senso del pudore per cui non è bene scherzare o essere troppo disinvolti mentre li si aiuta. Il rispetto del corpo è rispetto della persona.
• Chi aiuta allo svolgimento del bagno o della doccia deve sempre indossare i guanti monouso e un camice impermeabile per evitare di venire a contatto con liquidi biologici. L’utilizzo della spugna o del guanto di crine è utile per eseguire una detersione più energica ma non aggressiva e per dare la piacevole sensazione di massaggio che è gradita da molte persone anziane. Al termine del bagno bisogna però risciacquare molto bene la spugna e farla subito asciugare se no diventerebbe ricettacolo e, quindi, veicolo, di funghi e batteri per l’assistente e l’assistito.
• È bene posizionare sul fondo della doccia o della vasca un tappeto antiscivolo perché la contemporanea presenza di acqua e sapone aumentano il rischio di cadute. Anche questi tappeti devono poi essere lavati ed asciugati come già detto per le spugne.

Igiene del corpo dell’allettato
Nonostante i presidi disponibili, alcune persone sono impossibilitate ad accedere alla vasca o alla doccia e comunque anche ad essere alzate in poltrona o carrozzina. In questi casi è necessario eseguire al letto l’igiene di tutte le parti del corpo e quindi anche il bagno. Per queste persone è ancora più importante e necessaria la frequenza del bagno perché lo sfregamento della cute con le lenzuola, la presenza di materiale di sfaldamento (residui di pelle), il sudore e lo sfregamento delle parti del corpo fra loro aumenta il rischio di lesioni da decubito. Per eseguire il bagno a letto è necessario che il materasso venga isolato da una tela cerata che impedisca di bagnarlo. La successione per lavare è sovrapponibile a quella già descritta ma bisogna utilizzare una brocca con acqua che deve essere cambiate di frequente per evitare che rimangano sul corpo residui di sapone. Anche in questo caso bisogna porre particolare attenzione ad asciugare bene la cute e ad idratarla con creme o olio di mandorle. Sia le creme che gli oli, quest’ultimi sono da preferire, devono essere massaggiati con estrema delicatezza senza sfregamenti eccessivi che potrebbero provocare lesioni alla cute.

Igiene dei presidiIndex_13
Tutte le tele, asciugamani, lenzuola che vengono a contatto con la persona assistita devono essere lavate frequentemente o comunque ogni volta si sporchino di liquidi biologici (sangue, feci, urine…). La biancheria pulita deve essere riposta ordinatamente negli armadi o cassetti, e tenuta separata. La biancheria del letto separata dagli asciugamani, le mutande separate dalle maglie e così via. Le brocche, i pappagalli (accessorio per permettere di fare pipì agli uomini allettati), le padelle e i catini, devono essere lavati dopo l’uso con ipoclorito di sodio (candeggina), diluita o meno a seconda delle concentrazioni. Se questi contenitori presentassero incrostazioni, queste vanno rimosse prima di lavarli. Quando si cambia il pannolone o la traversa, o si rifà il letto, bisogna avere molta cura nel non lasciare pieghe a contatto con la persona. Una buona igiene del corpo, un’accurata idratazione, la cura del letto riducono in modo rilevante le lesioni da decubito. Lavare sempre le mani prima e dopo l’utilizzo dei guanti monouso! La pulizia e la cura, anche estetica, della persona, costituiscono un bisogno fondamentale che rivaluta il senso di autostima e
sicurezza e favorisce una sensazione di benessere.     N.N A&V

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La Terapia Occupazionale: quando il lavoro diventa una cura

La terapia occupazionale, in inglese occupational therapy, è una disciplina riabilitativa, centrata sullo sviluppo e il mantenimento della capacità di agire delle persone. Contribuisce al miglioramento della salute e della qualità di vita, facilita la partecipazione alla società permettendo di prendere parte alle attività quotidiane. Nacque verso la fine della prima guerra mondiale negli Stati Uniti, anche se si parla già del lavoro svolto dallo psichiatra Philippe Pinel alla fine del 1700 nei manicomi. Il primo fu quello svolto presso Bicêtre, dove secondo il suo pensiero il lavoro riabilitava le persone.E’ un trattamento rivolto a persone che sono state colpite da lesioni fisiche o malattie in genere, malattie dell’età evolutiva o dall’invecchiamento oppure da problemi di carattere affettivo o sociale. La terapia occupazionale offre trattamenti basati su attività finalizzate che richiedono il coinvolgimento fisico e mentale delle persone trattate. E’ un importante trattamento perché aiuta moltissime persone, che sono temporaneamente o permanentemente disabili, a vivere autonomamente.La terapia occupazionale è spesso il primo passo per imparare nuove abilità, acquisire una maggiore libertà e mobilità, aiuta ad essere più indipendenti, ad avere una maggiore sicurezza emotiva, inoltre può restituire alle persone sicurezza e rispetto in se stessi, senso di utilità, può aiutare a recuperare un’indipendenza economica dopo aver avuto una malattia grave o un trauma.Per gli anziani può essere un valido aiuto per rimanere attivi fisicamente e mentalmente. Questo è particolarmente importante in quanto la prospettiva di vita cresce continuamente.La terapia occupazionale fa parte di un gioco di squadra. Tante persone lavorano insieme per aiutare il paziente a ristabilirsi fisicamente, psicologicamente e socialmente.

Un terapista occupazionale lavora con:

  • Medici che pianificano e coordinano il trattamento complessivo del paziente
  • Infermieri che assistono il paziente
  • Protesisti e Ortottisti che si occupano di protesi
  • Fisioterapisti che aiutano a recuperare la mobilità e la funzionalità attraverso gli esercizi specifici per ciascuna lesione
  • Consulenti del lavoro che aiutano il paziente a trovare un lavoro adatto
  • Psicologi che lavorano con il paziente per risolvere i problemi emotivi che possono comparire durante la malattia
  • Assistenti sociali che aiutano il paziente e le loro famiglie ad adattarsi alle nuove situazioni che si creano con la malattia
  • Logopedisti che assistono il paziente che ha difficoltà nel comunicare
  • Neuropsicologi che valutano i disturbi cognitivi (memoria, attenzione, ecc.)

Le occupazioni sono fondamentali per l’identità, l’autoefficacia ed il senso di competenza dell’utente e permettono inoltre di decidere come impiegare il proprio tempo, conferendo significato alle giornate. La terapia occupazionale, attraverso l’azione sui processi motori, sensoriali e cognitivi, si propone di aiutare il paziente ad arrivare al maggior grado di indipendenza possibile. Tra gli obiettivi troviamo la garanzia delle condizioni fisiche, la promozione delle autonomie individuali, la tutela dell’equilibrio sociale e psichico e, dunque della salute, intesa non solo come “assenza di malattia” ma come qualcosa di notevolmente più ampio e complesso. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), infatti, un problema di salute o una malattia possono non essere conseguenza di una limitazione fisica (nei movimenti, in una funzione psichica, ecc.) o di un danno strutturale corporeo (un arto, un organo ecc.), ma nascere dall’interazione fra molteplici fattori. Tra le categorie di soggetti destinatari di questo tipo di terapia si trovano senza dubbio gli anziani: l’allungamento della vita cui si assiste negli ultimi decenni, ha come conseguenza l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche o legate alla senilità e dunque una domanda maggiore di interventi finalizzati al miglioramento della qualità della vita e alla riduzione del danno. Altri destinatari sono tutti i soggetti che presentano problematiche nelle pratiche quotidiane legate a malattie, traumi, difficoltà economiche, culturali e psicologiche. La terapia occupazionale trova collocazione “fisica” in molte realtà, ospedali, centri diurni psichiatrici, per minori, anziani o portatori di handicap, servizi territoriali, scuole etc, oltre che nel domicilio dell’utente stesso. La terapia occupazionale può avere un ruolo riconosciuto sia come parte integrante di un percorso riabilitativo o di un trattamento intensivo sulla fase acuta, sia nell’ottica della promozione della salute e della prevenzione. La promozione della salute punta a raggiungere e mantenere uno stato di benessere fisico, psicologico e sociale, in accordo con quanto specificato dall’OMS, lavorando sulle risorse e sulle potenzialità degli individui e dei gruppi. Il Terapista Occupazionale coinvolge il paziente in attività pensate per promuoverne il recupero e permetterne la massima autonomia possibile. L’obiettivo è quello di aiutare i pazienti ad affrontare le richieste dell’ambiente sociale, personale, di lavoro e domestico per poter partecipare alla vita nel modo più pieno possibile partendo dalle attività apparentemente semplici di ogni giorno.

Quali sono le speciali caratteristiche che deve avere un terapista occupazionale?

Deve essere creativo nel pianificare le attività e disegnare strumenti ed ausili che risponderanno ai bisogni e agli interessi delle persone. Possedere empatia nei confronti delle persone di tutte le età ed estrazioni e flessibilità nel rivedere i programmi per rispondere alle mutate necessità e per essere sempre aggiornati tecnicamente.  Deve avere responsabilità per selezionare e supervisionare il programma delle attività atte a raggiungere obiettivi prefissati e specifici e determinazione e pazienza anche quando i progressi sono lenti e difficili, il terapista deve accrescere l’autostima e la sicurezza dei pazienti, renderli forti e abili. La Terapia occupazionale, infatti, è un metodo di cura basato su attività motorie “finalizzate, ideative, creative”. Il terapista occupazionale si occupa ad esempio di far rientrare nel mondo lavorativo il paziente: rendere il disabile autonomo nel maggior numero possibile di attività, da quelle essenziali del vivere quotidiano, a quelle relative all’inserimento nell’ambiente sociale (scolastico/lavorativo); fornire tutti i mezzi di ausilio necessari a raggiungere i suddetti fini e addestrarlo al loro uso; guidare l’adattamento dell’ambiente domestico e scolastico/di lavoro alla disabilità del paziente; aiutare il paziente ad affrontare il proprio stato di difficoltà nel rapporto.

Quali sono gli obiettivi dei trattamenti?

1. ridurre le limitazioni; queste vengono diminuite attraverso attività funzionali che servono a migliorare la forza muscolare e la resistenza controllare il dolore modificando l’atteggiamento psicologico. Migliorare le capacità comportamentali per saper affrontare gli effetti psicologici negativi causati dalla malattia.

2. recuperare l’autosufficienza; alle persone vengono insegnate le abilità necessarie per eseguire i lavori quotidiani autonomamente con o senza gli strumenti di supporto, per esempio: Uscire Utilizzando protesi e tutori, carrozzina, automobili adattate, ecc.; Usare le mani utilizzando chiavi, telefoni e rubinetti; aprendo cassetti e porte, ecc.; fare attività domestiche attraverso esercizi di pratica in una cucina modello o in un appartamento con strumenti e adattamenti speciali per facilitare il lavoro.

3. mantenere la massima funzionalità e l’abilità fisica e sociale ad esempio il terapista occupazionale insegna: una corretta postura per sollevare oggetti, chinarsi, ecc.; una buona conoscenza delle potenzialità corporee; flessibilità e sviluppo del movimento; capacità di programmare per ottimizzare le attività quotidiane; Lavoro di gruppo e attività di svago, che sostengono l’umore e la partecipazione sociale.

La terapia occupazionale è quindi un ottimo strumento per mantenere le capacità residue rafforzando alcune abilità. Una cosa importante da tenere sempre presente  è che la terapia occupazionale si appoggia sulle abilità della persona e sui suoi interessi, presenti o passati, e che solo in casi specifici, e perlopiù eccezionali, propone delle attività completamente nuove.  N.N. A&V

La maestria è raggiunta quando, nell’esecuzione, non si sbaglia, né si indugia. Friedrich NietzscheAurora, 1881

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La Residenza Sanitaria Assistenziale – RSA

Che cos’è

“Non vi è dubbio che il SSN debba prepararsi a soddisfare una domanda crescente di assistenza di natura diversa da quella tradizionale e caratterizzata da una modalità di erogazione basate sui principi della continuità di cure per periodi di lunga durata e dall’ integrazione tra prestazioni sanitarie e sociali erogate in ambiti di cura molto diversi tra loro”.Uno dei cardini dell’assistenza Geriatrica è la possibilità di offrire servizi a rete, fondati su principi di flessibilità, integrazione, continuità di cura, affinché sedi e prestazioni siano appropriate e il più possibile coerenti con il ventaglio di bisogni che l’anziano esprime. Una delle modalità di offerta è costituita dai servizi residenziali, di cui quelli per non autosufficienti sono la più elevata espressione della necessità di integrazione tra i servizi sanitari e socio-assistenziali. Le Residenze Sanitarie Assistenziali – RSA – sono delle strutture extraospedaliere finalizzate a fornire accoglimento, prestazioni sanitarie, assistenziali e di recupero a persone anziane prevalentemente non autosufficienti. La RSA, per la prevalenza sanitaria del suo intervento, rientra nel comparto sanitario, ma per una sua corretta organizzazione gestionale è necessario che le attività svolte siano integrate con il comparto sociale.

A cosa serve

Serve a mantenere il più alto livello possibile di autonomia e qualità di vita attraverso progetti di assistenza erogati per mezzo di processi che si avvalgono di interventi/attività svolti dalle figure professionali previste dai progetti. Il fine ultimo è mantenere il miglior livello possibile di “qualità della vita”. Obiettivi principali sono: ottenere il massimo recupero dopo la perdita funzionale da malattia acuta, rallentare il peggioramento della disabilità o della progressione nel malato cronico e mantenere significative relazioni interpersonali per evitare isolamento ed emarginazione. Gli obiettivi si raggiungono attraverso un’assistenza sanitaria e trattamenti riabilitativi atti a mantenere e migliorare lo stato di salute ed il grado di autonomia della persona, un’assistenza alla persona per lo svolgimento delle attività quotidiane, un adeguato supporto di servizi alberghieri ed alla persona e attività sociali e di occupazione del tempo.

 Come si attiva

L’accesso in RSA avviene attraverso due canali distinti:

  1. Il ricovero a titolo privato dove il pagamento della retta è a totale carico dell’Utente;
  2. il ricovero in convenzione dove il pagamento della quota sanitaria (corrispondente a circa la metà della retta) è a carico dell’UVG di competenza

Il ricovero in RSA, quando è in regime di convenzione, è subordinato alla valutazione dell’UVG che elabora uno specifico “progetto residenziale”. Dopo un periodo, che può variare a seconda dell’UVG, viene riconosciuta la convenzione e disposto il ricovero. Importante sapere che la scelta della struttura è assolutamente libera per l’Utente, l’unica condizione è che sia nell’elenco delle strutture convenzionate con l’ASL , pena il non riconoscimento della quota sanitaria. Le quote variano a seconda del livello di intensità (vedi articolo sull’UVG) e dell’impegno assistenziale che l’Utente richiede.     A&V

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