Tag: RSA

Le attività assistenziali del mattino in RSA L'operatore socio sanitario

Sono Operatrice Socio Sanitaria (OSS) da oltre 10 anni e ho pensato che potrebbe interessare sia per chi intende conseguire la qualifica, sia per chi, essendo in condizioni di dover ricoverare in struttura un proprio caro desiderasse conoscere l’ambiente e le attività di vita in cui esso si troverà.

ASSISTENZA DIRETTA E AIUTO DOMESTICO ALBERGHIERO, queste sono le attività principali dell’OSS.

L’IGIENE MATTUTINA.

L’OSS assiste la persona direttamente, in particolar modo chi non essendo più autosufficiente o allettato necessita di aiuto parziale o totale.
L’attività ha inizio con l’alzata del mattino nella quale sono previste cure igieniche molto approfondite, si comincia con l’approccio verbale mentre si entra nella stanza. L’Ospite viene salutato e informato su quello che si sta per fare, la privacy e la dignità della persona devono essere salvaguardate tenendo chiuse le persiane nel caso in cui le finestre diano su una strada o un condominio e la porta della camera deve essere rigorosamente chiusa, generalmente ogni stanza possiede una luce che avvisa della presenza dell’operatore in camera con lo scopo di avvertire il personale o i parenti.
Si comincia quindi, procedendo in sequenza, con la detersione del viso, delle orecchie per proseguire via via con il collo, torace, ascelle e mani (ovviamente verranno rimossi canottiere e pigiami, ed eventuali protezioni igieniche con il quale l’ospite ha passato la notte).
Si prosegue con l’igiene intima, aiutandosi con una padella, terminato il bidet l’ospite verrà aiutato a posizionarsi su di un fianco per poter detergere anche la parte posteriore, schiena, glutei, piedi.
Durante l’igiene si osserverà e si collaborerà alla rilevazione del rischio di eventuali danni all’apparato tegumentario, ispezionando attentamente la cute per rilevarne ogni minima variazione o anomalia. Questa pratica assistenziale risulta essere importantissima per la prevenzione delle piaghe da decubito essendo l’anziano, soprattutto quando questi è allettato, predisposto a questo tipo di lesioni per via dell’ipossia dei tessuti causati dal contatto e dalla pressione della pelle, molto debole e sottile, sulle superfici del letto, in tal caso và aggiunto che la prevenzione prevede anche il posizionamento di ausili sanitari come il materasso anti decubito (MAD) ed il cuscino anti decubito (CAD) qualora un’attenta osservazione e valutazione ne richieda l’uso preventivo.
Terminata l’igiene si prosegue con la vestizione everranno fatti indossare abiti puliti.
Una volta vestito e calzate le pantofole, a seconda del metodo di mobilizzazione, (approfondiremo anche questo concetto prossimamente) verrà posizionato dal letto alla sedia a rotelle nel caso ne faccia uso, o semplicemente aiutato ad alzarsi se deambula autonomamente o con l’utilizzo di ausili di deambulazione. In quest’ultimo caso verrà accompagnato in bagno per espletare funzioni fisiologiche, per lavare il cavo orale (in caso di portatore di protesi lo si aiuterà a posizionarla) inoltre lo si aiuterà nel posizionamento eventuale di protesi acustiche e visive, una bella pettinata e siamo pronti per accomodarci in sala dove verrà servita la colazione.
Una volta la settimana è previsto il bagno o la docciatura con una igiene maggiormente approfondita.
Sono previste sedute mensili di pedicure e parrucchiere.
L’OSS provvederà al rifacimento del letto, al riordino dell’armadio e del comodino, chiamato in gergo tecnico, unità del paziente.         Klemilla A&V

 

 

× Featured

Mi racconto...

La Residenza Sanitaria Assistenziale – RSA

Che cos’è

“Non vi è dubbio che il SSN debba prepararsi a soddisfare una domanda crescente di assistenza di natura diversa da quella tradizionale e caratterizzata da una modalità di erogazione basate sui principi della continuità di cure per periodi di lunga durata e dall’ integrazione tra prestazioni sanitarie e sociali erogate in ambiti di cura molto diversi tra loro”.Uno dei cardini dell’assistenza Geriatrica è la possibilità di offrire servizi a rete, fondati su principi di flessibilità, integrazione, continuità di cura, affinché sedi e prestazioni siano appropriate e il più possibile coerenti con il ventaglio di bisogni che l’anziano esprime. Una delle modalità di offerta è costituita dai servizi residenziali, di cui quelli per non autosufficienti sono la più elevata espressione della necessità di integrazione tra i servizi sanitari e socio-assistenziali. Le Residenze Sanitarie Assistenziali – RSA – sono delle strutture extraospedaliere finalizzate a fornire accoglimento, prestazioni sanitarie, assistenziali e di recupero a persone anziane prevalentemente non autosufficienti. La RSA, per la prevalenza sanitaria del suo intervento, rientra nel comparto sanitario, ma per una sua corretta organizzazione gestionale è necessario che le attività svolte siano integrate con il comparto sociale.

A cosa serve

Serve a mantenere il più alto livello possibile di autonomia e qualità di vita attraverso progetti di assistenza erogati per mezzo di processi che si avvalgono di interventi/attività svolti dalle figure professionali previste dai progetti. Il fine ultimo è mantenere il miglior livello possibile di “qualità della vita”. Obiettivi principali sono: ottenere il massimo recupero dopo la perdita funzionale da malattia acuta, rallentare il peggioramento della disabilità o della progressione nel malato cronico e mantenere significative relazioni interpersonali per evitare isolamento ed emarginazione. Gli obiettivi si raggiungono attraverso un’assistenza sanitaria e trattamenti riabilitativi atti a mantenere e migliorare lo stato di salute ed il grado di autonomia della persona, un’assistenza alla persona per lo svolgimento delle attività quotidiane, un adeguato supporto di servizi alberghieri ed alla persona e attività sociali e di occupazione del tempo.

 Come si attiva

L’accesso in RSA avviene attraverso due canali distinti:

  1. Il ricovero a titolo privato dove il pagamento della retta è a totale carico dell’Utente;
  2. il ricovero in convenzione dove il pagamento della quota sanitaria (corrispondente a circa la metà della retta) è a carico dell’UVG di competenza

Il ricovero in RSA, quando è in regime di convenzione, è subordinato alla valutazione dell’UVG che elabora uno specifico “progetto residenziale”. Dopo un periodo, che può variare a seconda dell’UVG, viene riconosciuta la convenzione e disposto il ricovero. Importante sapere che la scelta della struttura è assolutamente libera per l’Utente, l’unica condizione è che sia nell’elenco delle strutture convenzionate con l’ASL , pena il non riconoscimento della quota sanitaria. Le quote variano a seconda del livello di intensità (vedi articolo sull’UVG) e dell’impegno assistenziale che l’Utente richiede.     A&V

× Featured

Mi racconto...

Il Delirium: quando la mente si “stacca” dalla realtà

Il Delirium o stato confusionale acuto è una sindrome psico organica caratterizzata da una transitoria e fluttuante alterazione dello stato di coscienza, ad esordio acuto o subacuto, con ripercussioni sulla cognitività e le capacità percettive. Dal punto di vista clinico si caratterizza per la variabilità dei sintomi, sia in termini quantitativi sia qualitativi, e per la presenza di compromissione dello stato di vigilanza, dell’attenzione, dell’orientamento, del pensiero astratto, della memoria, del comportamento e del ritmo sonno veglia. (Trabucchi M.  Le demenze)

Il delirium è una manifestazione importante e diventa un altrettanto importante problema per tutti i servizi clinici che forniscono assistenza alle persone anziane, in particolare nei servizi di emergenza, di medicina generale, di chirurgia, nei servizi oncologici, nelle geriatrie, nelle unità di terapia intensiva oltre che nelle strutture residenziali, nelle case di cura e a domicilio. E’ la complicanza più frequente al momento del ricovero in ospedale delle persone anziane arrivando a colpire anche più della metà degli anziani sottoposti a intervento chirurgico nel post operatorio (fratture d’anca, chirurgia cardiaca e vascolare, interventi di chirurgia maggiore). Una revisione sistematica che ha comparato 42 studi sulla frequenza e sugli esiti di delirium in un reparto di area medica ha evidenziato che l’incidenza di delirium varia tra l’11% e il 42% queste percentuali aumentano se si tratta di reparti chirurgici o di terapia intensiva. Anche un ricovero in pronto soccorso può essere causa di delirium e più del 30% dei soggetti anziani con più di 65 anni lo manifestano. Di questi una percentuale pari al 30% può andare incontro a morte. E’ evidente, quindi, quanto questo fenomeno sia rilevante e importante.La causa di delirium è tipicamente multifattoriale. Il suo sviluppo è condizionato dalle complesse relazioni che vi sono tra un paziente vulnerabile con fattori predisponenti e l’esposizione a fattori precipitanti.Tra i fattori predisponenti; da considerare abbiamo: l’età avanzata, malattie croniche, la compromissione dello stato funzionale e di conseguenza l’immobilità, il sesso maschile, la disidratazione (attenzione ai periodi estivi, gli stati febbrili e i problemi diarroici), i disturbi della vista o dell’udito, l’insufficienza renale cronica, storia di abuso o di dipendenza da alcool e la malnutrizione. Vengono anche considerati, come fattori predisponenti, alcuni disturbi neurologici (ad esempio, il morbo di Parkinson, le malattie cerebrovascolari, masse cerebrali, traumi, infezioni, malattia del collagene); anche alcune patologie croniche vengono considerate fattori di rischio predisponenti, tra queste le alterazioni metaboliche e cardiache, patologie polmonari, endocrinologiche, renali e neoplastiche.Tra i fattori di rischio precipitanti sono compresi alcuni farmaci, l’immobilizzazione, l’uso del catetere vescicale, la contenzione fisica, la disidratazione e la malnutrizione, eventi iatrogeni (ad esempio, reazioni trasfusionali, reazioni allergiche, eventi avversi ai farmaci), l’insufficienza d’organo (in particolare renale e epatica), infezioni, squilibri elettrolitici o metabolici, intossicazione o carenza da alcol o da stupefacenti. Le influenze ambientali sono molto importanti e sono da presidiare (ad esempio, cambi frequenti di stanze, assenza di orologio, presenza di specchi l’illuminazione insufficiente,  aumentati livelli di rumore); fattori psicosociali (ad esempio,  depressione, dolore, ansia). Anche la diminuzione della mobilità, compresa quella indotta dall’uso di dispositivi medici (cateteri e contenzione), aumenta notevolmente il rischio di delirio e di declino funzionale. Ultimamente è anche emerso, grazie anche alla misurazione della saturazione d’ossigeno, come problema e come causa di delirium, l’insufficienza respiratoria nei pazienti anziani. Anche l’infarto miocardico acuto e l’insufficienza cardiaca sovente si associano allo sviluppo di delirio. Una infezione occulta, causata da una varietà di condizioni cliniche compresenti  (polmonite, infezioni delle vie urinarie, ascessi addominali) può essere causa scatenante di delirio e deve essere debitamente considerata anche perché i pazienti più anziani non sempre hanno i segni legati alla flogosi quali leucocitosi e aumento della temperatura corporea. Preesistenti alterazioni cognitive e demenza vengono considerati principali fattori di rischio per lo sviluppo del delirio, alcuni studi hanno evidenziato come i pazienti con demenza abbiano un rischio cinque volte maggiore per lo sviluppo di delirio,  e che quasi due terzi dei casi di delirio si verificano in  pazienti con demenza.

Come si manifesta il delirium e quali sono i campanelli dall’allarme che stanno ad indicare uno stato delirante?

Vincent Van Gogh, Uomo anziano nel dispiacere, 1890
Vincent Van Gogh, Uomo anziano nel dispiacere, 1890

Alcuni studiosi (Lipowski, Inouye) in base alla manifestazione del delirium, ne hanno identificato tre forme: quello ipercinetico, quello ipocinetico e la forma mista.  Il primo è caratterizzato dalla presenza di ansia, iperattività e aggressività; il soggetto si presenta irrequieto, agitato, confabulante. Manifesta uno scollamento dalla realtà circostante con ideazioni e allucinazioni di cose inesistenti, non riconosce l’ambiente come familiare né riconosce le persone che lo circondano. Assistere a domicilio un soggetto delirante diventa un gravoso impegno ed emotivamente devastante. Ha una percentuale di prevalenza del 40/50%. La seconda forma è caratterizzata da apatia, ipoattività e/o letargia; il soggetto si presenta assolutamente tranquillo, completamente avulso dalla realtà che lo circonda, soporoso e non reagente agli stimoli, nemmeno quelli dolorosi. Resta a letto in posizioni raccolte, immobile con lo sguardo fisso nel vuoto, perso nei suoi pensieri. Sicuramente questa forma non rappresenta un grosso problema per chi assiste e, proprio per questo, spesso non viene riconosciuto e trattato, sebbene la percentuale di prevalenza può raggiungere anche il 70% degli anziani predispostiLa terza forma, quella mista è data dalla presenza contemporanea o a fasi alterne di tutti questi sintomi, sottoponendo chi assiste ad un carico emotivo importante.

Gli studi ci suggeriscono che il delirium si può prevenire attraverso una buona conoscenza dei fattori di rischio, un’attenta valutazione dei primi segnali e, una buona cura farmacologica. Un piano di assistenza efficace può essere rappresentato da alcuni interventi quali:

  • Orientamento alla realtà
  • Aiutare l’orientamento con grandi orologi e calendari
  • Assicurare una buona veduta dalla finestra
  • Ripetere regolarmente le informazioni
  • Massimizzare l’acuità visiva: occhiali, luce
  • Massimizzare l’acuità uditiva: assicurarsi l’uso e la funzione di protesi, ridurre i rumori troppo intensi
  • Usare oggetti famigliari al paziente (foto)
  • Famigliari e amici vicini
  • Assicurare oggetti di riconoscimento adeguati
  • Evitare l’immobilizzazione
  • Controllare la temperatura e idratare il soggetto

Tutto questo influisce positivamente sulla qualità della vita di chi assiste e di chi è assistito. N.N. A & V

Vedere un mondo in un granello di sabbia e il paradiso in un fiore selvatico, tenere l’infinito nel palmo della mano e l’eternità in un’ora.  William Blake

× Featured

Mi racconto...