Il ruolo dei nonni

La stragrande maggioranza dei nonni italiani, oggi, ha un’età compresa tra 65 e 75 anni. Nonni ancora giovani, quindi in ottima salute.
Proprio per l’ampiezza della fascia d’età, esistono diverse tipologie di nonni:
– quelli giovani, con impegni di lavoro ancora pressanti che hanno un ruolo marginale nella vita del nipotino;
– c’è poi la categoria dei nonni volutamente assenti: quelli che, pur disponendo di tempo libero, preferiscono investirlo nel coltivare i propri interessi;
– infine, la maggioranza in Italia, è costituita dai nonni sempre presenti, che spesso diventano indispensabili all’interno del ménage familiare. Per un bimbo sono figure importanti: fonte, al pari dei genitori, di amore incondizionato. Testimonianza tangibile del loro passato e della continuità della loro famiglia. Senza dimenticare l’aiuto pratico che offrono alla famiglia sempre e ancor di più nei momenti di difficoltà. La figura principale per un bambino è sempre quella dei genitori e delle regole che questi stabiliscono per lui ed è doveroso che i nonni non sconvolgano queste regole sia per l’educazione, sia perché loro non devono passare per quelli più  buoni e da apprezzare, i nonni devono sempre avere un limite……devono far capire che sono presenti , ma devono dare sicurezza anche per la figura materna che per causa lavoro o altro viene meno…..devono far sentire i bambini amati da tutti , sopratutto perché un bambino vuole la mamma e la cerca……loro devono spiegare che la mamma è presente in tanti modi e che la lontananza non è una malattia ma una cosa normalissima.
Negli asili le insegnanti hanno il ruolo di educatrici e i bambini non vedono l’abbandono ma un posto dove giocare e fare i lavoretti, come la madre e il padre fanno il loro lavoro.
I nonni sono delle figure care e preziose , ma non devono sostituirsi mai al ruolo dei genitori e contrastarli. Dando un’occhiata panoramica ai nonni ,in quanto tali, notiamo come i questi diano ai nipoti un affettotranquillo ed affidabile. Già esperti di bambini, staccati ormai dai loro sensi di colpa genitoriali, liberi da assilli educativi e da responsabilità in prima persona, i nonni hanno verso i nipoti un atteggiamento affettivo libero da angoscia. Li osservano, tranne qualche eccezione, con sufficiente obiettività, nutrono sentimenti più puliti e più limpidi. Comunicano tranquillità, un bene estremamente prezioso per i più piccoli. Sono più tolleranti, lasciano i bambini più liberi, passano sopra ai capricci infantili, li sopportano con quella tolleranza e disponibilità tipica dell’età matura, quando questa età è vissuta in modo positivo eintelligente. Hanno più fiducia che i bambini ce la possano fare e si prendono il lusso di viziarli un po’. Comunicano ai piccoli quel senso di accettazione e di serenità che i genitori non sempre sanno dare. Anche se molto piccoli, i bambini sono in grado di comprendere che i nonni non sono mamma e papà. Non bisogna temere quindi che l’eccessiva indulgenza dei nonni e le diverse regole che impongono possano rovinare l’intervento educativo dei genitori. Semplicemente, il bimbo saprà che dai nonni può trovare sempre qualcosa di buono, una coccola in più e maggior tolleranza rispetto alle trasgressioni.

Io penso che dei buoni nonni sono meglio degli asili……un nonno è una persona che si prende cura del nipote con amore non pensando alla retta che riceve ogni mese. Insomma, a ognuno di voi spetta decidere cosa è bene per vostro figlio e per la loro salute……siete più sicuri sapendo che il pupo sta con dei bravi nonni scrupolosi o temete che questi nonni siano dei cattivi educatori e vi mettano in secondo piano screditandovi ?  M. S A&V

“Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che di intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e bontà.”                                                             – Charlie Chaplin –

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